Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

posted by admin on aprile 18, 2016

Eventi

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Palazzo ONU NY BandiereSarà dedicato alla gestione dell’identità digitale nei servizi fiduciari il colloquium organizzato dalla Segretariato della Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto Commerciale Internazionale (UNCITRAL) che si terrà dal 21 al 22 aprile a Vienna.

Durante l’incontro l’attività del gruppo di lavoro sarà dedicata alla raccolta e all’analisi delle informazioni sull’identità digitale e i servizi fiduciari necessarie per individuare lo scopo e la metodologia del futuro lavoro sulla materia. Come di consueto, la sessione vedrà la partecipazione di Giusella Finocchiaro in qualità di Presidente del Gruppo di Lavoro e Rappresentante italiano all’Uncitral per il commercio elettronico.

Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina dell’UNCITRAL dedicata alle attività del working group.

posted by Giusella Finocchiaro on dicembre 1, 2015

identità digitale

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L’8 settembre 2015 sono stati emanati quattro atti normativi che danno esecuzione, introducendo alcune necessarie specifiche tecniche, al regolamento (UE) 910/2014, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014 in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche (anche conosciuto come Regolamento e-IDAS). Quest’ultimo ha lo scopo di realizzare l’interoperabilità giuridica e tecnica fra i Paesi dell’Unione europea degli strumenti elettronici di identificazione, autenticazione e firma. Queste le principali novità a seguito dell’emanazione della normativa di attuazione.

1. Quadro di interoperabilità

Il regolamento e-IDAS prevede l’istituzione di un quadro unitario che permetta l’interoperabilità dei regimi nazionali di identificazione elettronica notificati alla Commissione. Ai fini della concreta attuazione del quadro di interoperabilità, il regolamento di esecuzione (UE) 2015/1501 ne stabilisce i requisiti tecnici e operativi. In particolare il regolamento si focalizza sull’importanza dei “nodi”, cioè punti di connessione collegati fra loro, facenti parte dell’architettura informatica di identificazione degli Stati membri. Essi intervengono nei processi di autenticazione transfrontaliera delle persone e sono in grado di scambiare informazioni tra loro. In questo modo, l’infrastruttura di identificazione elettronica nazionale di uno Stato membro può comunicare ed essere connessa alle infrastrutture di identificazione elettronica nazionale di altri Stati membri.

Trattandosi tuttavia di strumenti che trasmettono e ricevono dati personali, saranno applicabili le norme in materia di protezione dei dati personali di cui alla direttiva 95/46/CE. Nel caso di specie, i dati personali trasmessi tra i nodi vengono conservati al solo fine di ricostruire, nel caso di incidente, la sequenza dello scambio di messaggi al fine di stabilire il luogo e la natura dell’incidente.

2. Livelli di garanzia dei mezzi di identificazione

Il regolamento e-IDAS prevede che il regime di identificazione personale di uno Stato membro debba essere notificato alla Commissione specificando i livelli di garanzia (basso, significativo ed elevato) per i mezzi di identificazione rilasciati. Il regolamento (UE) 2015/1502 è stato adottato allo scopo di assicurare che nei vari Stati membri ci sia un’interpretazione uniforme dei livelli di garanzia permettendo di inquadrare i livelli di garanzia secondo criteri e procedure comuni.

3. Elenchi di fiducia

Ai sensi dell’art. 22 del regolamento e-IDAS, tutti gli Stati devono istituire e mantenere degli elenchi di fiducia, che includano le informazioni relative ai prestatori di servizi fiduciari e ai servizi fiduciari da questi erogati. Gli elenchi di fiducia sono un elemento essenziale per instaurare la fiducia tra gli operatori di mercato in quanto permettono di distinguere, in maniera chiara, i prestatori qualificati da quelli che non lo sono. Essenziale è dunque la decisione (UE) 2015/1505, con la quale la Commissione fornisce le specifiche tecniche che permettano la creazione e successiva notificazione, alla Commissione stessa, di detti elenchi.

