Diritto & Internet

L'amministratore delegato di Facebook: il concetto di privacy va ripensato

zuckLe informazioni inserite dagli utenti all’interno dei social network dovrebbero essere naturalmente pubbliche ed accessibili a chiunque, e lo stesso concetto di privacy avrebbe bisogno di essere ripensato alla luce del web sociale. E’ questo il cuore dell’argomentazione proposta da Mark Zuckerberg, fondatore ed amministratore delegato di Facebook, nel corso di un’intervista rilasciata al noto blog tecnologico Techcrunch.
Rispondendo alle domande dell’intervistatore rispetto ai recenti cambiamenti apportati ai termini di servizio di Facebook, che rendono visibili a tutti le informazioni personali degli utenti,  Zuckerberg ha spiegato che il concetto di privacy andrebbe radicalmente ripensato. Riportiamo di seguito la trascrizione letterale dei passaggi più significativi:
“Negli ultimi 5 o 6 anni i blog si sono diffusi enormemente, e con essi tutti i vari servizi che consentono agli utenti di condividere le loro informazioni personali. I cittadini si sono abituati non solo a condividere più dati e di più tipi, ma anche a farlo in maniera più aperta e davanti ad un numero sempre maggiore di persone. Si tratta di un’abitudine sociale che si è semplicemente evoluta nel corso del tempo” . Da qui, ha aggiunto Zuckerberg, una precipua visione del ruolo dei social network: “Pensiamo sia nostro compito continuare ad innovare e migliorare il nostro sistema in maniera da riflettere i cambiamenti in atto nelle norme sociali”.
E ancora “I cambiamenti che abbiamo recentemente introdotto riflettono il desiderio di mantenere una visione innovativa, da start- up. Perché è assecondando i cambiamenti in atto nelle abitudini delle persone che le abbiamo realizzate”.
Queste affermazioni marcano uno spartiacque preciso rispetto alla filosofia ed alla pratica dei social network così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi. Fino a ieri, infatti, la “regola d’ingaggio” fondamentale di tutte le maggiori piattaforme social era che le informazioni personali potessero risultare visibili soltanto a coloro che l’utente accettava come amici. Adesso, i nuovi termini di servizio proposti da Facebook rovesciano questo assunto, rendendo potenzialmente visibili a chiunque tutti i dati caricati da chiunque altro. E Zuckerberg rincara, proponendo di ripensare il modo stesso in cui ci rapportiamo alla nostra informazione in rete.

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Direttore Scientifico
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Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi