Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

La documentazione sanitaria inviata via posta dall’Inps non deve recare all’esterno informazioni che possano rivelare lo stato di salute dei cittadini destinatari.

Lo ha chiarito il Garante privacy, intervenuto a seguito della segnalazione di un cittadino che aveva ricevuto dall’Ente previdenziale un verbale di accertamento di invalidità civile all’interno di una busta sulla quale era apposto un timbro con alcune informazioni che ne rendevano esplicito il contenuto.

Come ha ricordato l’Autorità, la vigente normativa in materia di protezione dei dati personali prevede che i plichi postali non debbano recare esternamente segni o indicazioni tali da consentire a soggetti estranei di desumere il contenuto delle comunicazioni e dalle quali possano essere dedotte informazioni idonee a rivelare lo stato di salute del destinatario.

In seguito all’intervento del Garante, l’Inps ha disposto che sulle buste utilizzate per l’invio di documentazione sanitaria sia apposto unicamente il timbro della filiale mittente, senza ulteriori indicazioni di dettaglio.

posted by admin on luglio 27, 2012

Miscellanee

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Firme elettroniche, privacy, diritto d’autore, questi alcuni dei principali temi del nuovo canale YouTube di Diritto & Internet, recentemente inaugurato.

Oggi i video in rete rappresentano una fonte di informazione immediata che viene preferita sempre più spesso dagli utenti, e in particolar modo da chi naviga attraverso tablet e smartphone.  Il canale si rivolge quindi a quanti desiderino approfondire gli argomenti giuridici maggiormente trattati in questo blog attraverso l’ascolto dagli interventi di Giusella Finocchiaro in conferenze, seminari, workshop e incontri internazionali.

Il canale è disponibile a questo indirizzo: http://www.youtube.com/user/dirittoeinternet

La protezione dei dati personali sta cambiando.

Dopo le modifiche apportate in Italia dal governo Monti, la recente proposta di regolamento europeo si accinge a cambiare notevolmente il quadro.

La caratteristica più importante della disciplina europea in bozza è costituita dalla scelta dello strumento normativo: non una direttiva, ma un regolamento. Ciò per assicurare l’uniformità della nuova normativa: una sola “legge” europea, invece di 27 “leggi”.

La complessità e l’incertezza giuridica hanno, infatti, un costo che l’Europa deve eliminare, presentandosi davvero come mercato unico. La stessa scelta, si segnala, è stata effettuata con riguardo alla proposta di regolamento europeo sulle firme elettroniche.

Si contrappone così, con la proposta di regolamento, il modello europeo al modello statunitense.

Quali sono le principali novità della proposta di regolamento?

L’enfasi sulla funzione sociale del diritto alla protezione dei dati personali come già affermato dalla Corte di giustizia nel 2010; il ruolo conferito al principio di ragionevolezza; l’importanza accordata al tempo.

Esaminando più in dettaglio le novità, si segnalano le seguenti.

- Introduzione del diritto all’oblio e alla cancellazione dei dati personali

- Diritto alla portabilità dei dati personali

- Introduzione del principio di accountability, noto anche come “principio di rendicontazione” o meglio “di responsabilità”

- Accento sulla privacy by design

- Enfasi sulla sicurezza che si declina in:

Security breach notification

Valutazione di impatto del trattamento

Prior checking

Privacy officer

-Più dettagliata disciplina dei trasferimenti di dati all’estero

- Previsione del Garante “capofila”

-Enfasi sulle certificazioni private

Pubblichiamo qui le slide a supporto della relazione della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, presentata all’ottavo plenary meeting della European Electronic Crime Task Force, l’organizzazione internazionale promossa  da Poste Italiane, Polizia Postale e United States Secret Service.

L’incontro, che ha visto coinvolti i maggiori esperti di sicurezza in ambito tecnologico, è stato aperto da Massimo Sarmi, CEO di Poste Italiane, da Marcus Snipe, agente speciale dei servizi segreti degli Stati Uniti e da Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

La relazione della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, presente anche in qualità di rappresentante dell’Italia nel Working Group sul commercio elettronico della commissione per il commercio internazionale delle Nazioni Unite, ha analizzato il tema della sicurezza dell’identità in rete dal punto di vista legislativo, con particolare riguardo verso le novità introdotte dalla nuova proposta di regolamento europeo in materia di privacy.