4. Formati riconoscibili di firma elettronica e sigillo elettronico

Il regolamento e-IDAS prevede che gli Stati membri, che richiedono una firma elettronica avanzata o un sigillo elettronico avanzato per usufruire di un proprio servizio pubblico online, debbano riconoscere le firme e i sigilli aventi formati specifici o formati alternativi convalidati conformemente a specifici metodi di riferimento. Al fine di individuare in maniera omogenea i formati riconoscibili dagli Stati, soprattutto in luce del principio del riconoscimento reciproco, è stata emanata la decisione (UE) 2015/1506. Nel caso la firma o il sigillo abbiano un formato diverso da quelli specificamente elencati in decisione, lo Stato membro è comunque tenuto a riconoscerli, a condizione che sia prevista una procedura di convalida che permetta allo Stato membro di confermare la validità della firma o del sigillo emesso in un altro Stato membro.

posted by Avv. Matilde Ratti on ottobre 13, 2015

identità digitale

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Di seguito si riassume la normativa sullo SPID.

Cos’è SPID?

Il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale (SPID) è un insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento, gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione di credenziali di identità digitale per cittadini e imprese.

A cosa serve?

L’istituzione di questo sistema è diretta a favorire la diffusione di servizi in rete e ad agevolare l’accesso ai servizi da parte degli utenti. Lo SPID è quindi il nuovo sistema che permette a cittadini e imprese di accedere ai servizi on line di pubblica amministrazione e privati.

Quando diventerà attivo SPID?

Mentre le pubbliche amministrazioni saranno obbligate a consentire l’accesso in rete ai propri servizi mediante l’identificazione SPID (entro 24 mesi dall’accreditamento del primo gestore), per imprese e altri soggetti privati fornitori di servizi l’adesione al sistema sarà solo facoltativa.

Cos’è un’“identità digitale”?

Secondo l’art. 1, comma 1, lett. o) del d.p.c.m. 24 ottobre 2014, l’identità digitale SPID è “la rappresentazione informatica della corrispondenza biunivoca tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale secondo le modalità di cui al presente decreto e dei suoi regolamenti attuativi”.

Chi può fornire un’“identità digitale” SPID?

Cittadini e imprese possono domandare il rilascio dell’identità digitale ad un gestore dell’identità digitale accreditato presso l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Come si ottiene l’identità digitale SPID?

Il rilascio dell’identità digitale segue quattro fasi distinte: la presentazione della richiesta di adesione, l’identificazione del soggetto richiedente, la verifica dell’identità dichiarata e infine la creazione dell’identità digitale con la consegna, al titolare, delle credenziali necessarie per le operazioni di autenticazione.

Quanto è sicuro SPID?

Esistono tre livelli d’identità SPID, ciascuno dei quali determina il livello di sicurezza dei servizi on line ai quali è possibile accedere. Cittadini e imprese sono liberi di scegliere il gestore di identità che preferiscono, nonché di fare richiesta per più di una identità SPID.

Chi può diventare gestore di identità digitale?

I soggetti pubblici o privati che desiderino diventare gestori di identità digitali possono, dal 15 settembre 2015, fare richiesta di accreditamento presso l’Agenzia per l’Italia Digitale. Quest’ultima, a seguito della verifica di determinati requisiti di affidabilità e idoneità organizzativa, tecnologica e finanziaria, accrediterà o meno i soggetti iscrivendoli in un Registro SPID.

Avv. Matilde Ratti

Maria Chiara Meneghetti

posted by admin on ottobre 12, 2015

identità digitale

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Vi presentiamo un recente videointervento della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro in merito all’identità digitale e al Regolamento eIDAS.


