Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

Vi proponiamo un articolo sul Regolamento eIDAS di Didier Gobert rappresentante per il Belgio nel Gruppo di lavoro sul Commercio Elettronico della United Nations Commission on International Trade Law.

L’articolo approfondisce le tematiche illustrate da Gobert il 10 giugno nel corso del workshop UNCITRAL sull’identità digitale online su scala globale.

Il contributo è in francese ed è disponibile sul sito della Caprioli&Associés a QUESTO LINK.

posted by admin on luglio 28, 2015

Miscellanee

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d5501b89ecd108e5b8ba281e214c3272Emanati in collaborazione con il Garante Privacy i regolamenti finalizzati all’avvio del Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Il confronto tra l’Agenzia per l’Italia Digitale e il Garante Privacy ha permesso la definizione delle caratteristiche e delle modalità di adozione del Sistema Pubblico di Identità Digitale. Il Sistema, consociuto anche come “Pin Unico”, permetterà ai cittadini l’accesso con un’unica chiave ai servizi online della P.A, dal fisco alla sanità.

Le disposizioni sono contenute in quattro regolamenti: il primo è relativo alle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale; il secondo reca tempi e modalità di adozione del sistema da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese; il terzo stabilisce lo schema di regolamento concernente l’accreditamento dei gestori di identità digitale e il quarto è relativo alle regole necessarie ai gestori di identità digitale per il riuso delle identità pregresse.

La promulgazione dei regolamenti avviene in seguito alla recente sentenza del TAR del Lazio, che accogliendo i ricorsi delle Associazioni Assintel e Assoprivder, aveva annullato alcune parti del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24.10.2014, attuativo del sistema SPID, permettendo tuttavia la prosecuzione dell’iter verso l’entrata in vigore.

Le Associazioni si erano rivolte al Tribunale lamentando il fatto che l’applicazione del Decreto avrebbe impedito alle imprese del settore ICT con un capitale sociale inferiore ai 5 milioni di euro di concorrere per diventare identity provider del sistema di identificazione.  Secondo i ricorrenti, il limite sarebbe stato in contrasto con la normativa antitrust e con il Regolamento Europeo in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno.

L’imposizione del requisito di un capitale sociale così alto, contrapposto all’assenza di tale obbligo per gli operatori pubblici, è stata ritenuta dai giudici una indebita discriminazione in favore della Pubblica Amministrazione, distorsiva del mercato e in aperto contrasto con la normativa antitrust e con il Regolamento Europeo.

Il percorso tracciato da AgID dovrebbe permettere l’entrata in vigore del Sistema Pubblico di Identità Digitale entro il prossimo dicembre.

Il Tribunale di Roma si è pronunciato in merito alla querela per diffamazione e alla richiesta di risarcimento danni presentata dal Movimento Italiano Genitori (Moige) nei confronti di Wikimedia Foundation Inc. Il giudice ha rigettato le richieste di rimozione dei contenuti ritenuti dannosi e diffamatori pubblicati su Wikipedia nelle pagine dedicate all’associazione, negando la concessione di un risarcimento di oltre 200.000 euro avanzato per la mancata rimozione.

Il contenzioso aveva avuto origine nel 2011, quando il Moige aveva denunciato la Fondazione Wikimedia, chiedendo la rimozione di alcuni contenuti che ne avrebbero offerto una descrizione particolarmente negativa, riducendone l’immagine a quella di un “manipolo di bigotti censori”. Il Moige aveva anche richiesto la rimozione di alcune citazioni provenienti dal sito ufficiale della stessa associazione. In seguito all’invio di richieste scritte e diffide, al vano tentativo di modifica e blocco della pagina incriminata, il Moige si era rivolto al Tribunale di Roma.

Con la conferma del ruolo di Wikimedia quale hosting provider neutrale, il giudice ha riconosciuto all’enciclopedia online la mancanza di responsabilità civile in merito al contenuto delle pagine create dagli utenti. Nella sentenza, si specifica che la procedura messa a disposizione da Wikimedia per permettere la modifica delle pagine di Wikipedia, estremamente chiara, oltre che confermata dalla documentazione allegata, “esclude l’obbligo di garanzia di verità e validità” e “trova il suo bilanciamento nella possibilità lasciata a chiunque di modificarne i contenuti e di chiederne la cancellazione”. A riprova di ciò, “conformemente allo spirito della libera enciclopedia, la pagina della medesima dedicata al Moige ed oggetto di contestazione è stata ripetutamente modificata dall’epoca dell’introduzione del giudizio sino all’attualità, per come evidenziato da entrambe le parti anche in sede di precisazione delle conclusioni e di scritti conclusivi”.

