Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha pubblicato le nuove regole per le forme pubblicitarie innovative e non-convenzionali.

Negli ultimi anni si è assistito ad una notevole crescita di investimenti nell’“online advertising”. La comunicazione commerciale digitale adotta varie tipologie di format che vengono fruite dagli utenti attraverso una molteplicità di “device”. Sono mezzi di comunicazione complessi, che consentono una condivisione di opinioni, commenti sia tra i consumatori, sia tra i consumatori e le aziende, sicché di frequente profili promozionali risultano convivere con contenuti non promozionali.

Per distinguere le varie forme di comunicazione dalle inserzioni a pagamento lo IAP ha appena pubblicato la seconda edizione della “Digital Chart IAP”, la lista che ha l’obiettivo di fissare per le principali tipologie di comunicazione digitale (come l’endorsement da parte di influencer e celebrity, la pubblicità native, i social network, i siti di content sharing, l’in app advertising e l’advergame) le modalità da adottare per rendere esplicito ai consumatori il fine promozionale dei contenuti diffusi sul web, utilizzando formule comprensibili quali, tra le altre, “#pubblicità” o “promosso da…”.

L’evoluzione del settore e la maggiore consapevolezza degli operatori dell’importanza di avere regole aggiornate e certe hanno reso opportuna questa nuova versione della Digital Chart, allineata alle “best practices” internazionali, come quelle della Federal Trade Commission.

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria persegue l’obiettivo di tutelare una comunicazione commerciale onesta, veritiera e corretta. Attraverso una sottoscrizione vincolante, impegna gli aderenti a inserire nei propri contratti una speciale clausola di accettazione delle norme del Codice IAP e delle decisioni autodisciplinari. Il codice è rivolto alle aziende che investono in comunicazione, alle agenzie, ai consulenti, ai mezzi di diffusione e alle concessionarie e coinvolge la larga generalità della comunicazione commerciale italiana.



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