Lo scorso 1 Luglio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto “Decreto Anticrisi” (DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009, n. 78). All’interno del provvedimento il Legislatore ha inserito alcune significative modifiche al dettato del Codice dell’Amministrazione Digitale.
In particolare l’articolo 17, comma 29 dispone:
Dopo l’articolo 57 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è inserito il seguente:
«Art. 57-bis (Indice degli indirizzi delle pubbliche amministrazioni).
1. Al fine di assicurare la trasparenza delle attività istituzionali è istituito l’indice degli indirizzi delle amministrazioni pubbliche, nel quale sono indicati la struttura organizzativa, l’elenco dei servizi offerti e le informazioni relative al loro utilizzo, gli indirizzi di posta elettronica da utilizzare per le comunicazioni e per lo scambio di informazioni e per l’invio di documenti a tutti gli effetti di legge fra le amministrazioni e fra le amministrazioni ed i cittadini.
2. Per la realizzazione e la gestione dell’indice si applicano le regole tecniche di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 ottobre 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 272 del 21 novembre 2000. La realizzazione e la gestione dell’indice è affidato al Centro Nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA).
3. Le amministrazioni aggiornano gli indirizzi ed i contenuti dell’indice con cadenza almeno semestrale, salvo diversa indicazione del CNIPA. La mancata comunicazione degli elementi necessari al completamento dell’indice e del loro aggiornamento è valutata ai fini della responsabilità dirigenziale e dell’attribuzione della retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili.».
Ulteriori elementi di novità sono presenti al comma 28 dello stesso articolo, dove è scritto:
28. All’articolo 65, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il Codice dell’amministrazione digitale, dopo la lettera c) è inserita la seguente:
«c-bis) ovvero quando l’autore è identificato dal sistema informatico attraverso le credenziali di accesso relative all’utenza personale di posta elettronica certificata di cui all’articolo 16-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.».
Il 2 Luglio il Garante per la protezione dei dati personali ha presentato al Parlamento la Relazione Annuale sull’attività dell’Autorità da lui presieduta. Il Presidente Francesco Pizzetti ha documentato il lavoro svolto dall’ufficio nel corso del 2008- 520 provvedimenti collegiali adottati, 321 ricorsi, 1058 risposte a quesiti e 21 Pareri al Parlamento- ed espresso la visione dell’Autorità intorno a diverse questioni di attualità, dalla rilevanza dei social network alla privacy di cittadini e lavoratori, dalla video- sorveglianza alle limitazioni alla pubblicabilità delle notizie ottenute dai giudici.
“Dai blog ai social network fino al recentissimo, e già quasi invecchiato, sistema Twitter sempre di più oggi l’informazione è il prodotto di una comunicazione continua e collettiva a livello mondiale”. Da qui, ha aggiunto il Presidente, la necessità di creare un’autorità internazionale in grado di regolare tale infrastruttura, anche allo scopo di “dare disciplina e certezze all’immenso sistema di reti di telecomunicazioni, che è il cuore pulsante del mondo contemporaneo”.
Ma allo stesso tempo il Garante non ha nascosto i rischi che la pervasività delle tecnologie pongono in termini di invasione della privacy individuale. Il Presidente si è anzitutto soffermato sul diritto alla non diffusione delle immagini relative a dimore private che, ha spiegato “si applica a tutti, indipendentemente dalla notorietà”. E, commentando la recente pubblicazione online dei compensi di diversi dirigenti pubblici, ha ammonito sulla necessità di contemperare l’esigenza di trasparenza con la tutela della sfera private individuale.
Non è mancato un riferimento alle nuove regole relative ai limiti della pubblicabilità di notizie acquisite e trattate dai giudici. Dopo aver chiarito che non spetta all’Autorità fissare le norme in questo settore, Pizzetti ha espresso perplessità rispetto alla previsione di sanzioni penali per i giornalisti. “Per quanto riguarda le nuove regole sui limiti della pubblicità delle informazioni acquisite e trattate dai magistrati, ha detto “serve una nuova disciplina e lascia perplesso il ricorso a sanzioni penali a carico degli operatori dell’informazione”.
Ferma la presa di posizione anche rispetto alle misure assunte dal Parlamento in materia di conservazione dei dati di traffico telefonico, e di utilizzazione degli elenchi telefonici a fini promozionali. I provvedimenti recentemente varati, ha spiegato Pizzetti, hanno natura “settoriale”, e sarebbe assolutamente opportuno evitarli.
Da ultimo, il Garante ha ribadito l’esigenza di regole più stringenti in materia di accesso lle banche dati di sicurezza, e preannunciato un intervento dell’Autorità in tema di videosorveglianza.
Il testo completo della Relazione Annuale è disponibile qui
Si è tenuto venerdì scorso presso l’abituale sede di Alma Graduate School il quinto appuntamento del ciclo di “Incontri su diritto e innovazione tecnologica“, organizzato dalla Prof.ssa Giusella Finocchiaro.
Relatori della giornata sono stati Antonio Apruzzese, Responsabile del Compartimento della Polizia Postale e della Comunicazione dell’Emilia Romagna; Marco Roccetti, Professore di Architettura di Internet presso il Dipartimento di Informatica dell’Univeristà di Bologna; Corradino Corradi, manager dell’area Security di Vodafone Italia.
I principali contenuti emersi nel corso della giornata sono stati ripresi successivamente in un articolo comparso su Punto Informatico.
