Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

invoiceIl 31 marzo 2014 è stata pubblicata la circolare n. 1 del 31 marzo 2014, interpretativa del decreto 3 aprile 2013, n. 55, del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto col Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fatturazione elettronica da applicarsi alle pubbliche amministrazioni.

Dal 6 giugno prossimo, la fatturazione elettronica sarà obbligatoria nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed enti previdenziali; la circolare interpretativa fornisce indicazioni relative alle modalità attuative dell’obbligo di fatturazione elettronica ed, in particolare, chiarisce gli aspetti applicativi riguardanti:

- il termine per il caricamento delle anagrafiche nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni

- l’emissione della fattura elettronica

- il divieto di pagamento in assenza di fattura elettronica

- l’impossibilità di recapito della fattura elettronica.

Il testo della circolare è disponibile QUI.

posted by admin on marzo 28, 2014

Diritto d'autore e copyright

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agcom_logoIl 31 Marzo 2014 entra in vigore regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, approvato il 12 dicembre 2013 dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. Il regolamento è al centro di proteste e polemiche da parte di associazioni di categoria e commentatori della rete.

A quanto si apprende da fonti di stampa, il regolamento è attualmente oggetto di tre distinti ricorsi.

Presso il TAR del Lazio è aperto un ricorso impugnato da tre associazioni di stampa: Anso (Associazione nazionale stampa online), Femi (Federazione Media digitali indipendenti) e Open Media Coalition. Le associazioni chiedono al tribunale che il regolamento venga sospeso in quanto illegittimo. Nell’annunciare il ricorso spiegano infatti che “non spettava ad AGCOM scrivere nuove regole per il diritto d’autore online, sostituendosi al Parlamento ed ai Giudici Ordinari ai quali la legge sul Diritto d’autore attribuisce la giurisdizione esclusiva in materia di proprietà intellettuale, prevedendo, peraltro, anche la possibilità per i titolari dei diritti di chiedere ed ottenere provvedimenti d’urgenza assolutamente analoghi a quelli che l’Authority si è ora attribuita il potere di emanare al posto dei giudici”. “L’applicazione delle disposizioni contenute nel provvedimento varato dall’Authority” aggiungono le associazioni “pone sulle spalle di tutti gli imprenditori che maneggiano contenuti digitali online macroscopici oneri e responsabilità attraverso i quali, di fatto, si trasferisce integralmente in capo a questi ultimi – che non sono né ladri né pirati – il costo dell’antipirateria”.

Questa la motivazione che ha spinto anche Assoprovider-Confcommercio, insieme a diverse associazioni di consumatori, a intraprendere ricorso contro il regolamento. In un recente comunicato l’associazione dei provider indipendenti dichiara di sentirsi costretta “ad un appello alle istituzioni affinchè i diritti economici degli imprenditori italiani dell’ICT siano tutelati almeno tanto quanto quelli degli operatori economici di un settore in gran parte dominato da soggetti internazionali.”

Parimenti, anche il colosso delle tlc Wind, avrebbe impugnato il regolamento ma non avrebbe ancora deciso se confermare il ricorso già notificato ad AGCOM depositandolo presso il Tar del Lazio.

Anche i sindacati Cigl, Cisl e Uil si sono mobilitati contro il regolamento, chiedendo, in una lettera aperta all’authority, chiarimenti sul personale che si occuperà delle procedure antipirateria.

Il regolamento è stato inoltre anche al centro di uno scontro in Parlamento dove sono state depositate due proposte di legge sul diritto d’autore, una a firma dell’on. Mirella Liuzzi del M5s e una del senatore del Pd Felice Casson.

ICT5ExecutiveA maggio sono state pubblicate le norme che disciplinano l’uso della firma elettronica e ad aprile le attesissime regole tecniche per la gestione dei processi di fatturazione elettronica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, che fissano l’obbligo al 6 giugno. In un’intervista al magazine ICT4Executive, Giusella Finocchiaro spiega che, anche se non sempre semplice da comprendere, il quadro normativo italiano è ormai completo. Vi proponiamo qui parte dell’articolo, la cui versione completa è disponibile sul sito di ICT4Executives.

Professoressa Finocchiaro, quali sono le novità normative più significative nell’ambito della firma elettronica, della fatturazione elettronica e della dematerializzazione dei documenti?

Sul tema della firma elettronica si è in attesa della definitiva approvazione da parte della Commissione Europea della Proposta di Regolamento in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno. Al Regolamento, che una volta adottato abrogherà la Direttiva Europea 1999/93/CE, si guarda con estremo interesse. Evidente, infatti, l’obiettivo di realizzare un vero mercato unico per il digitale, eliminando le barriere dettate dalle normative nazionali, puntando sull’interoperabilità giuridica e tecnica fra i Paesi dell’Unione degli strumenti elettronici di identificazione, autenticazione e firma.

Con particolare riguardo alla cosiddetta “firma grafometrica” (la firma digitale su tablet – ndr), strumento in crescente diffusione in diversi settori economici, si è in attesa del provvedimento generale dell’Autorità Garante sul trattamento dei dati biometrici utilizzati in questa innovativa modalità di sottoscrizione. Diversi sono stati i provvedimenti dell’Autorità Garante che, nonostante non rivestano carattere generale, hanno offerto ai potenziali soggetti erogatori di soluzioni di firma “grafometrica” specifiche istruzioni operative1.

Con riguardo alla dematerializzazione dei documenti, si segnala che sono in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale le regole tecniche di attuazione del Codice dell’Amministrazione Digitale in materia di conservazione dei documenti e in materia di protocollo informatico.

Recente, inoltre, l’entrata in vigore delle Linee Guida predisposte dall’AGID per l’effettuazione dei pagamenti elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi2.

Fondamentale, infine, la disciplina sulla fatturazione elettronica. Con il decreto ministeriale n. 55 del 3 aprile 2013 sono state individuate le regole tecniche per la gestione dei processi di fatturazione elettronica nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Il decreto riveste un rilievo evidente dando attuazione agli obblighi, previsti dalla Legge Finanziaria del 2008, di fatturazione elettronica nei confronti delle pubbliche amministrazioni. A partire dal prossimo 6 giugno, Ministeri, Agenzie Fiscali ed Enti Nazionali di previdenza e assistenza sociale non potranno accettare fatture in formato cartaceo. Successivamente l’obbligo si estenderà anche alle altre pubbliche amministrazioni.

[continua su ICT4Executive]

HW_POS_SM_CMYKAttraverso l’operazione segreta “Shotgiant” l’agenzia per la Sicurezza Nazionale americana sorvegliava la rete di comunicazione della multinazinale Huawei, considerata la più grande produttrice del mondo di strumenti per le telecomunicazioni.

Nel collegamento dal palco di TED2014 dello scorso 20 marzo Edward Snowden l’aveva predetto: “Sono in arrivo nuove rivelazioni”. Pochi giorni dopo, dai giornali di tutto il mondo si apprende di una nuova attività di sorveglianza dell’americana NSA nei confronti di una compagnia di telecomunicazione di un paese estero. Questa volta si tratta del colosso cinese Huawei.

La multinazionale delle comunicazioni cinese era da tempo considerata dagli Stati Uniti come una minaccia alla sicurezza nazionale a causa della possibiità che il governo cinese la potesse utilizzare per intercettare informazioni riservate di compagnie e organizzazioni americane, tra cui lo stesso governo degli Stati Uniti.

Tuttavia, a quanto si apprende dai documenti riservati diffusi da Snowden, sembra che di fatto la situazione sia invece all’opposto: attraverso alcune “backdoor” nei server del quartier generale di  Huawei a Shenzhen, la NSA ha messo a punto un sistema di sorveglianza sulle reti di Huawei. L’agenzia statunitense ha così potuto ottenere informazioni sull’attività della multinazionale e sul complesso sistema che utilizza per collegare le sue reti di comunicazione, che connettono un terzo della popolazione mondiale.  I documenti riportano anche che la NSA teneva sotto controllo le comunicazioni del top management dell’azienda cinese.

A quanto risulta, uno degli scopi iniziali della sorveglianza era quello di trovare connessioni tra la Huawei e l’esercito del Partito Comunista Cinese. Tuttavia la NSA ha sfruttato la conoscenza della tecnologia utilizzata dalla Huawei per intercettare anche gli apparecchi di telecomunicazione venduti dalla Huawei ad altri paesi, fra cui nazioni che boicottano i prodotti americani, come Iran, Afghanistan, Pakistan, Kenya e Cuba.

In questo modo l’agenzia nazionale statunitense poteva controllare anche il flusso delle comunicazioni di paesi non alleati e mettere eventualmente in atto delle operazioni cibernetiche controffensive.

I documenti della NSA relativi a queste operazioni sono stati analizzati dal New York Times e dal Der Spiegel, che hanno diffuso la notizia lo scorso 22 marzo.

Il ministero degli esteri cinese ha già inviato una formale richiesta di spiegazioni al governo degli Stati Uniti.

In occasione del trentennale delle conferenze TED, vi proponiamo il video dell’intervento di Edward Snowden, intervenuto sul palco di TED2014 durante la speciale edizione che si sta svolgendo in questi giorni in Canada (17-21 marzo 2014).

Nel 2013 Snowden è diventato noto per aver rivelato al mondo i programmi segreti di intercettazione delle comunicazioni mondiali su internet messi in atto dalla NSA, la National Security Agency degli Stati Uniti. Le sue rivelazioni, venute alla luce grazie alla diffusione alla stampa di alcuni documenti riservati della NSA sono al centro dello scandalo globale soprannominato dai giornali italiani “datagate”. I documenti pubblicati contengono informazioni sui sistemi di sorveglianza americani tra cui PRISM, Boundless Informant e Bullrun, che permettono alla NSA di controllare qualunque conversazione effettuata attraverso i servizi dei più importanti colossi mondiali della comunicazione come Facebook, Google, Apple, Microsoft, Yahoo, Skype, ecc.

Oltre allo scandalo internazionale, che ha interessato tutti i cittadini, le rivelazioni di Snowden hanno portato alla luce le intercettazioni che gli Stati Uniti hanno messo in atto sulle conversazioni di capi di stato di altri paesi, tra cui la nota “sorveglianza” del cellulare della cancelliera tedesca Angela Merkel.

Edward Snowden aveva 28 anni quando, nell’estate del 2013, The Guardian ha pubblicato i primi documenti sul sistema Prism della NSA. La pubblicazione delle “soffiate” è stata coordinata insieme al giornalista americano Glenn Greenwald e alla filmaker Laura Poitras mentre Snowden si trovava ad Hong Kong. Dopo che l’identità del delatore è stata resa pubblica, il governo americano ha emesso un mandato di cattura per spionaggio e Snowden si è rifugiato a Mosca chiedendo alla Russia asilo politico.

Negli Stati Uniti, la sua delazione, da alcuni vista come un atto eroico e da altri come una minaccia alla sicurezza della nazione, ha acceso un dibattito sul bilanciamento tra le azioni a salvaguardia della national security e la protezione dei diritti personali, tra cui la privacy. Nel resto del mondo, lo scandalo ha invece portato nuovamente in primo piano la predominanza del controllo degli Stati Uniti sulle comunicazioni internazionali.

Attraverso l’utilizzo di un robot mobile con uno schermo per la teleconferenza Snowden è intervenuto durante l’edizione di  TED2014 sui temi della sorveglianza governativa e della libertà della rete. L’intervento è stato presentato e condotto da Chris Anderson, fondatore di TED, con la collaborazione di Tim Berners-Lee, considerato l’inventore di internet.

Nel suo intervento Snowden torna a parlare dei programmi PRISM, Boundless Informant e Bullrun e delle implicazioni che questi sistemi di intercettazione di massa hanno sui diritti dei cittadini, sulla vita in rete e sulle relazioni internazionali.

Buona visione.

posted by admin on marzo 18, 2014

Diritto d'autore e copyright

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fileserve premium accountCondannato per violazione del copyright, il servizio di file sharing FileServe dovrà risarcire una casa di produzione americana per i mancati ricavi di un’opera cinematografica.

La vicenda risale alla primavera scorsa: FileServe aveva reso disponibile sui suoi server il download gratuito del film “American Cowslip”, caricato illecitamente da un utente, e ne aveva permesso la fruizione senza l’autorizzazione dai detentori dei diritti. Dopo avere richisto invano al servizio di hosting la rimozione dei file, la Cowslip Film Partners, la casa di produzione dell’opera, si era rivolta alla Corte Distrettuale della California chiedendo un risarcimento danni.

Per stimare il danno relativo ai mancati incassi la compagnia cinematografica ha proceduto calcolando la differenza tra l’incasso previsto e quello ottenuto dalla proiezione nelle sale, di gran lunga inferiore alle aspettative.

Per determinare l’ammontare del mancato guadagno, la Cowslip Film Partners ha utilizzato un sistema di previsione statistica basato sui ricavi di film giudicati “simili” ad “American Cowslip”. Secondo la stima, il film avrebbe dovuto generare oltre un milione di incasso solo in Nord America, tuttavia il botteghino ha registrato un ricavo di soli 68.000 dollari.

Accogliendo la richiesta della casa di produzione il giudice ha imposto a FileServe un risarcimento di 869.500 dollari per compensare la casa di produzione dei danni causati dalla diffusione illecita dell’opera.

Con una stima di quasi 200 milioni di pagine visitate al mese, FileServe è nella lista delle 10 piattaforme di file sharing più visitate al mondo.

La compagnia che gestisce la piattaforma, con sede nelle Isole Vergini, dovrà ora procedere al pagamento del risarcimento, oltre al pagamento di 20mila dollari relativi alle spese legali del procedimento. Tuttavia, c’è la possibilità che la compagnia cinematografica non riceva quanto stabilito dal giudice: i rappresentanti di FileServe non si sono infatti mai presentati in tribunale e non è peregrino ipotizzare che cambino presto la sede aziendale.

posted by admin on marzo 17, 2014

Miscellanee

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È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2014, il d.lgs. 21 febbraio 2014, n. 22 di attuazione della Direttiva 2011/77/UE che modifica a sua volta la Direttiva 2006/116/CE, riguardante la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi.

La novità più significativa del decreto legislativo, su cui avevamo già avuto modo di soffermarci, è la modifica all’art. 75 delle legge 22 aprile 1941, n. 633 e la conseguente estensione della durata dei diritti del produttore di fonogrammi da cinquanta a settanata anni.

In particolare, secondo l’attuale formulazione dell’art. 75: “La durata dei diritti previsti nel presente capo è di cinquanta anni dalla fissazione. Tuttavia se durante tale periodo il fonogramma è lecitamente pubblicato, i diritti scadono settanta anni dopo la data della prima pubblicazione lecita. Se nel periodo di tempo indicato nel primo comma non sono effettuate pubblicazioni lecite e se il fonogramma è lecitamente comunicato al pubblico durante detto periodo, i diritti scadono settanta anni dopo la data di tale prima comunicazione al pubblico”.

Il testo integrale del decreto è disponibile QUI.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2014, il d.lgs. n.21 del 21 febbraio 2014, di attuazione della Direttiva Europea n. 83 del 25 ottobre 2011 sui diritti dei consumatori.

Il decreto legislativo, che entrerà in vigore il prossimo 14 giugno, modificherà alcune disposizioni del Codice del consumo con particolare riguardo alla disciplina dei contratti a distanza. Il nucleo centrale è una maggiore tutela dei diritti dei consumatori.

Quali in sintesi le novità più significative?

Sono stati accentuati gli obblighi informativi in capo al professionista ed è stato esteso il termine per l’esercizio del diritto di recesso dagli attuali dieci giorni lavorativi a quattordici giorni (senza ulteriori aggettivazioni). Maggiormente specificati gli obblighi del professionista in caso di recesso. Particolare rilievo presenta, inoltre, l’art. 51 sui requisiti formali dei contratti a distanza, dove sono fornite istruzioni operative inerenti ai siti di commercio elettronico.

Il testo del decreto è disponibile QUI.

Sono stati pubblicati ieri nel Supplemento Ordinario n. 20 della Gazzetta Ufficiale n. 59 il d.p.c.m. 3 dicembre 2013, “Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi 3 e 5-bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44 , 44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005” e il d.p.c.m. 3 dicembre 2013, “Regole tecniche per il protocollo informatico ai sensi degli articoli 40-bis, 41, 47, 57-bis e 71, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005”.

Si tratta evidentemente di due importanti tasselli per la definizione di un quadro giuridico di riferimento sui processi di digitalizzazione. Dall’entrata in vigore dei due decreti (al trentesimo giorno successivo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), saranno abrogate le precedenti fonti di riferimento e segnatamente la Delibera Cnipa 19 febbraio 2004, n. 11 e il d.p.c.m. 31 ottobre 2000. Sotto il profilo operativo, si segnala che i sistemi di conservazione dovranno adeguarsi alla nuova disciplina entro il termine di trentasei mesi decorrente dall’entrata in vigore del d.p.c.m.

Quali, dunque, le principali novità?

Le Regole tecniche in materia di sistema di conservazione si applicano alle pubbliche amministrazioni, alle società interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico, ai privati, ai soggetti esterni cui è affidata la gestione o la conservazione dei documenti informatici.

Maggiormente accentuato rispetto al passato il ruolo del responsabile della conservazione di cui sono definiti espressamente i compiti e conseguentemente i profili di responsabilità.

Accentuata è altresì la necessità di un cooordinamento fra le attività del responsabile della conservazione e le attività del responsabile del trattamento dei dati personali. Tuttavia, la novità più rilevante pare essere l’utilizzo della formula “sistema di conservazione” che reca con sé l’idea della conservazione dei documenti quale processo unitario pur se scindibile in distinte fasi.

L’art. 3 del d.p.c.m. prevede quali siano i requisiti che un sistema di conservazione deve garantire. Sotto questo aspetto, particolare rilavanza ha la previsione secondo cui il sistema di conservazione deve garantire l’accesso all’oggetto conservato, per il periodo conservato dalla norma, indipendentemente dall’evolversi del contesto tecnologico.

Diverse dunque gli aspetti rilevanti di questa nuova disciplina che non mancheranno di essere approfonditi nel nostro blog.

Il 1° marzo 2014 è entrato in vigore il d.m. 23 dicembre 2013, n. 163, “Regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 39, comma 8, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111”.

Il Regolamento disciplina la formazione, la trasmissione, la comunicazione, la notificazione e il deposito degli atti e dei provvedimenti del processo tributario in modalità digitale. La digitalizzazione è garantita attraverso l’uso della firma elettronica qualificata, della firma digitale e della posta elettronica certificata. Non c’è spazio nel Regolamento per la firma elettronica avanzata.

Il ricorso alle modalità digitali non è oggetto di un obbligo. Le parti, infatti, possono decidere di utilizzare le tradizionali modalità cartacee; tuttavia, se la parte ha utilizzato in primo grado le modalità telematiche, è tenuta ad utilizzare le medesime modalità per l’intero grado di giudizio, nonché per l’appello.

Tra le disposizioni di maggior rilievo contenute nel Regolamento, si evidenziano l’art. 4 sulla procura alle liti, il cui co. 1° stabilisce che la procura alle liti o l’incarico di assistenza e difesa conferiti, congiuntamente all’atto cui si riferiscono, su supporto informatico e sottoscritti con firma elettronica qualificata o firma digitale dal ricorrente, sono trasmessi dalle parti utilizzando la p.e.c. e l’art. 8, il cui co. 1° stabilisce che “qualunque comunicazione o notificazione di documenti informatici tramite p.e.c. si considera effettuata, ai fini di decorrenza dei termini processuali per il mittente, al momento dell’invio al proprio gestore attestato dalla relativa ricevuta di accettazione e, per il destinatario, al momento in cui la comunicazione o notificazione è resa disponibile nella casella p.e.c.”.

Dovranno essere adottati ulteriori decreti per individuare le regole tecniche ed operative per il funzionamento del Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T.) di cui all’art. 3 del d.m. 163/2013. Il S.I.Gi.T. dovrà, fra l’altro, assicurare:

- l’individuazione della Commissione tributaria adita;

- l’individuazione del procedimento giurisdizionale tributario attivato;

- la trasmissione degli atti e documenti alla Commissione tributaria competente;

- la ricezione degli atti e documenti da parte della Commissione tributaria competente;

- la formazione del fascicolo informatico.

Sebbene in attesa degli ulteriori decreti, evidentemente il d.m. 163/2013 rappresenta un importante passo in avanti verso la digitalizzazione dei servizi di giustizia.