29 giugno 2015 - Corriere imprese

“Bandiera rosa sull’Emilia. Sempre più donne nelle stanze del potere, fra aziende e pubbliche amministrazioni. Dal ministro Guidi alla Primori, donna manager dell’anno. La CNA: le imprese femminili hanno resistito meglio di altre alla crisi. Il caso di Giusella Finocchiaro, la docente chiamata dall’Onu a scrivere il protocollo sull’identità digitale. Salirà al vertice di Carimonte.”

Questo il titolo della prima pagina del numero del 29 giugno 2015 di Corriere Imprese, il nuovo supplemento del lunedì del Corriere dedicato al mondo dell’economia dell’Emilia-Romagna. Il settimanale ha pubblicato un articolo sul percorso professionale di Giusella Finocchiaro, che contiene una piccola intervista alla Professoressa sul tema dell’identità digitale e sul lavoro del Working Group sul commercio elettronico dell’Uncitral.

Proponiamo qui l’articolo in forma di screenshot fotografico (click per ingrandire):

29 giugno 2015 - Corriere Imprese

Identità digitale unica globaleIl 14 giugno 2015 su Nòva 24, l’inserto del Sole 24 Ore dedicato alla cultura è stato pubblicato un articolo di Giusella Finocchiaro e Giulia Giapponesi che fa il punto sul convegno dell’UNCITRAL del 10 giugno dedicato al tema dell’identità digitale. Lo riproponiamo qui:

La fiducia è parte integrante del contratto che ogni acquirente stipula con un venditore. Fin dalla notte dei tempi, ogni scambio commerciale porta con sé una componente di incertezza per il timore che il valore investito nella transazione vada in qualche modo perduto. Da sempre nel diritto si è cercato di minimizzare questa incertezza, e il risultato è che oggi possiamo vendere e acquistare beni e servizi con ragionevole sicurezza.

Tuttavia, il sistema fiduciario che abbiamo creato è stato nuovamente messo alla prova con le transazioni virtuali. L’incertezza si è nuovamente affacciata sui nostri scambi commerciali. Lo sa bene chiunque abbia utilizzato un portale di compravendita da utente a utente, o una prenotazione per un soggiorno in luogo sconosciuto: il momento del pagamento porta con sé l’ombra di un’inquietudine, dovuta soprattutto alla mancanza di una prova certa dell’effettiva identità del nostro partner commerciale.

Se il problema dell’identificazione online si riscontra già nelle piccole transazioni di e-commerce, la portata del problema si comprende pienamente se si pensa allo sviluppo di alcuni servizi, come quelli erogati dalla pubblica Amministrazione o i servizi bancari, per cui l’accertamento dell’identità diventa imprescindibile.

In Europa questo problema è stato risolto con il Regolamento europeo in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno. Un’unica legge per i 28 Stati membri, che ha realizzato l’interoperabilità giuridica e tecnica fra i Paesi dell’Unione europea degli strumenti elettronici di identificazione, autenticazione e firma (in inglese, electronic identification, authentication, signature, da cui l’acronimo eIDAS usato per indicare il Regolamento).

Tuttavia, su scala globale la situazione è ancora non regolamentata e non esistono sistemi di identificazioni condivisi.

Le previsioni finanziarie di un recente studio della compagnia eMarketer indicano che, per quanto riguarda la vendita al dettaglio di prodotti e servizi, entro il 2018 l’e-commerce raggiungerà l’8.8% delle vendite globali con un fatturato di $2.500 miliardi di dollari. Paesi leader del mercato globale: Cina e USA.

Per permettere uno sviluppo armonioso di questo mercato, il problema dell’identificazione diventa cruciale e la sua soluzione prioritaria. Ma come si può trasformare un sentimento, come la fiducia, in una realtà tecnico-legale?

La creazione di un sistema unificato per l’identificazione nelle transazioni di e-commerce internazionali è il nuovo compito della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL).

In quest’ottica, il 10 giugno scorso all’Università di Bologna, l’UNCITRAL ha incontrato esperti accademici e rappresentanti di colossi del web, come Google e AliBaba. Obbiettivo comune: mettere a fuoco le basi su cui avviare un processo condiviso per fissare le regole mondiali dell’identificazione online.

