Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

Dal confronto e lavoro di analisi portato avanti dai protagonisti del Cantiere Documenti digitali nel corso del 2016, nasce il report “Documenti: definire e sostenere il digitale“.

Il tavolo di lavoro, coordinato da Massimo Laurenzi, con la supervisione scientifica della Prof.ssa Giusella Finocchiaro, ha visto la partecipazione di dirigenti, referenti per i progetti di dematerializzazione e responsabili della gestione documentale della PA centrale e locale, esponenti del mondo dell’accademia e della ricerca, rappresentanti delle associazioni professionali della conservazione e dell’archivistica e dell’azienda partner del cantiere.

Il gruppo ha dato vita ad un ricco e articolato dibattito, che ha ovviamente preso le mosse dall’impatto del nuovo Codice dell’amministrazione digitale sulle PA italiane, dal punto di vista normativo, tecnologico e organizzativo, focalizzandosi in particolare su alcuni dei punti più controversi della riforma.

Seguono poi alcune riflessioni sugli aspetti legati alle modalità di ricezione e spedizione dei documenti nelle comunicazioni tra PA e cittadini e sulla rivisitazione dei manuali di gestione delle amministrazioni pubbliche, partendo dall’analisi di alcune best practice. Per ciascun ambito vengono proposte alcune raccomandazioni prioritarie che FPA offre al decisore politico e ai responsabili di questa complessa policy.

Il volume è gratuito, è necessario essere iscritti alla community di FPA, per scaricarlo CLICCARE QUI. In caso di estrazione e utilizzo di parti della ricerca si prega di citare la FONTE: Documenti: definire e sostenere il digitale – dicembre 2016, Edizioni ForumPA

processo_digitaleDal 1° gennaio 2017 la presentazione di ricorsi al Tar e Consiglio di Stato e la relativa acquisizione da parte delle cancellerie potrà essere effettuata esclusivamente per via telematica.

Il Processo Amministrativo Telematico (PAT) si applica ai nuovi ricorsi, in primo o in secondo grado, mentre ai ricorsi depositati anteriormente al 2017, continuano ad applicarsi, fino all’esaurimento del grado di giudizio nel quale sono pendenti alla data stessa, le precedenti norme.

Dopo molti rinvii entra in vigore il sistema digitale anche se bisognerà aspettare fino a gennaio del 2018 per l’abbandono definitivo della carta. Di qui a un anno infatti la copia online sarà affiancata da quella cartacea di cortesia. La modalità cartacea resta inoltre in vigore per le cause già in corso.

Per gestire il nuovo assetto è stata creata la Direzione generale di Informatica e Statistica, una struttura formata da 53 addetti (tre dirigenti e 50 funzionari) e un help desk dedicato per fornire assistenza agli avvocati. Inoltre, presso ogni Tar è prevista una postazione che consentirà di presentare il ricorso telematico in loco a coloro che decidono di non farsi assistere da avvocati durante i procedimenti e non sono dotati degli strumenti informatici per procedere autonomamente con la presentazione dei ricorsi, che devono essere obbligatoriamente inviati via Pec e firmati con firma digitale (procedura obbligatoria per la sottoscrizione dei nuovi atti).

Ulteriori informazioni sulla pagina delle FAQ del sito istituzionale dedicato all Giustizia Amministrativa.

L’atteso decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, “Modifiche ed integrazioni al Codice dell’Amministrazione digitale” (“CAD”) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 settembre 2016.

Tra le novità più importanti va segnalata l’introduzione dei concetti di domicilio digitale ed identità digitale, di interoperabilità e di prestatore di servizi fiduciari (figura che va a sostituire quella più familiare del “certificatore”). In materia di documento informatico e firme elettroniche, inoltre, muta il valore giuridico del documento informatico sottoscritto con firma elettronica semplice il quale ora soddisfa il requisito della forma scritta, fermo restando che sotto il profilo probatorio il documento rimane liberamente valutabile in giudizio.

Nuova anche la figura del Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale, avente funzioni di coordinamento operativo dei soggetti pubblici, mentre vengono ridefiniti i contorni del ruolo e dei poteri del difensore civico, preposto in ogni amministrazione alla tutela del cittadino.

L’esigenza di un adeguamento della normativa è derivata tanto dai costanti sviluppi tecnologici che hanno inevitabilmente influenzato la materia, quanto dall’emanazione dell’ormai noto Regolamento eIDAS in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari. Attraverso tali aggiustamenti il legislatore italiano ha inteso allinearsi al quadro europeo in materia: in quest’ottica sono state infatti soppresse alcune delle definizioni contenute nel vecchio CAD, mentre è stato introdotto un espresso richiamo alle definizioni del Regolamento europeo.

posted by admin on luglio 27, 2016

PA telematica

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Il 27 luglio la Commissione parlamentare per la semplificazione ha espresso un parere favorevole sullo schema di decreto legislativo di modifica del Codice dell’Amministrazione Digitale con alcune osservazioni.

Lo stato dei lavori e le osservazioni della Commissione sono consultabili a QUESTO indirizzo.

Il 18 luglio 2016 il Consiglio Europeo ha adottato la direttiva relativa all’accessibilità dei siti web e delle app degli enti pubblici, concordata con il Parlamento europeo in maggio. La direttiva rende i prodotti e i servizi digitali accessibili a tutti, semplificando l’utilizzo dei servizi da parte delle persone svantaggiate.

La direttiva svolge un ruolo fondamentale nel garantire la piena partecipazione alla società e all’economia digitale anche in previsione dell’innalzamento dell’età media nel continente europeo, che secondo una stima riportata dall’Ufficio Stampa del Consiglio arriverà a 120 milioni di persone con disabilità o con limitazioni connesse all’invecchiamento entro il 2020.

Grazie alla direttiva i siti web e le applicazioni mobili delle amministrazioni, degli ospedali pubblici, dei tribunali e degli altri enti pubblici dovranno soddisfare criteri minimi comuni in materia di accessibilità. Gli Stati membri saranno liberi di stabilire requisiti ancora più rigorosi, nonché di applicare tali requisiti e/o quelli supplementari ai siti web e alle app di altri tipi di enti.

Dopo l’approvazione del Parlamento  in seconda lettura la direttiva entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, che dovrebbe avere luogo in autunno.

Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina dedicata alla direttiva sul sito del Consiglio Europeo.

School of managementL’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, organizza il convegno nazionale di presentazione dei risultati della Ricerca 2015-2016.

La digitalizzazione dei processi è un’importante opportunità e una leva strategica indispensabile per stimolare il recupero di competitività del nostro Paese. Le imprese faticano però a cogliere l’opportunità dell’innovazione digitale. Dopo l’obbligo di Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione, molte imprese stanno aspettando di conoscere quali incentivi il Legislatore vorrà mettere in campo per stimolare il “percorso digitale” anche nel B2b. In tempi di digital disruption, come si affronta il Digitale nelle imprese?

Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2015/16 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, proverà a dare una risposta alle seguenti domande: Che cos’è e quanto vale l’eCommerce B2b in Italia? Qual è il grado di digitalizzazione delle imprese in Italia? Quali le differenze tra grandi, piccole e micro imprese? Quali sono le imprese che oggi possiamo definire “digitali”? Come hanno affrontato il proprio percorso di Digitalizzazione? Quali sono i benefici riconosciuti dalle imprese che hanno realmente affrontato un percorso di digitalizzazione? Quali, invece, le criticità e le barriere ancora da superare? Qual è stato l’effetto della Fatturazione Elettronica verso la PA? Ci sono altre azioni che può mettere in atto il Legislatore per accelerare il processo di digitalizzazione delle nostre imprese?Quali sono gli incentivi che potrebbero realmente stimolare una trasformazione digitale delle imprese?

Il Convegno “Trasformazione Digitale: B2b… or not to be?” si terrà giovedì 16 Giugno 2016 dalle 9.00 alle 13.15 presso l’Auditorium Gio Ponti, Sede di Assolombarda, Via Pantano 9, 20122, Milano. Alle 11.40 Giusella Finocchiaro interverrà nella sessione dal titolo ”L’Italia in un mercato digitale europeo”.

Nell’ultimo anno la Ricerca si è posta i seguenti obiettivi:

• Monitorare le esperienze in Italia di Fatturazione Elettronica verso la PA, identicandone le «Good» e le «Bad» Practice;

• Monitorare le esperienze di Digitalizzazione, identicando le «Good Practice» e misurando la diusione a livello di liere e reti di imprese;

• Continuare a denire l’impatto della Digitalizzazione dei processi, a livello di singola impresa e di Supply Chain;

• Monitorare continuativamente evoluzione e sviluppi del quadro normativo nel nostro Paese e a livello Europeo;

• Analizzare criticamente il mercato dell’Oerta di soluzioni e servizi di Digitalizzazione in Italia;

• Accompagnare PA e imprese nell’identicare la propria roadmap di evoluzione Digitale;

• Continuare nel percorso di diusione culturale delle opportunità della Digitalizzazione a supporto dei processi di business;

• Raorzare il ruolo della Community sviluppata negli anni attorno all’Osservatorio.

La presentazione dei risultati della Ricerca sarà seguita da una tavola rotonda, in cui i principali rappresentanti delle istituzioni e del sistema imprenditoriale in Italia si confronteranno sulle opportunità offerte dal “Digitale” per rilanciare la competitività del Paese. Il Convegno sarà anche occasione per presentare numerose testimonianze di organizzazioni che già hanno avviato un percorso consapevole di Digital Business Transformation.

Il programma del convegno è disponibile QUI. Per maggiori informazioni sul Convegno contattare la Dott.ssa Eleonora Luca (email: eleonora.luca@polimi.it).

Segnaliamo che il 7 giugno 2016 presso la Commissione I Costituzionale, la Commissione V Bilancio e la Commissione per la semplificazione, è in esame lo Schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (307).

Il testo sottoposto a parere parlamentare è disponibile QUI. Seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni.

Garante privacy ha espresso un cauto parere positivo sullo schema di decreto legislativo recante il riordino della disciplina sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e informazioni da parte della pubbliche amministrazioni, ma chiede maggiori tutele per i diritti dei cittadini.

Il Garante ha sottolineato che l’applicazione delle disposizioni sulla trasparenza da parte della PA necessita di un approccio equilibrato per salvaguardare l’equilibrio fra privacy e pubblica utilità. Devono essere quindi attentamente valutati i rischi per la vita privata che possono derivare da obblighi di pubblicazione sul web di dati personali non sempre indispensabili a fini di trasparenza. Rischi che emergono ancora di più in considerazione della delicatezza di alcune informazioni e della loro facile reperibilità grazie ai motori di ricerca.

A questo proposito, l’Authority chiede di sviluppare alcuni criteri che possano razionalizzare e rimodulare gli obblighi di pubblicazione in funzione di tre aspetti essenziali: grado di esposizione dei singoli titolari di funzioni pubbliche al rischio di corruzione, funzionalità del dato da pubblicare rispetto alla effettiva necessità di conoscenza da parte dei cittadini e bilanciamento delle esigenze di trasparenza con il diritto alla protezione dei dati.

L’Autority ha poi sottolineato come sia irragionevole estendere automaticamente gli obblighi di trasparenza (come il mantenimento sul web per cinque anni, l’obbligo di indicizzazione, la vigilanza dell’Anac) e le relative sanzioni a tutti i dati, documenti, e informazioni resi pubblici sulla base di obblighi giuridici regolati da specifiche norme di settore, come ad esempio le pubblicazioni matrimoniali, aventi spesso finalità notevolmente diverse.

Alcune modifiche sono state suggerite anche in relazione alla disciplina dell’accesso alle informazioni che, salvo alcune eccezioni, sancisce il diritto di chiunque di accedere a dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, anche senza motivazione. Nel caso di accesso a dati personali, il Garante propone di accogliere l’istanza solo se funzionale a un interesse ritenuto prevalente rispetto al diritto alla riservatezza, ovvero oscurando i dati personali presenti. L’Autorità suggerisce poi di istituire un regolamento attuativo per l’individuazione delle categorie di dati e documenti suscettibili e propone di escludere l’accesso a dati sensibili, giudiziari o di minori.

Per meglio chiarire il livello di rischio, il Garante cita ad esempio l’accoglimento di una richiesta di accesso alla lista nominativa dei bambini iscritti a una scuola, o l’istanza di accesso a informazioni sulla salute o la vita sessuale dei singoli, detenuti da strutture ospedaliere e di cura.

posted by admin on febbraio 22, 2016

PA telematica

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Il Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha pubblicato la nuova versione del proprio portale istituzionale, si tratta di un “progetto pilota” a partire dal quale potranno essere innovati tutti i siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni italiane.

Il nuovo sito,  sviluppato con il coordinamento dell’Agenzia per l’Italia Digitale, è stato costruito nel rispetto delle “Linee guida di design per i siti web della pubblica amministrazione”. Le linee guida sono state concepite come testo dinamico, in continuo aggiornamento, con l’obiettivo di definire regole di usabilità e design condivise da tutta la pubblica amministrazione.

Le indicazioni contenute sono utili a definire un’architettura dell’informazione semplificata, la standardizzazione dei principali elementi del sito (icone, interfacce, colori, font) e un’identità grafica condivisa. Le amministrazioni sono così guidate nel lavoro di creazione di siti e portali semplificati e accessibili. Sulla piattaforma design.italia.it, oltre alle indicazioni testuali, sono presenti anche stringhe di codice informatico, riutilizzabili per la progettazione degli elementi grafici e architetturali che permettono di creare un’identità visiva coerente e una navigazione semplificata da qualsiasi dispositivo.

I siti del Governo Italiano e del Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentano i progetti pilota di un processo che coinvolgerà l’intera pubblica amministrazione. L’Agenzia per l’Italia Digitale, partendo dalle amministrazioni centrali, ha avviato un percorso di collaborazione finalizzato alla progressiva diffusione dei principi proposti ai vari livelli amministrativi. Insieme al sito www.governo.it, che ha aperto la sperimentazione, il nuovo portale del Dipartimento della funzione pubblica costituisce un riferimento per la diffusione delle linee guida verso tutte le pubbliche amministrazioni. Sono state già realizzate le nuove versioni dei portali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale mentre sono in corso di implementazione i nuovi siti da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Dopo una consultazione con la community dedicata al tema, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha previsto per la seconda metà del 2016 il rilascio di una nuova versione delle linee guida destinata alle amministrazioni locali: il percorso inizierà a giugno con le Regioni. Per favorire l’evoluzione del progetto, coordinare i membri della community e supportare le amministrazioni in fase di adeguamento, è stato creato un “comitato guida” coordinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale del quale fanno parte rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del mondo dell’Università e delle più importanti associazioni di settore.

UE_corteIl 15 febbraio 2016 la Commissione europea ha attivato una piattaforma per aiutare i consumatori e i commercianti a risolvere controversie derivanti da acquisti online.

In attuazione del Regolamento sull’ODR, Regolamento (EU) N. 524/2013, e della Direttiva sull’ADR(Alternative Dispute Resolution) dei consumatori, Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2013/11/UE, recepita in Italia con il D.lgs. 6 agosto 2015 n.130, la Commissione Europea ha lanciato The Online Dispute Resolution (ODR) la piattaforma per la risoluzione online delle controversie.

Si tratta di uno sportello unico dove i consumatori e gli operatori commerciali dell’Unione Europea possono comporre vertenze derivanti da acquisti effettuati online nel proprio paese o all’estero. La piattaforma avrà un’interfaccia semplice accessibile da ogni tipo di dispositivo e permette agli utenti di condurre l’intera procedura online. Per presentare un reclamo sarà sufficiente compilare un modulo in tre passaggi. Il sistema è multilingue e prevede un sistema di traduzione per le controversie tra soggetti di paesi europei diversi.

La Commissaria per la Giustizia i consumatori e la parità di genere, Vera Jourová, ha spiegato la ragione che ha portato alla creazione dello sportello: “La maggior parte dei consumatori che incontrano problemi con gli acquisti online non presentano un reclamo perché considerano la procedura troppo lunga e poco efficace. La piattaforma per la risoluzione online delle controversie è uno strumento innovativo che farà risparmiare tempo sia ai consumatori che ai commercianti. Consentirà di accrescere la fiducia dei consumatori che fanno acquisti online e di sostenere le imprese che vendono all’estero, a tutto vantaggio del mercato unico digitale dell’UE”.

La risoluzione alternativa delle controversie (ADR) è una procedura veloce e poco costosa. In media, per risolvere un caso ci vogliono meno di 90 giorni. Il 70% dei consumatori che hanno già potuto avvalersi di questa procedura hanno espresso un parere positivo. La procedura rappresenta un’opzione aggiuntiva a loro disposizione per risolvere eventuali controversie che non intende sostituirsi alla possibilità di adire le vie legali, comunque più lunghe e costose (soltanto il 45% dei consumatori sono soddisfatti dei casi trattati in tribunale).

Va sottolineato che anche i commercianti potranno avvalersi della nuova piattaforma e trarne vantaggio in quanto, grazie alle procedure di risoluzione alternativa delle controversie, potranno evitare spese processuali elevate e mantenere buone relazioni con la clientela. L’accesso alla risoluzione alternativa delle controversie è garantito a prescindere dal prodotto o servizio acquistato e indipendentemente dal fatto che l’acquisto sia avvenuto online oppure offline e che il commerciante abbia sede nel paese di residenza del consumatore o in un altro Stato membro.

La base giuridica della piattaforma è il Regolamento sulla risoluzione online delle controversie dei consumatori, che ne descrive le principali funzioni e l’iter dei contenziosi trattati. Il regolamento si rifà alla direttiva sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che garantisce l’accesso dei consumatori alla procedura extragiudiziale per le vertenze contrattuali con operatori commerciali.

Le controversie vengono inoltrate agli organismi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) collegati alla piattaforma, che sono stati selezionati dagli Stati membri secondo rigorosi criteri di qualità e notificati alla Commissione. Il sistema non copre ancora tutti i paesi e tutti i settori commerciali, ma è in rapida espansione: sono già collegati alla piattaforma circa 117 organismi per la risoluzione alternativa delle controversie di 17 paesi dell’UE. Gli Stati membri sono tenuti a fornire un elenco degli organismi che offrono procedure alternative per la risoluzione delle controversie (organismi ADR). Tutti gli organismi che figurano in tali elenchi rispondono a requisiti di qualità vincolanti, definiti dalla legislazione dell’UE.