Per visualizzare le slide cliccare QUI.

Preso atto della crescente rilevanza dei video di citizen journalism che mostrano manifestazioni di protesta e rivolte, YouTube ha annunciato l’inserimento di una nuova funzionalità del sito che permetterà di oscurare i volti delle persone riprese nei video.

La necessità di questo strumento era stata rilevata dall’associazione per i diritti umani WITNESS.  In un report sulle opportunità che la tecnologia video mobile rappresenta per l’attivismo, l’associazione aveva sottolineato come nessuna piattaforma digitale preveda specifiche tecniche di offuscamento dei volti delle persone coinvolte nelle manifestazioni e nelle proteste a favore dei diritti umani.

In un comunicato del blog di YouTube, la compagnia si  è dichiarata entusiasta di essere uno dei primi siti di condivisione video ad offrire questo servizio.

You Tube ha voluto ricordare che l’oscuramento dei volti potrà essere usato in qualunque situazione si desideri preservare la privacy, come nel caso di immagini che ritraggono minori.


Nello stato di Washington si sperimenterà presto un sistema di registrazione al voto elettorale grazie al quale gli utenti potrano registrarsi direttamente attraverso il loro profilo Facebook.

Oltre alle forme tradizionali di registrazione, gli utenti del social network potranno utilizzare un’applicazione, appositamente disegnata dalla Microsoft, che aggiungerà i dati personali contenuti nei profili di Facebook alla scheda di registrazione per il voto. I dati andranno poi integrati online dagli utenti con ulteriori informazioni, come il numero del documento di identità. Una volta effettuata la registrazione tramite l’applicazione, i cittadini dovranno poi recarsi fisicamente ai seggi elettorali per votare, come di consueto.

Non è la prima innovazione che lo stato di Washington applica alla registrazione dei votanti. Nel 2008 è stato fra i primi stati americani a dotarsi di un sistema informatico di registrazione alle liste elettorali via Internet. Fonti di stampa americane riportano che da quando è stato messo a punto il sistema di registrazione digitale  475.000 nuovi iscritti si sono registrati alle liste elettorali,  il 62% dei quali al di sotto dei 35 anni.

La sperimentazione che riguarda Facebook punta ora a sfruttare i meccanismi di condivisione propri del social network per invogliare gli utenti a recarsi alle urne.

Fonti governative hanno rassicurato gli utenti sul fatto che Facebook non avrà accesso ai dati inseriti dagli utenti sulla scheda di registrazione, né potrà consultare il database con i nominativi degli iscritti al voto.

I portavoci di Facebook, interpellati dalla stampa, si sono dichiarati entusiasti dell’iniziativa.

Una corte islandese si è recentemente pronunciata contro il blocco ai trasferimenti di denaro verso Wikileaks istituito da Visa e Mastercard nel 2010.

La Corte Distrettuale di Reykjavik ha ordinato a Valitor, la banca partner islandese di Visa e Mastercard, di ripristinare il canale di donazioni verso il service dei pagamenti elettronici usato da Wikileaks entro due settimane, imponendo una mora di 800.000 corone islandesi per ogni giorno di ritardo.

Il blocco era stato messo in atto in seguito alla pubblicazione su Wkileaks di oltre 250.000 documenti confidenziali della diplomazia americana. La decisione di bloccare il canale di pagamenti non era stata tuttavia una conseguenza di un intervento dell’autorità giudiziaria, dal momento che né l’amministrazione del sito né i componenti dello staff di Wikileaks sono mai stati coinvolti in un processo a loro carico (la vicenda giudiziaria di Julian Assange non riguarda l’attività di Wikileaks).

Wikileaks ha dichiarato che durante i 590 giorni passati dal blocco dei pagamenti le donazioni al sito sono calate del 95% costringendo gli attivisti del sito a concentrare il loro lavoro sul fund raising a discapito dell’attività del sito.