Non è perciò riscontrato alcun tipo di condotta omissiva a titolo di concorso nella diffamazione. L’eventuale responsabilità di tale condotta è da imputare ai singoli utenti, “dei quali viene peraltro conservato dal provider l’indirizzo a scopo cautelativo”. Infine, la procedura dell’enciclopedia online “prevede il blocco dell’account degli utenti che hanno cercato ripetutamente di modificare voci esistenti senza il supporto di fonti attendibili o di motivazioni verificabili o in contrasto con le regole redazionali, ciò al fine di tutela del servizio e della sua integrità”.

La Fondazione Wikimedia ha commentato la sentenza sottolinenando come costituisca “una vittoria per tutti i Wikipedians e per la libertà di espressione su Internet”.

L’Ente nazionale di aviazione civile ha aggiornato le regole riguardanti i mezzi aerei a pilotaggio remoto.

L’aggiornamento, che riguarda i sistemi aeromobili di pilotaggio di uso professionale e amatoriale, si propone di garantire la sicurezza dei cittadini tenendo conto delle ”caratteristiche tecniche ed operative dei sistemi a pilotaggio remoto, delle modalità di occupazione dello spazio aereo, del contributo conferito dalla capacità di gestione dell’operatore e dalla qualificazione dei piloti di tali mezzi”.

Tra le novità, la possibilità per gli operatori autorizzati Enac di sorvolare le città, evitando però “assembramenti anomali di persone”, e la possibilità del trasporto autorizzato di merci pericolose.

Per l’uso amatoriale dei droni, l’aggiornamento ne specifica la limitazione alle zone autorizzate. L’utilizzo in luogo pubblico prevede il divieto di installazione di dispositivi o strumenti supplementari atti a configurare l’apparecchio per operazioni specializzate quali riprese cinematografiche, televisive, servizi fotografici, sorveglianza, monitoraggio, l’impiego agricolo, la fotogrammetria, pubblicità o addestramento.

Le sanzioni previste in tema di violazione della privacy, rimangono immutate: l’omessa o inidonea informativa privacy è punita con una sanzione amministrativa, il trattamento illecito di dati personali con la reclusione fino a 3 anni, l’interferenza illecita nella vita privata dei cittadini con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Il nuovo regolamento Enac entrerà in vigore dal prossimo 15 settembre.

A rischio i dati sensibili degli iscritti ad Ashley Madison, un portale di dating espressamente dedicato agli incontri extraconiugali.

Un gruppo di hacker, autonominatosi Impact Team, si è servito di una falla del sito web per venire in possesso dei dati sensibili di 37 milioni di utenti.

I dati riguardano non solo gli attuali membri, ma anche coloro che in passato hanno posseduto un account e che successivamente ne hanno chiesta e ottenuta la cancellazione.

Noel Bilderman, Ceo della Avid Life Media, società proprietaria del sito, ha confermato la notizia, senza però offrire informazioni ulteriori sulla gravità del furto avvenuto. Impact Team, che ha invece dichiarato di essersi impossessato della totalità dei dati disponibili, ha intimato la chiusura immediata e definitiva di Ashley Madison e Established Men, altro sito di dating controllato dalla Avid Life Media. In caso di rifiuto, la totalità dei dati dei profili, i nomi, gli indirizzi, i numeri delle carte di credito, le transazioni bancarie e le conversazioni private degli utenti iscritti saranno resi pubblici.

Nel 2011, Ashley Madison si era reso noto in Italia per una campagna pubblicitaria che faceva esplicito riferimento alle vicende private dell’allora Presidente del Consiglio. In quel periodo oltre 200.000 italiani decisero di creare un account.

