Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

firma_digitale2È stata pubblicata sul sito AgID la pagina del progetto eIGOR con l’annuncio della consultazione pubblica della Core Invoice User Specification italiana elaborata nell’ambito dal progetto da un gruppo di lavoro coordinato da AgID e composto tra gli altri da Agenzia delle Entrate, Unioncamere e Intercent-ER.

eIGOR (eInvoicing GO Regional) è il progetto nazionale finanziato dalla Commissione Europea per abilitare il sistema di fatturazione elettronica nazionale allo scambio di fatture conformi allo standard comune europeo. L’obiettivo è quello di rendere il processo di fatturazione elettronica nazionale negli appalti pubblici conforme alla Direttiva 2014/55/UE, implementando lo standard comune sviluppato dal CEN, l’organo di normazione europeo.

Il progetto mira ad aggiornare il sistema nazionale di scambio delle fatture elettroniche (Sistema di Interscambio – SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate al fine di garantire che le pubbliche amministrazioni italiane possano ricevere fatture conformi allo standard europeo. Si prospetta un’ipotesi di evoluzione orientata alla flessibilità del processo di fatturazione elettronica verso le Pubbliche Amministrazioni tramite il Sistema di Interscambio, al fine di consentire una transizione graduale all’utilizzo dei nuovi formati europei che dovranno essere accettati dalle PA. Infatti le PA potranno scegliere il formato in cui ricevere le fatture, oltre ai canali di ricezione e trasmissione, grazie ai nuovi servizi integrati nel SDI. Gli interventi di evoluzione del Sistema di Interscambio consentiranno di minimizzare l’impatto del cambiamento sulle PA, le quali potranno preservare gli investimenti fatti e scegliere modalità e termini per il passaggio alla gestione delle fatture elettroniche in formato europeo.

Lo standard europeo è stato sviluppato in modo da poter essere utilizzato anche per la fatturazione elettronica tra imprese, nel contesto business-to-business. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha avviato la consultazione pubblica del documento CIUS-IT (Italian Core Invoice Usage Specification), la cui definizione è uno dei principali obiettivi del progetto eIGOR. I contributi, in lingua italiana o inglese, dovranno pervenire via mail entro e non oltre il 30/09/2017.

Per partecipare e per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina eIGOR del sito dell’Agid.

School of managementL’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, organizza il convegno nazionale di presentazione dei risultati della Ricerca 2015-2016.

La digitalizzazione dei processi è un’importante opportunità e una leva strategica indispensabile per stimolare il recupero di competitività del nostro Paese. Le imprese faticano però a cogliere l’opportunità dell’innovazione digitale. Dopo l’obbligo di Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione, molte imprese stanno aspettando di conoscere quali incentivi il Legislatore vorrà mettere in campo per stimolare il “percorso digitale” anche nel B2b. In tempi di digital disruption, come si affronta il Digitale nelle imprese?

Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2015/16 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, proverà a dare una risposta alle seguenti domande: Che cos’è e quanto vale l’eCommerce B2b in Italia? Qual è il grado di digitalizzazione delle imprese in Italia? Quali le differenze tra grandi, piccole e micro imprese? Quali sono le imprese che oggi possiamo definire “digitali”? Come hanno affrontato il proprio percorso di Digitalizzazione? Quali sono i benefici riconosciuti dalle imprese che hanno realmente affrontato un percorso di digitalizzazione? Quali, invece, le criticità e le barriere ancora da superare? Qual è stato l’effetto della Fatturazione Elettronica verso la PA? Ci sono altre azioni che può mettere in atto il Legislatore per accelerare il processo di digitalizzazione delle nostre imprese?Quali sono gli incentivi che potrebbero realmente stimolare una trasformazione digitale delle imprese?

Il Convegno “Trasformazione Digitale: B2b… or not to be?” si terrà giovedì 16 Giugno 2016 dalle 9.00 alle 13.15 presso l’Auditorium Gio Ponti, Sede di Assolombarda, Via Pantano 9, 20122, Milano. Alle 11.40 Giusella Finocchiaro interverrà nella sessione dal titolo ”L’Italia in un mercato digitale europeo”.

Nell’ultimo anno la Ricerca si è posta i seguenti obiettivi:

• Monitorare le esperienze in Italia di Fatturazione Elettronica verso la PA, identicandone le «Good» e le «Bad» Practice;

• Monitorare le esperienze di Digitalizzazione, identicando le «Good Practice» e misurando la diusione a livello di liere e reti di imprese;

• Continuare a denire l’impatto della Digitalizzazione dei processi, a livello di singola impresa e di Supply Chain;

• Monitorare continuativamente evoluzione e sviluppi del quadro normativo nel nostro Paese e a livello Europeo;

• Analizzare criticamente il mercato dell’Oerta di soluzioni e servizi di Digitalizzazione in Italia;

• Accompagnare PA e imprese nell’identicare la propria roadmap di evoluzione Digitale;

• Continuare nel percorso di diusione culturale delle opportunità della Digitalizzazione a supporto dei processi di business;

• Raorzare il ruolo della Community sviluppata negli anni attorno all’Osservatorio.

La presentazione dei risultati della Ricerca sarà seguita da una tavola rotonda, in cui i principali rappresentanti delle istituzioni e del sistema imprenditoriale in Italia si confronteranno sulle opportunità offerte dal “Digitale” per rilanciare la competitività del Paese. Il Convegno sarà anche occasione per presentare numerose testimonianze di organizzazioni che già hanno avviato un percorso consapevole di Digital Business Transformation.

Il programma del convegno è disponibile QUI. Per maggiori informazioni sul Convegno contattare la Dott.ssa Eleonora Luca (email: eleonora.luca@polimi.it).

posted by admin on giugno 16, 2015

PA telematica

(No comments)

Schermata 2014-06-04 alle 09.31.56L’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, organizza il convegno nazionale di presentazione dei risultati della Ricerca 2015.

La Fatturazione Elettronica verso la PA ha contribuito a delineare uno scenario chiaro sul fronte digitale. L’offerta di soluzioni e servizi di digitalizzazione è ampia, articolata e diversificata. I benefici potenziali (monetizzabili e non) della digitalizzazione sono significativi. Le opportunità di semplificazione si concretizzano e a queste si sommano anche gli incentivi che il Legislatore sta mettendo in campo aprendo alla Fatturazione Elettronica B2b. Adesso tocca a imprese e PA fare la loro mossa.

Il Convegno sarà l’occasione per presentare i risultati della Ricerca 2014-2015 dell’Osservatorio e per affrontare criticamente in una sessione dedicata al confronto, e aperta alla partecipazione di tutti, le risposte ad alcuni quesiti, quali: la Fatturazione Elettronica verso la PA è solo un macchinoso adempimento o una concreta opportunità per fare innovazione digitale? I benefici esistono? Quanto valgono? Quali prospettive per la Digitalizzazione nelle relazioni B2b?

Il Convegno sarà anche l’occasione per presentare numerose testimonianze di imprese che già hanno avviato un percorso consapevole verso la digitalizzazione.

Non mancheranno alcune delle più virtuose esperienze di PA che si sono distinte nella capacità di affrontare la Fatturazione Elettronica come reale opportunità e leva di innovazione e miglioramento. Ai casi più interessanti verrà conferito il “Premio Fatturazione Elettronica nella PA”.

Il Convegno si terrà venerdì 19 giugno 2015, dalle ore 9:00 alle ore 13:15, presso l’Aula Carlo De Carli all’interno del Campus Bovisa del Politecnico di Milano (via Durando 10, Milano).

Alle 12.00 Giusella Finocchiaro interverrà nella sessione dal titolo “il “digitale” che arriva dall’Europa: l’innovazione continua”.

Il programma del convegno è disponibile QUI. Le iscrizioni on-line all’Evento sono chiuse, sarà comunque possibile partecipare iscrivendosi direttamente in loco. Per maggiori informazioni sul Convegno, contattare l’Ing. Irene Facchinetti (email: irene.facchinetti@polimi.it).

posted by admin on marzo 27, 2015

Eventi, PA telematica

(No comments)

L’Osservatorio per la Fatturazione Elettronica e la Dematerializzazione organizza un convegno a Bologna dedicato all’obbligo di utilizzo della fattura elettronica da parte delle pubbliche amministrazioni.

Come indicato nel DL n. 66 del 24 aprile 2014, dal 31 marzo tutte le Pubbliche Amministrazioni, Centrali e Locali, potranno ricevere – e pagare – esclusivamente Fatture Elettroniche dai loro fornitori.

Quali conseguenze avrà questo passaggio – epocale – alla Fatturazione Elettronica? Pubblica Amministrazione e Fornitori sono pronti? Come è stata approntata da imprese e Pubbliche Amministrazioni la fatturazione elettronica obbligatoria verso le PA Centrali, scattata lo scorso 6 giugno 2014? Le imprese hanno recepito quest’obbligo come uno dei tanti adempimenti oppure hanno saputo cogliere una reale opportunità di crescita e di innovazione digitale?

La fatturazione elettronica può rappresentare una leva importante nel processo di digitalizzazione che vede coinvolto il nostro Paese: se “azionata” correttamente e consapevolmente, può portare con sé molteplici benefici, a partire da nuovi modelli di gestione per semplificare i rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione.

Obiettivo del Convegno è duplice: rappresentare un momento di interazione e confronto tra PA, Istituzioni e imprese; condividere le esperienze dal campo delle Pubbliche Amministrazioni che hanno già lavorato alla fatturazione elettronica per facilitare le imprese loro fornitori.

La prof. Giusella Finocchiaro interverrà nel corso del convegno con una relazione dedicata all’innovazione digitale nelle pubbliche amministrazioni. Per un approfondimento su questo tema si rimanda al recente articolo della prof. Finocchiaro sui vantaggi della fatturazione elettronica.

Il Convegno si terrà martedì 31 marzo 2015, dalle ore 09.30 alle ore 13.30, presso la sede di Regione Emilia Romagna in Viale della Fiera 12, Bologna.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. Per maggiori informazioni ed iscrizioni si rimanda alla pagina web dedicata al convegno.

fattura_elettronicaVi proponiamo qui l’articolo di Giusella Finocchiaro apparso su Agenda Digitale l’8 ottobre 2014.

L’analisi dei dati sulla diffusione della fatturazione elettronica nel nostro Paese mostra un processo in crescente espansione. Come ricostruito dall’Osservatorio Fatturazione elettronica e dematerializzazione del Politecnico di Milano, a seguito dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, è in crescente aumento il numero delle pubbliche amministrazioni che hanno provveduto all’indicazione degli uffici deputati alla ricezione delle fatture elettroniche all’interno dell’iPA (indice delle pubbliche amministrazioni). Parimenti è in costante crescita il numero delle fatture elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di interscambio.

Dagli ultimi dati pubblicati per l’anno 2014, ad esempio, si ricava un numero elevato di fatture inoltrate alle pubbliche amministrazioni (135.015), numero che risulta ancor più significativo considerato che si tratta di un dato riferito al mese di agosto. Un ulteriore elemento positivo è che dal raffronto tra i dati relativi al mese di luglio e quelli del mese di agosto, è in diminuzione il numero delle fatture scartate dal sistema, perché formalmente errate e delle fatture non recapitate, perché mancanti del codice identificativo dell’ufficio destinatario. Si tratta quindi di un trend positivo che non può che ipotizzarsi in espansione per i prossimi mesi.

Allargando la prospettiva di analisi ai rapporti tra imprese, risulta che i numeri della diffusione della fatturazione elettronica variano sensibilmente a seconda della modalità impiegata. Noto è che il processo di fatturazione elettronica può essere dalle imprese implementato attraverso diverse modalità. Alle imprese (poche decine) che hanno implementato un processo di fatturazione elettronica, analogo a quello previsto e disciplinato dal d.m. 3 aprile 2013, n. 55, tale cioè che prevede il formato strutturato, l’apposizione della firma qualificata o digitale, la successiva conservazione nel rispetto delle previsioni di cui al Codice dell’amministrazione digitale, si affianca il numero ben più elevato delle imprese che hanno basato il processo sulla definizione di fattura elettronica, come modificata e notevolmente semplificata dall’art. 1, comma 325 della “legge di stabilità 2013”. Secondo l’attuale formulazione dell’art. 21 del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633, infatti, la fattura elettronica è definita come “la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico”. L’elemento scriminante per qualificare “elettronica” la fattura non è quindi il suo formato originario, ben potendo essere anche cartaceo, ma la circostanza che la fattura sia in formato elettronico quando viene trasmessa o messa disposizione del destinatario. Sempre grazie ai dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, si ricava che la percentuale delle imprese che “fanno fatturazione elettronica” attraverso questa modalità si aggira intorno al 50%. Il numero è tale da giustificare talune considerazioni che forse possono essere estese anche all’ambito della fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni.

Evidentemente, le ragioni di un numero così elevato va ravvisato nell’avvertire la relativa disciplina meno stringente. Non è previsto un formato strutturato; il soggetto passivo sceglie la modalità attraverso cui assicurare i requisiti di autenticità dell’origine e di integrità del contenuto (attraverso un sistema di controllo di gestione o, in alternativa, attraverso l’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente ovvero attraverso sistemi EDI); la conservazione non comporta un obbligo di simmetria tra emittente e destinatario della fattura, potendo quest’ultimo decidere di accettare o meno questo processo.

Il quadro di riferimento appare quindi agli operatori meno vincolante rispetto a quello dettagliatamente disciplinato dal citato d.m. 3 aprile 2013, n. 55 per la fatturazione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.

Concludendo, pur nella ricostruita positiva tendenza di crescente espansione, possiamo affermare che manca qualcosa per il definitivo consolidamento?

Il quadro normativo è chiaro. Anche sotto il profilo della diffusione di una cultura della conoscenza il quadro può dirsi esaustivo. Il sito www.fatturapa.gov.it offre, infatti, dettagliate indicazioni di supporto sul “come fare”, prevedendo specifiche funzionalità attraverso cui l’utente può simulare le diverse fasi del processo e segnatamente compilazione, invio e ricezione. Ad oggi, forse, salvo autorevoli eccezioni (in primis l’attività condotta dall’Osservatorio del Politecnico di Milano), manca un’attività di diffusione dei vantaggi derivanti dalla fatturazione elettronica e in generale dall’informatizzazione dei processi organizzativi. Gli strumenti ci sono basta volerli adottare. Ma per le imprese è essenziale avvertire l’adozione di un nuovo strumento in un’ottica positiva di costi e benefici, idonea cioè a conseguire una vantaggio. E questa potenzialità è a parere di chi scrive insita nei processi di fatturazione elettronica.

Alessandra Poggiani è stata nominata direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, l’ente che ha il compito di concretizzare tecnicamente le norme del settore digitale.

In un’intervista recentemente rilasciata al Corriere.it il nuovo direttore generale identifica il progetto sull’identità digitale come una delle principali priorità dell’Agid.

Come spesso ricordato su questo blog, l’identificazione on line oggi è un problema cruciale, soprattutto per lo sviluppo di alcuni servizi che richiedono un accertamento dell’identità come ad esempio i servizi erogati dalla pubblica amministrazione e servizi bancari. Per risolvere questo problema il Parlamento europeo ha approvato il 3 aprile la proposta di Regolamento europeo in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno di cui si attende l’imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La più importante novità della proposta è nello strumento giuridico prescelto: non più una direttiva, ma un Regolamento che sarà direttamente applicabile negli Stati membri, senza atti di recepimento. Per approfondire questo aspetto rimandiamo al recente articolo di Giusella Finocchiaro pubblicato su Nòva 24.

Nel corso dell’intervista la Poggiani ha ricordato anche alcune criticità circa la complessità strutturale e la frammentazione delle competenze che caratterizzano l’attuale scenario italiano e che possono portare a problemi nell’utilizzo del PIN unico per i cittadini. Su questo blog nell’agosto 2013, pochi giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta del cosiddetto “decreto del fare”, abbiamo pubblicato un’analisi relativa all’istituzione del Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale (SPID) che può aiutare a comprendere il contesto di complessità menzionato.

Il nuovo direttore dell’Agid ha inoltre sottolineato l’importanza della realizzazione materiale dei progetti già scritti: “bisogna preoccuparsi dell’operatività e di fare cose che funzionino davvero” ha dichiarato, citando il tema della fatturazione elettronica, la cui prima normativa risale a dieci anni fa. Per contestualizzare l’esempio, più che opportuno, può essere utile la lettura dell’articolo di Giusella Finocchiaro pubblicato sul Il Corriere delle Comunicazioni il 7 luglio 2014 che illustra il quadro situazione normativa in materia di fatturazione elettronica

La puntualità nel rilevare le principali problematiche dell’attuale scenario dell’Italia digitale sembra essere di ottimo auspicio per la nuova direzione e per la futura concretizzazione dei progetti elencati da parte dell’Agid. Si attendono dunque con interesse i nuovi sviluppi.

Vi proponiamo qui l’articolo di Giusella Finocchiaro pubblicato sul Il Corriere delle Comunicazioni il 7 luglio 2014.

fotina-131120130426_mediumL’Agenzia delle Entrate con la circolare 18/E del 24 giugno 2014 ha fornito chiarimenti sulla disciplina in materia di fatturazione elettronica.

Secondo quanto dispone l’art. 21 del d.p.r. 633 del 1972, per “fattura elettronica” si intende “la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico”. Sotto questo profilo, la circolare chiarisce che, per potersi qualificare una fattura come “elettronica” ciò che rileva non è il formato originario, utilizzato per la sua creazione, che può essere anche cartaceo, ma la circostanza che la fattura sia in formato elettronico al momento della sua trasmissione al destinatario. Al contrario, non può qualificarsi come “elettronica” la fattura, creata in formato informatico, che venga inviata e ricevuta dal destinatario in formato cartaceo.

L’art. 21 del d.p.r. 633 del 1972, inoltre, stabilisce che il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all’accettazione da parte del destinatario. In relazione a questo aspetto, la circolare chiarisce che il termine “accettazione”, coerentemente con le indicazioni delle note esplicative della Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010, non è da intendersi come richiedente un accordo, precedente o successivo alla fatturazione, tra le parti.

L’accettazione del destinatario non è condizione necessaria per il perfezionamento del processo in capo all’emittente. Infatti, come precisato dal paragrafo 1.5 della circolare, se il destinatario non accetta il documento elettronico, l’emittente può comunque procedere all’integrazione del processo di fatturazione con quello di conservazione elettronica, sempre che la fattura creata e trasmessa in modalità elettronica possieda i requisiti di legge dal momento della sua emissione fino al termine del periodo di conservazione.

Un ulteriore importante chiarimento riguarda la fase di conservazione. La circolare, infatti, chiarisce quali siano i vincoli da rispettare nel caso in cui il luogo di conservazione elettronica delle fatture sia in un altro Stato. Si presume, quindi, che questi requisiti saranno oggetto di disciplina nel contratto di outsourcing ad oggetto la fornitura del servizio di conservazione.

Ancora, con riguardo ai requisiti della fattura la circolare precisa che sia il fornitore/prestatore sia il cessionario/committente sono tenuti a garantire l’autenticità dell’origine della fattura e l’integrità del suo contenuto, anche adottando modalità indipendenti l’uno dall’altro. La circolare ribadisce che la firma elettronica avanzata non è di per sé sufficiente a garantire la leggibilità della fattura, dal momento della sua emissione al termine del periodo di archiviazione.

Altro rilevante chiarimento fornito dalla circolare è quello per cui è possibile emettere la fattura differita anche nel caso di prestazioni di servizi, e non più solo in relazione alla cessione di beni, a condizione che la fattura emessa indichi dettagliatamente le operazioni e le prestazioni di servizio. Infine, la circolare fornisce chiarimenti in relazione alla fattura semplificata, prevedendo altresì la possibilità di emetterla in funzione sostitutiva della fattura-ricevuta fiscale.

Il 27 giugno 2014 è entrato in vigore il decreto 17 giugno 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, “Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto – articolo 21, comma 5, del decreto legislativo n. 82/2005”.

Il decreto disciplina la formazione, l’emissione e la conservazione dei documenti rilevanti a fini tributari con modalità informatiche. L’art. 2 stabilisce che i documenti informatici rilevanti ai fini tributari devono presentare i requisiti di immodificabilità, integrità, autenticità e leggibilità. La conservazione deve avvenire con modalità tali da garantire la leggibilità del documento nel tempo e tali da consentire le funzioni di ricerca e di selezione delle informazioni. Il processo di conservazione termina con l’apposizione sul pacchetto di archiviazione di un riferimento temporale che sia opponibile ai terzi (quale, ad esempio, una marca temporale).

Dall’entrata in vigore del decreto le disposizioni di cui al precedente del 23 gennaio 2004 continuano ad applicarsi esclusivamente ai documenti già conservati alla data del 27 giugno 2014.

firma_digitale2È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale del 17 giugno 2014 in materia di “Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto – articolo 21, comma 5, del decreto legislativo n. 82/2005″.

Il Decreto – con la cui entrata in vigore viene abrogato il precedente Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004 – elimina il termine dei 15 giorni per la conservazione elettronica delle Fatture (art. 3, comma 3).

Il testo del nuovo Decreto Ministeriale è disponibile QUI.

Ricordiamo anche che nei giorni scorsi è stata pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate la Circolare 18/E del 24 giugno 2014 con “chiarimenti in tema di fatturazione elettronica”, alla luce delle modifiche alla Normativa interna a seguito del recepimento della Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010.

A quest’ultima novità normativa è dedicato l’approfondimento di Giusella Finocchiaro pubblicato dal Sole 24 ore e disponibile QUI.

Vi proponiamo qui l’articolo di Giusella Finocchiaro apparso sul Sole 24 Ore , sezione Quotidiano del Fisco, il 26 giugno  2014.

Con la circolare 18/E del 24 giugno 2014 l’agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla fatturazione elettronica e risposte a specifici quesiti.

Il primo chiarimento è sulla definizione. Per «fattura elettronica», dispone l’articolo 21 del Dpr 633/1972, si intende «la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico». La circolare chiarisce che, per potersi qualificare una fattura come «elettronica» ciò che rileva non è il formato originario, utilizzato per la sua creazione, che può essere anche cartaceo, ma la circostanza che la fattura sia in formato elettronico al momento della sua trasmissione al destinatario. Al contrario, non può qualificarsi come «elettronica» la fattura, creata in formato informatico, che venga inviata e ricevuta dal destinatario in formato cartaceo.

Il secondo chiarimento è relativo all’«accettazione» della fattura. L’articolo 21 del Dpr 633/1972 dispone che «il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all’accettazione da parte del destinatario». La circolare precisa che il termine «accettazione», coerentemente con le indicazioni delle note esplicative della Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010, nonché sulla base di un’interpretazione letterale, non presuppone un accordo formale (precedente o successivo alla fatturazione) tra le parti. Inoltre, l’accettazione del destinatario non influenza l’obbligo dell’emittente di procedere comunque all’integrazione del processo di fatturazione con quello di conservazione elettronica in capo all’emittente. Infatti, come precisato dal paragrafo 1.5 della circolare, se il destinatario non accetta il documento elettronico, l’emittente può comunque procedere all’integrazione del processo di fatturazione con quello di conservazione elettronica, sempre che la fattura creata e trasmessa in modalità elettronica possieda i requisiti di legge (autenticità dell’origine, integrità del contenuto e leggibilità) dal momento della sua emissione fino al termine del periodo di conservazione. Il destinatario, invece, potrà procedere alla stampa. Il punto è di centrale importanza e trova la sua ratio nella volontà di non creare vincoli alla diffusione della fatturazione in modalità elettronica. Non c’è dunque un obbligo di simmetria tra ciò che viene originato e inviato dall’emittente e ciò che viene conservato dal destinatario. Il destinatario di una fattura elettronica, qualora non accetti il processo, potrà materializzare il documento stampando la fattura elettronica e creando così una copia analogica del documento informatico costituito dalla fattura, ai sensi dell’articole 23 del Codice dell’amministrazione digitale.

Un ulteriore importante chiarimento riguarda la «conservazione». Con riguardo alla fase di conservazione, la circolare chiarisce quali siano i vincoli da rispettare nel caso in cui il luogo di conservazione elettronica delle fatture sia in un altro Stato. Questi requisiti potranno trovare compiuta disciplina in un apposito contratto di outsourcing avente ad oggetto la fornitura del servizio di conservazione.

Ancora, con riguardo ai requisiti della fattura che, si ricorda, sono autenticità dell’origine, integrità del contenuto e leggibilità, la circolare precisa che sia il fornitore/prestatore sia il cessionario/committente devono garantire l’autenticità dell’origine della fattura e l’integrità del suo contenuto. Anche in questo caso, non è prevista la simmetria: essi possono scegliere indipendentemente o congiuntamente le modalità attraverso cui garantire i detti requisiti. La circolare ribadisce che la firma elettronica avanzata non è di per sé sufficiente. Possono essere invece utilizzati, a titolo esemplificativo: i sistemi di controllo di gestione; la firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente; i sistemi EDI (Electronic Data Interchange) di trasmissione elettronica dei dati; altre tecnologie non specificate.

Si conferma che il cedente o prestatore possono incaricare il proprio cliente o un terzo di emettere per loro conto la fattura: in questi casi occorre che l’origine e l’integrità del documento elettronico siano garantiti dal soggetto emittente il quale è tenuto ad apporre la propria firma elettronica qualificata o digitale.

Sono fondamentali gli accordi intervenuti tra il cedente/prestatore ed il cliente/terzo, che possono prevedere l’invio del documento finale già redatto, oppure il semplice flusso di dati da aggregare per la compilazione del documento finale, ovvero la sua messa a disposizione. Anche in questo caso è essenziale il contratto di outsourcing. In ogni caso, ribadisce la circolare, occorre annotare in fattura che la stessa è stata compilata dal cliente ovvero, per conto del cedente o prestatore, dal terzo (articolo 21, comma 2, lettera n), del D.P.R. n. 633 del 1972).

invoiceIl 31 marzo 2014 è stata pubblicata la circolare n. 1 del 31 marzo 2014, interpretativa del decreto 3 aprile 2013, n. 55, del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto col Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fatturazione elettronica da applicarsi alle pubbliche amministrazioni.

Dal 6 giugno prossimo, la fatturazione elettronica sarà obbligatoria nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed enti previdenziali; la circolare interpretativa fornisce indicazioni relative alle modalità attuative dell’obbligo di fatturazione elettronica ed, in particolare, chiarisce gli aspetti applicativi riguardanti:

- il termine per il caricamento delle anagrafiche nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni

- l’emissione della fattura elettronica

- il divieto di pagamento in assenza di fattura elettronica

- l’impossibilità di recapito della fattura elettronica.

Il testo della circolare è disponibile QUI.