Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

La notizia dell’imminente chiusura del software per il file -sharing Limewire porta nuovamente in primo piano lo scontro ideologico fra l’industria dell’intrattenimento e il movimento per la cultura libera. E proprio sulla necessità di una convivenza tra la dffusione commerciale e la condivisione gratuita dei contenuti ha parlato Lawrence Lessig in un divertente discorso  all’ultima conferenza TED.

Il professore di Harvard e presidente di Creative Commons è tornato sul concetto di fair use come dottrina necessaria per l’armonico sviluppo culturale della società. In particolare il discorso di sofferma sul concetto di “remix” come appropriazione di contenuti culturali condivisi con i quali rimediare le proprie relazioni con gli altri. Una pratica che diventa una sorta di linguaggio tra gruppi sociali.

Ma è una pratica a cui hanno anche partecipato anche multinazionali dell’intrattenimento come la Disney, che ha “remixato” ciò che era di dominio pubblico – come le favole dei fratelli Grimm – rendendoli prodotti commerciali protetti da copyright. Da questo punto di vista il copyright diventa una forma di controllo della creatività sociale che andrebbe limitato proteggendo pratiche quali la condivisione gratuita senza scopo di lucro e la libertà di creare contenuti nuovi remixando i prodotti culturali. Questo è lo scopo delle licenze Creative Commons.

Ecco il discorso integrale di Lessig in inglese (presto sarà disponibile con sottotitoli in italiano):

[quicktime]http://video.ted.com/talks/podcast/LawrenceLessig_2010X.mp4[/quicktime]

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posted by admin on gennaio 28, 2010

Diritto d'autore e copyright

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communia-logoIl 25 gennaio Communia, la rete tematica europea che da tre anni porta avanti un progetto sul dominio pubblico digitale, ha pubblicato The Public Domain Manifesto. Si tratta di un documento che riporta i principi generali e le questioni più rilevanti intorno al concetto di dominio pubblico, inteso come il capitale di cultura condivisa libero dagli sbarramenti di accesso o di riutilizzo tipicamente connessi alla protezione del copyright.

Lo scopo del Manifesto è sottolineare il ruolo capitale del dominio pubblico culturale in campi come l’educazione, la scienza, il patrimonio culturale e l’informazione del settore pubblico. Un solido e prospero dominio pubblico è visto come prerequisito essenziale per assicurare i principi contenuti nell’art.27 della Dichiarazione Universale Dei Diritti Umani: ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

Il Manifesto vuole quindi contrastare la tendenza della società digitale a relegare la questione del dominio pubblico digitale in secondo piano rispetto alle discussioni sulla protezione del copyright. Si propone perciò di preservare e diffondere i principi sui quali si fonda il concetto di informazione libera, nella quale rientrano  non solo tutte le opere che non sono più protette da copyright o non lo sono mai state, ma anche il materiale culturale che può essere usato con libero accesso, grazie a licenze come Creative Commons.

Il principio generale è che il pubblico dominio culturale dovrebbe essere la regola e il copyright l’eccezione, perciò la protezione del copyright dovrebbe durare solo il tempo necessario a raggiungere un equilibrio tra la ricompensa economica dovuta agli autori e il bisogno di diffusione culturale della società. Inoltre ciò che è di pubblico dominio dovrebbe rimanere per sempre tale e non dovrebbe essere possibile reclamare diritti esclusivi di riproduzione tecnica.

Nel documento è insita una decisa critica alla tendenza da parte delle istituzioni normative al periodico allungamento dell’estensione temporale del copyright e alla mancata disposizione di regole che proteggano il dominio pubblico culturale da appropriazioni indebite. A questo proposito il Manifesto sprona i ministeri dei beni culturali nazionali ad assumersi il ruolo di protettori del public domain contro gli interessi dei privati.

Firmato da molte importanti organizzazioni a favore della cultura libera e da molti intellettuali accademici, fra cui Lawrence Lessig, il documento è aperto alla libera sottoscrizione. Il form si trova in fondo alla pagina del Manifesto.

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posted by admin on novembre 3, 2009

Diritto d'autore e copyright

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Immagine 1Le licenze Creative Commons sono guardate da molti come una possibile- ancorché provvisoria- soluzione rispetto all’attuale impasse della legislazione nazionale ed internazionale in materia di Diritto d’Autore.

Appare in questo senso di particolare interesse l’iniziativa del Gruppo di Lavoro di Creative Commons Italia che, dopo aver pubblicato sul proprio sito la versione 3.0 delle licenze adattata all’Ordinamento Nazionale, ha “aperto il tavolo” ad una consultazione pubblica sui contenuti del documento.

Il periodo di consultazione si concluderà il prossimo 8 Novembre, e sarà seguito dalla ratifica da parte di Creative Commons International e dalla presentazione ufficiale delle licenze durante il Convegno Creative Commons Italia 2009 (CCIT2009).

Per partecipare  al processo di revisione pubblica occorre soltanto collegarsi allo spazio web all’uopo costruito.

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posted by admin on luglio 17, 2009

Portfolio

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Tra gli articoli di rilievo comparsi nel corso della settimana si segnalano:

  • SIAE lancia il servizio “Legal Bay”, per un downloading legale e sicuro [SIAE News]
  • L’indirizzo IP non costituisce un dato personale, rastrellare e stoccare indirizzi IP non rappresenta una violazione della privacy [Punto Informatico]
  • La Confederazione Elvetica intende monitorare le attività comunicative che i cittadini realizzano via chat, forum e in voce via internet (La Voce, via Stefano Quintarelli)
  • Facebook viola le leggi sul copyright canadesi (Mashable)
  • Il Governo federale indiano prepara 1,2 miliardi di carte d’identità biometriche (The Times)
  • Pubblicato il primo studio quantitativo sulla diffusione delle licenze Creative Commons (Creative Commons Wiki)
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    Quanti sono i contenuti rilasciati con una licenza Creative Commons (CC) nel mondo?  Quali fattori individuali e sociali influenzano la scelta a favore di questo tipo di contratto? E poi, cosa accade quando i materiali multimediali vengono resi disponibili per il riuso in modalità CC? Sono queste le domande principali cui prova a rispondere il seminario "Mapping the Global Commons: A Quantitative Perspective on Free Cultural Practice", organizzato presso il Berkman Center della Harvard University per la giornata di martedì 14 Luglio 2009. ?

    Il seminario sarà tenuto da Giorgos Cheliotis, Assistant Professor di Comunicazione e Nuovi media presso la Facoltà di Arti e Scienze Sociali dell’Università Nazionale di Singapore. Cheliotis studia i flussi di diffusione e impiego delle licenze CC con un approccio quantitativo, a partire da interrogazioni quotidiane dei principali motori di ricerca disponibili e dalla loro analisi. ?L’evento sarà diffuso in modalità webcast a partire dalle ore 14.30 ora locale (20.30 ora italiana).
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    Titolo evento: Mapping the Global Commons: A Quantitative Perspective on Free Cultural Practice?
    Luogo e data: Berkman Center for Internet & Society, 14 Luglio 2009 h. 20.30 (ora italiana)?
    Speaker: Giorgos Cheliotis?
    Evento disponibile in: webcast
    Informazioni: pagina ufficiale dell’evento

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