La natura dei dati sensibili raccolti dal portale fa ipotizzare gravi danni alla sfera privata di molti cittadini in caso di diffusione non autorizzata.

posted by admin on luglio 6, 2015

Eventi

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Giusella Finocchiaro è la nuova Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per il mandato 2015-2020. Il 6 luglio 2015 è stata eletta all’unanimità con scrutinio segreto durante le prima seduta del nuovo Consiglio di Indirizzo della Fondazione.

Giusella Finocchiaro, che succede a Marco Cammelli, era stata nominata il 25 maggio scorso componente del nuovo Consiglio di Indirizzo insieme a Luigi Balestra, Sara Bisulli, Mauro Brighi, Luigi Busetto, Valeria Cicala, Sergio Conti, Giuseppe Cremonesi, Gianluca Dradi, Onofrio Arduino Gianaroli, Carlo Guarnieri, Paola Lanzarini, Massimo Moscatelli, Daniela Oliva, Andrea Segrè, Siriana Suprani, Simone Spataro, Daniela Zannoni.

“Marco Cammelli ci consegna un nobile lascito: una Fondazione vivace e in ottimo stato, che ha saputo gestire con grande saggezza ed equilibrio; il che rende più impegnativo il nostro compito. Fortunatamente possiamo contare sulle rilevanti competenze dei colleghi del Consiglio di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione” ha dichiarato Giusella Finocchiaro.

La Professoressa ha illustrato le questioni che la Fondazione affronterà sotto il suo mandato: “come è stato evidenziato nel bilancio di mandato, circostanze esterne alla Fondazione hanno creato alcuni problemi che dovremo affrontare: pressione fiscale aumentata di circa il 20% dal dicembre 2014; obbligo di diversificare gli investimenti in attuazione del protocollo ACRI-MEF; progressiva diminuzione delle erogazioni dal picco del 2008 a quanto sarà definito per l’anno prossimo, che potrebbe registrare anche un ulteriore contenimento. Le principali direzioni in cui intendiamo guidare la Fondazione nei prossimi anni sono: valorizzare i territori della Fondazione in una dimensione internazionale, incentivare sempre più i progetti innovativi, supportando la creatività delle proposte, migliorare la comunicazione fra Fondazione e stakeholder, non solo facilitando la diffusione dei bandi ma anche organizzando spazi di ascolto e scambio di idee con gli stakeholder e incrementare la diffusione on line del patrimonio artistico e culturale della Fondazione”.

A conclusione delle operazioni di voto, Giusella Finocchiaro, ha proposto la riduzione di circa il 10% delle indennità del Presidente e dei Consiglieri di Indirizzo della Fondazione. La riduzione delle indennità è stata approvata all’unanimità.

posted by admin on luglio 2, 2015

Diritto d'autore e copyright

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L’Alta Corte britannica ha giudicato illegale la legge che dal novembre 2014 esonerava i cittadini inglesi dall’obbligo del pagamento di una quota sul diritto di copia per uso privato.

Il Governo Cameron aveva infatti avviato una revisione delle leggi sul diritto d’autore che prevedeva la possibilità di fare copie di opere protette dal diritto d’autore per uso personale. L’eccezione introdotta muoveva dal principio che il compenso per copia privata delle opere regolarmente acquistate dai cittadini non fosse realmente necessario, in quanto “i compensi per copia privata sono inefficienti, burocratici e sleali e penalizzano le persone che pagano per i contenuti”. Nel Regno Unito si era perciò deciso di non applicare il sistema dell’equo compenso per la copia privata.

Nello stesso mese del 2014, le associazioni Musicians’ Union, British Academy of Songwriters, Composers and Authors (BASCA) e UK Music si erano rivolte alla giustizia per chiedere la revisione della normativa: la contestazione non verteva sull’eccezione introdotta con la revisione delle leggi sul copyright, quanto sulla errata valutazione del danno economico recato ai possessori dei diritti.

Già nel gennaio 2015, i giudici avevano riconosciuto legittimo il diritto di contestare la decisione del governo acconsentendo che l’udienza per la Judicial Review della normativa si fosse tenuta in tempi brevi.

L’Alta Corte londinese si è ora pronunciata, giudicando illegale l’assenza di un sistema pensato per compensare il danno economico derivato dalla produzione delle copie private, causa di una condizione di assenza di tutela del copyright non giustificata.

Nei prossimi mesi l’Alta Corte stabilirà le conseguenze della sentenza sul quadro normativo inglese.