Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

posted by admin on settembre 11, 2009

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E anche questa settimana una serie di segnalazioni su articoli di possibile interesse. Trovate i link di seguito:

  • La mail aziendale e gli occhi del datore di lavoro (Avvocati24, IlSole24Ore)
  • I discografici contro Telecom: fa circolare musica non autorizzata (La Repubblica)
  • La SIAE USA prende ufficialmente posizione contro Google Book Search (New York Times)
  • L’Unione Europea esprime la necessità di “ripensare” la propria legislazione sul copyright per accogliere l’editoria digitale (The Register)
  • La rivelazione della propria identità “vera” come precondizione per scrivere sul web cinese (New York Times)
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Gli istituti bancari sono tenuti alla massima attenzione riguardo i dati personali dei clienti, e i correntisti devono ricevere comunicazione immediata in caso di accesso indebito alle informazioni che li riguardano.
Lo ha stabilito l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali con un recente provvedimento, di cui è stato relatore Mauro Paissan. Le indagini del Garante sono partite dalla denuncia di una cittadina la quale, nel corso di una causa di separazione, si era vista impiegare contro dal marito una serie di informazioni finanziarie riservate, di cui il coniuge non avrebbe potuto tecnicamente essere in possesso.

A questo punto la signora ha chiesto chiarimenti ai responsabili della propria filiale bancaria- i quali le avevano parlato di un accesso “per esigenze operative” da parte di un impiegato al suo conto- e alla stessa Autorità Garante. Gli accertamenti svolti da quest’ultima hanno messo in luce che:

1. la banca aveva sì adottato misure di sicurezza, ma non sufficienti a impedire il trattamento indebito dei dati da parte dei propri operatori;

2. la correntista non aveva ricevuto alcuna comunicazione rispetto all’accesso illegale al conto.

Per queste ragioni il Garante ha chiesto all’istituto creditizio in questione di adottare misure di protezione più scrupolose riguardo ad eventuali comportamenti indebiti da parte degli impiegati, e di svolgere opportune attività formative per sensibilizzare gli stessi al rispetto della privacy. Ha inoltre stabilito che ogni illecito debba essere immediatamente comunicato al correntista “vittima” dell’abuso, ed ha inviato il provvedimento alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza riguardo a eventuali illeciti penali.

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posted by admin on settembre 8, 2009

Diritto d'autore e copyright

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La digitalizzazione dei libri è una sfida di importanza strategica, e l’Unione Europea deve compiere ogni sforzo per realizzarla in maniera da tutelare sia il copyright che l’innovazione. E’ questo il senso della dichiarazione congiunta rilasciata ieri dai Commissari europei Viviane Reding (Media e Società dell’Informazione) e Charlie McCreevy (Mercato interno e Servizi) a latere degli incontri organizzati con editori, aziende IT, istituzioni culturali e associazioni di cittadini per discutere di conversione informatica di libri e documenti.

Pur riconoscendo le difficoltà tecno- organizzative associate alla digitalizzazione dei milioni di libri presenti nelle biblioteche europee, i commissari hanno esortato aziende e istituzioni pubbliche a formare partnership per completare quello che hanno definito un processo “strategico”. “L’Europa sta fronteggiando una sfida culturale ed economica molto importante: soltanto l’1% dei libri presenti nelle nostre biblioteche nazionali ha formato digitale. Questo stato di cose ci impone uno sforzo di adeguamento enorme, ma allo stesso tempo offre nuove possibilità culturali e di mercato” si legge nel comunicato congiunto diramato dai due Servizi.

A rendere ancor più difficile il compito degli innovatori, sottolineano gli stessi commissari, sono la forte frammentazione delle legislazioni nazionali sul copyright e l’assenza di “paletti” certi rispetto a ciò che è effettivamente consentito in questo settore. L’auspicio della Commissione è che gli incontri multilaterali in corso possano consentire lo sviluppo di una orientamento comunitario unico sul tema, in grado di tutelare i diritti degli autori ed insieme alimentare i processi innovativi.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, non ha ancora espresso una propria posizione ufficiale neppure su Google Book Search, l’ambizioso (e chiaccherato) progetto di digitalizzazione testuale messo a punto da Google dopo il 2005.

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posted by admin on settembre 4, 2009

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Ecco una selezione di articoli per la settimana appena trascorsa:

  • La posizione di Dan Gillmor sull’anonimato in rete: non dare il proprio nome significa avere meno credibilità [The Guardian]
  • Un giudice tedesco condanna Google per la scarsa trasparenza dei suoi termini di servizio [Punto Informatico]
  • Flickr ammorbidisce le proprie policy in materia di violazione del copyright sulle immagini [CNet]
  • Continuano le polemiche intorno alla PEC [Cronache dell'Egovernment]
  • USA: i motori di ricerca non sono tenuti a tutelare la reputazione delle persone [Punto Informatico]
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    Raccogliere meno dati personali dei cittadini e farne un impiego più circoscritto. Sono queste le linee di azione lungo le quali intende muoversi il governo scozzese in materia di raccolta, impiego e conservazione dei dati personali dei cittadini.
    In realtà, spiega The Register, la consultazione pubblica sul tema è appena iniziata. Ma l’esecutivo scozzese gode dell’appoggio dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali britannica (Information Communication Officer, ICO) e di larga parte dell’opinione pubblica.

    Il piano prevede l’introduzione di una serie di linee guida in materia di Identity Management e Privacy, cui dovranno attenersi non solo le pubbliche amministrazioni, ma anche tutte le organizzazioni private e le fondazioni che erogano servizi di pubblica utilità.

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    posted by admin on settembre 1, 2009

    Diritto d'autore e copyright

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    Pubblicavano sui loro siti i testi di canzoni sottoposte a copyright: adesso dovranno affrontare un processo per violazione delle norme sul diritto d’autore. Accade negli Stati Uniti, dove l’Associazione che rappresenta gli interessi dei discografici (National Music Publishers’ Association, NMPA) ha deciso di portare in tribunale i legali rappresentanti di due spazi web (LiveUniverse e LyricWiki) che offrivano ai propri utenti porzioni o versioni integrali di testi di canzoni.

    “La sfruttamento a fini di lucro dei testi musicali da parte dei siti web è diventato un problema molto serio” ha dichiarato il Presidente di NMPA David Israelite. “Ci sono soggetti che lucrano in modo illegale alle spalle degli autori. Ed è un vero peccato che i titolari dei diritti d’autore debbano tanto frequentemente spendere tempo e risorse per tutelare le proprie prerogative in materia di distribuzione e circolazione dei testi“.

    Le cause contro Live Universe e LyricWiki sono state depositate rispettivamente presso la Corte Federale del Distretto Centrale della California e presso il Distretto Ovest della Pennsylvania. In particolare, i legali di NMPA chiedono un “risarcimento adeguato” per i danni subiti dai propri assistiti.
    E’ la prima volta che degli spazi web vengono citati in giudizio per aver pubblicato online dei testi di canzoni.

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