Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

La Direttrice dell’Antitrust dell’Unione Europea, ha recentemente affermato che la raccolta di ingenti quantità di dati personali d a parte di un ridotto numero di colossi di internet potrebbe essere in violazione delle norme comunitarie.

In un intervento durante la DLD conference, un incontro di politici e dirigenti di industrie digitali Margrethe Vestager, Commissario Europeo per la Concorrenza, esprimendo le sue preoccupazioni per l’attuale scenario internazionale in materia di big data ha dichiarato “Se i dati necessari per tagliare i costi sono detenuti da poche aziende, queste aziende hanno il potere di tagliare fuori dal mercato tutte le altre”.

La Commissaria ha aggiunto inoltre che i consumatori devono essere trattati in maniera più equa perché attualmente gli utenti di internet non riescono a capire quale sia la quantità di dati che vengono dati alle aziende quando, ad esempio, si utilizza un servizio di online messaging. “E’ una transazione di affari e non una donazione” ha sottolineato la Vestager.

Le dichiarazioni giungono in un periodo in cui sul tema della privacy e della raccolta e trattamento dei dati sono sorte delle conflittualità fra Stati Uniti ed Unione Europa. Lo scorso ottobre la Corte di giustizia dell’UE ha stabilito che gli accordi per la gestione e il trasferimento dei dati personali tra aziende americane ed europee potranno essere sospesi dai singoli stati membri quando non sussistano le garanzie di un livello adeguato di protezione delle informazioni. L’abolizione del Safe Harbor ha quindi evidenziato che ad oggi gli Stati Uniti non sono considerati un Paese che, ai sensi della dir. 95/46, la direttiva-madre in materia di protezione dei dati personali, garantisce un livello di tutela adeguato.

Su questo tema, le negoziazioni tra la Commissione Europea e il Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti stanno proseguendo, nonostante esperti legali, ufficiali governativi e osservatori del settore siano convinti che un nuovo accordo non sarà raggiunto in tempi brevi.



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