Diritto & Internet

Brasile: dirigente di Google arrestato per contenuti pubblicati dagli utenti

Un dirigente di Google Brazil è stato arrestato dalla polizia federale brasiliana in seguito alla mancata rimozione, da parte della compagnia, di alcuni video in violazione della legge elettorale brasiliana.

L’arresto del capo delle operazioni di Google Brazil, Fabio Jose Silva Coelho, è stato annunciato da un comunicato stampa della polizia federale che ha reso noto che il dirigente sarà trattenuto solo per il tempo necessario per firmare i documenti che lo vincolano a presentarsi in tribunale per il processo.

La rimozione dei filmati era stata ordinata da un giudice dello stato di Mato grosso do Sul, che aveva ritenuto i video diffamatori perché contenevano accuse di attività illegali rivolte ad Alcides Bernal, candidato a sindaco per la città di Campo Grande. Oltre alla rimozione immediata dei video la sentenza prevedeva anche un oscuramento di 24 ore di Google e YouTube su scala nazionale. Non risulta ancora chiaro se e come questa misura punitiva verrà attuata.

Le legge brasiliana prevede forti limitazioni sulla libertà di criticare i candidati nel periodo pre elettorale. In vista delle ormai prossime elezioni municipali, Google ha ricevuto moltissime richieste di rimozione di contenuti sospettati di violare questa normativa.

Una precedente sentenza dello stato di Parana aveva già ordinato a Google di pagare 500.000 dollari per ogni giorno di permanenza di alcuni video che criticavano un candidato politico. Nello stato di Paraiba un giudice ha ordinato la detenzione di un altro dirigente di Google Brazil sempre per non aver rimosso filmati che attaccavano un candidato sindaco, ma la decisione è stata annullata da una sentenza di grado superiore.

L’arresto di Coehlo è avvenuto dopo che un’altra sentenza brasiliana aveva ordinato a YouTube la rimozione del film anti islamico al centro delle proteste di musulmani in tutto il mondo. La decisione aveva accolto le ragioni di una rappresentanza della comunità musulmana brasiliana, che sosteneva che il film  violasse il diritto costituzionale alla libertà di religione.

Google ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello.

Non è la prima volta che alti dirigenti di Google subiscono, fuori dagli Stati Uniti, condanne di detenzione a causa dei contenuti pubblicati dagli utenti. Nel 2010, in Italia, la sentenza del caso Google vs. Vividown ha condannato 3 dirigenti di Google a 6 mesi di carcere per violazione della privacy. Si attende l’esito dell’appello.

Ricordiamo che il nostro blog ha dedicato diversi approfondimenti al caso Google vs. Vividown, tra cui un’intervista a Oscar Magi, giudice estensore della sentenza.

Giulia Giapponesi

1 commento

Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi