Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

184_7257_admob-logo“Il settore mobile è la prossima frontiera della rivoluzione digitale. In assenza di un mercato competitivo e di forti garanzie per la privacy, questo promettente e vitale segmento dell’economia online sarà soffocato”.  E’ questo l’argomento fondamentale a partire dal quale due associazioni di consumatori statunitensi chiedono alla Federal Trade Commission (FTC) di bloccare l’acquisizione da parte di Google di AdMob, uno dei maggiori player nel mercato della pubblicità per cellulari.

In una lettera congiunta inviata alla FTC, il Center for Digital Democracy e il Consumer Watchdog hanno sostenuto che l’acquisizione rischia di consegnare a Google una posizione dominante nel mercato del mobile advertising, diminuendo la concorrenza “a detrimento degli interessi dei consumatori”.

Nell’annunciare l’acquisizione, i dirigenti di Google avevano espresso fiducia in una rapida approvazione dell’affare da parte della Federal Trade Commission. Tuttavia, lo scorso 23 Dicembre i dirigenti di BigG avevano ammesso che la pratica si trovava in stand- by presso la FTC, dalla quale sarebbe giunta a Mountain View una richiesta supplementare di informazioni sull’accordo.

Share

posted by admin on novembre 5, 2009

Ecommerce e contrattualistica, ISP

(No comments)

bandieraIl Parlamento Europeo e il Consiglio UE hanno trovato un accordo sul pacchetto di riforma delle telecomunicazioni (c.d. “Pacchetto Telecom”). Il nuovo assetto entrerà in vigore nel 2010 e gli stati membri avranno 18 mesi per recepirne le norme nel diritto nazionale. Tra i punti fondamentali, l’istituzione di un’Authority europea, nuove regole in materia di separazione funzionale tra gestori di reti e fornitori di servizi, un sistema di tutela “a geometria variabile” per gli utenti internet.

A dare l’annuncio con un Comunicato Stampa ufficiale sono stati gli stessi organismi comunitari. “Quest’accordo”, spiega per bocca del ministro svedese alle Comunicazioni Asa Trostensson la presidenza di turno UE , “rafforza la competitività tra imprese e migliora la protezione dei consumatori in Europa”. Il pacchetto, pronto nelle sue linee generali già alla fine del 2007, è rimasto a lungo bloccato dal “braccio di ferro” tra il Consiglio ed il Parlamento, dove era stato proposto un emendamento- poi ritirato- che vincolava la disconnessione interent di utenti che scaricassero illegalmente contenuti online alla decisione di un giudice.

Con riferimento a tale delicato profilo, l’accordo raggiunto in queste ore prevede che in caso di “taglio” della linea i cittadini abbiano diritto ad una “procedura equa e imparziale, incluso il diritto di essere ascoltati”, nonché “una revisione giudiziaria efficace e tempestiva”. Per altro verso, la normativa punta ad offrire ai consumatori maggior scelta sui fornitori di servizi a banda larga e richiede alle authority nazionali di imporre standard minimi di qualità e vigilare sulla neutralità della rete. Gli operatori, per loro parte, saranno responsabili per la gestione dei dati personali degli utenti e dovranno tempestivamente notificare ai clienti ogni forma di violazione.

Le altre novità “di peso” contenute nel pacchetto riguardano l’istituzione di un’authority europea in materia di TLC e la separazione funzionale tra reti e servizi. Il nuovo ufficio, chiamato Body of European Regulators in Electronic Communication (Berec)  dovrà rafforzare l’applicazione del diritto Ue in materia, impedendo che gli operatori possano sottrarsi alla concorrenza. Le sue decisioni saranno prese a maggioranza. Sarà invece in capo alle authority nazionali l’attività di monitoraggio sugli “incroci” tra gestione delle reti e fornitura dei servizi; in corrispondenza di “casi estremi” le autorità potranno arrivare ad imporre agli operatori la separazione funzionale.

Share

posted by admin on ottobre 1, 2009

Ecommerce e contrattualistica

(No comments)

Telecom Italia ha annunciato l’intenzione di lanciare un servizio di micro- pagamenti via cellulare. L’applicazione, sviluppata in partnership con il Consorzio Movincom, dovrebbe diventare operativa già nel 2010.

Dal punto di vista tecnico il servizio è imperniato sull’impiego di carte SIM di nuova generazione, all’interno delle quali viene installata un chip ad hoc. Grazie all’applicazione i consumatori saranno messi in condizione di svolgere pagamenti di ogni tipo, dal pagamento dei parcheggi agli acquisti al supermercato. Ogni transazione sarà identificata da un SMS univoco, inviato dal cellulare del “pagatore” verso l’individuo o l’organizzazione destinataria.

“Dopo essere diventato uno strumento di comunicazione indispensabile” dice il Responsabile Domestic Operations di Telecom Italia Oscar Cicchetti “il telefono cellulare sta diventando ora un ‘ponte’ vero e proprio verso internet, i contenuti e i servizi. [...] E nel futuro prossimo diventeranno sicuramente anche uno strumento potente e sicuro per i pagamenti e l’identificazione personale.”

Share

posted by admin on agosto 27, 2009

Ecommerce e contrattualistica

(No comments)

Si fa più complessa la tenuta di siti ed altri spazi web da parte delle aziende. Le novità sono collegate al dettato della Legge 7 Luglio 2009, n. 88 (c.d. “Legge Comunitaria“), contenente le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità Europee.
Il passaggio dirimente rispetto agli obblighi informatici delle aziende è contenuto all’art.42, che modifica l’art. 2250 del Codice Civile. Secondo il dettato di tale articolo le società per azioni, quelle in accomandita per azioni e le stesse SRL che dispongano di “uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” sono tenute ad indicare, all’interno di tale spazio diversi dati, ed in particolare:
- La sede sociale, l’ufficio del registro delle imprese presso cui la società è iscritta e il numero di iscrizione;
- Il capitale sociale quale risultante dall’ultimo bilancio;
- L’eventuale stato liquidatorio della società;
- L’eventuale presenza di un socio unico

Si tratta di adempimenti obbligatori, non procastinabili- la Legge n. 88/2009 è già in vigore- e non limitati ai soli siti web. Il riferimento del Legislatore a spazi elettronici destinati alla comunicazione collegati ad una rete telematica fa infatti pensare che non siano esentati dai nuovi obblighi di comunicazione anche i blog, gli account su social network e ogni altra forma di comunicazione digitale riconducibile all’azienda.

In caso di inottemperanza, sono previste d sanzioni amministrative pecuniarie per un importo variabile tra i 206 ed i 2065 Euro.

Share

posted by admin on luglio 10, 2009

Ecommerce e contrattualistica

(No comments)

Il governo cinese ha introdotto una nuova forma e più rigida forma di regolamentazione per il denaro elettronico (c.d. virtual money). La nuova normativa, messa a punto congiuntamente dai funzionari del Ministero del Commercio ed il e della Cultura proibisce il riuso della valuta virtuale per ogni tipo di transazione riguardanti beni o servizi “reali” (esterni cioé agli spazi digitali originali di impiego).

La nuova normativa, spiega ChinaTechNews, ha per obiettivo fornire regole certe al mercato del denaro elettronico, le cui dimensioni crescono in Cina ad un tasso del 20% annuo.
La legge appena promulgata prevede tra l’altro che:

1. debbano essere separate la figura del “coniatore” e quella del “commerciante” di valuta elettronica;

2. il denaro elettronico non può essere impiegato per l’acquisto di beni e servizi “reali”;

3. i minorenni non possono svolgere attività di compravendita di valuta virtuale;

4. è proibita ogni forma di gioco d’azzardo all’interno dei giochi online

Il Legislatore cinese ha anche fornito una definizione puntuale di “gioco d’azzardo nei giochi online”. In particolare, spiega ancora ChinaTechNews, ricadono entro tale categoria tutte le attività che prevedono l’assegnazione di denaro od oggetti digitali attraverso sistemi di scommessa, puntamenti al rilancio e simili.

Share