Il blocco delle donazioni tramite Visa e Mastercard non ha naturalmente coinvolto solo l’Islanda ma è stato esteso a tutto il mondo. È stato inoltre messo in atto da altri istituti di credito, come Bank of America, e da altre compagnie per il trasferimento di denaro, come PayPal e WesternUnion. La vittoria islandese non sarà quindi decisiva per le sorti finanziarie di Wikileaks ed è possibile che non sia determinante nemmeno per le donazioni effettuate in territorio islandese. Sembra infatti che anche se Valitor ripristinasse il canale di pagamenti, come ordinato dal giudice, le sedi centrali di Visa e Mastercard potrebbero non autorizare i propri clienti ad effettuare donazioni verso Wikileaks, scavalcando così l’autorità islandese.

Nel frattempo, Wikileaks rimane in attesa dell’esito di un’indagine della Commissione Europea avviata in seguito alla sua denuncia contro il blocco delle donazioni nel terriotrio comunitario.

posted by admin on luglio 13, 2012

Computer Crimes, Eventi

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È dedicato al tema della sicurezza dell’identità nel cyberspazio l’ottavo plenary meeting della European Electronic Crime Task Force, l’organizzazione internazionale promossa  da Poste Italiane, Polizia Postale e United States Secret Service.

L’incontro, che vedrà la partecipazione dei maggiori esperti di sicurezza in ambito tecnologico, si terrà il 18 luglio a Roma, presso la Sala Asia della Poste Italiane, in Viale Europa 175, a partire dalle ore 9.00.

L’incontro sarà aperto da Massimo Sarmi, CEO di Poste Italiane, da Marcus Snipe, agente speciale dei servizi segreti degli Stati Uniti e da Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Alle ore 10.30 la Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, rappresentante dell’Italia nel Working Group sul commercio elettronico della commissione per il commercio internazionale delle Nazioni Unite, interverrà con una relazione dal titolo: “Secure Identities in Cyber-Space: Legal Aspects. New Perspectives and New Regulations”.

Il programma dell’incontro è disponibile cliccando QUI.

posted by admin on luglio 12, 2012

Miscellanee

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La Firma Elettronica Avanzata apposta su tablet può avere la stessa efficacia probatoria e lo stesso valore giuridico della firma autografa, ma occorre definire un processo adeguato, che parte dall’identificazione del firmatario ed arriva alla garanzia dell’integrità del documento, quindi alla fase di conservazione dello stesso.

La Prof. Avv. Giusella Finocchiaro ce ne parla in questa video intervista pubblicata dal magazine online ICT4Executive.

Immagine anteprima YouTube

posted by Giulia Giapponesi on luglio 10, 2012

Miscellanee

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Il giudice delle indagini preliminari di Milano Fabrizio D’Arcangelo ha accordato a Telecom Italia il pagamento di 600.000 euro di patteggiamento nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sulla truffa delle SIM false. Sono invece stati rinviati a giudizio i tre ex manager coinvolti nell’inchiesta, l’ex-presidente di Tim Brasil Luca Luciani, l’ex AD di Telecom Italia Riccardo Ruggiero e l’allora direttore operativo di Tim Massimo Castelli.

Telecom Italia era stata coinvolta nella vicenda sulla base del d.lgs. n.231 del 2001 sulla responsabilità penale degli enti derivante da illecito amministrativo. Il gup ha concesso il patteggiamento in virtù del fatto che l’azienda ha adottato tutti i rimedi per prevenire il ripetersi di simili episodi. È stata inoltre accolta la richiesta di Telecom di costituirsi parte civile nei confronti degli ex manager indagati.

Secondo la procura, tra il 2006 e il 2009 Riccardo Ruggiero, Massimo Castelli e Luca Luciani avrebbero ordinato ai loro dipendenti di mantenere in attività 5,3 milioni di schede sim destinate alla disattivazione, attraverso apposite ricariche di un centesimo, allo scopo di aumentare la quota di mercato dell’azienda.

Il processo a loro carico inizierà l’8 ottobre prossimo davanti ai giudici della terza sezione penale del tribunale di Milano.

Il gup D’Arcangelo ha respinto l’eccezione sulla competenza territoriale presentata dalla difesa. Basandosi sul fatto che le comunicazioni oggetto delle contestazioni avvenivano tra la direzione di Telecom di Roma e l’Agcom, i legali avevano chiesto di far spostare il procedimento a Roma. Il giudice ha tuttavia ritenuto che la competenza spettasse di Milano, in quanto le decisioni del management venivano prese nel capoluogo lombardo.