Sebbene tutti i paesi si stiano dotando di sistemi di identità digitale -da noi l’Agenda Digitale del Governo Italiano prevede l’introduzione di “SPID” che entro il 2017 dovrebbe dotare di un’identità digitale 10 milioni di cittadini – i partecipanti all’incontro hanno sottolineato che l’obiettivo deve essere un sistema unico globale e non un’armonizzazione dei sistemi esistenti. In quest’ottica il lavoro dell’UNCITRAL dovrebbe concentrarsi sulla definizione di una “model law” che definisca i requisiti minimi di base per l’autenticazione, un minimo comun denominatore che sia compatibile con i quadri legislativi nazionali. Inoltre, l’identificazione digitale su scala globale dovrà tenere conto delle nuove necessità emerse dal web, come l’acquisto e la cessione di proprietà e diritti di natura completamente digitale, come caselle e-mail, siti web, oggetti virtuali, diritti d’autore, ecc.

Il responsabile della Public Policy e Government Relations di Google Italia, Andrea Stazi, ha sottolineato la necessità di prevedere la difficoltà di gestione dell’identità digitale in relazione alla tutela della privacy. Ala Musi, China Electronic Commerce Association Policy & Law Committee Deputy Director di AliBaba, ha invece rimarcato l’importanza di definire I limiti della responsabilità legale delle piattaforma di e-commerce che operano in tutto il mondo.

Un fatto è emerso con chiarezza: nell’attesa di regole comuni sull’identificazione, sempre più attori del commercio online cono costretti a dotarsi di sistemi di identificazione auto-gestiti. Stiamo assistendo ad una vera e propria proliferazione di credenziali e modalità di accesso che risulta difficile da gestire per gli utenti e non offre garanzie di tutela.
Il nuovo compito dell’UNCITRAL è quindi non solo urgente, ma fondamentale per assicurare uno sviluppo armonico e sicuro del mercato globale online.

Il 10 giugno all’Università di Bologna, alcuni rappresentanti della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL) hanno incontrato esperti accademici e portavoce di corporation del web, come Google e AliBaba. Obbiettivo comune: mettere a fuoco le basi su cui avviare un processo condiviso per fissare le regole mondiali dell’identificazione online.

Nell’introduzione, Giusella Finocchiaro, ospite dell’evento in qualità di professore ordinario dell’Università di Bologna e Presidente del Gruppo sul commercio elettronico dell’Uncitral, ha sottolineato come l’aspetto dell’identità che è necessario regolare sia prima di tutto quello “oggettivo”, ovvero quello che la legge deve tutelare per permettere il riconoscimento formale degli individui. Per un approfondimento sulla differenza fra identità soggettiva ed oggettiva si rimanda alla sua presentazione, disponibile QUI.

In Europa il problema dell’identificazione online è stato risolto con il Regolamento europeo in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno. Un’unica legge per i 28 Stati membri, che ha realizzato l’interoperabilità giuridica e tecnica fra i Paesi dell’Unione europea degli strumenti elettronici di identificazione, autenticazione e firma (eIDAS). Andrea Servida, di DG CONNECT, Commissione Europea, Capo dell’eIDAS Task Force, ne ha illustrato i principi di funzionamento nel suo intervento. È possibile effettuare il download della sua presentazione QUI.

Eric A. Caprioli , Avvocato alla Corte di Parigi e membro della delegazione francese al Gruppo di lavoro sul commercio elettronico dell’Uncitral, ha sottolineato che l’obiettivo deve essere un sistema unico globale e non un’armonizzazione dei sistemi esistenti. In quest’ottica, il lavoro del Gruppo dovrebbe concentrarsi sulla definizione di una “model law” che definisca i requisiti minimi di base per l’autenticazione, un minimo comun denominatore che sia compatibile con i quadri legislativi nazionali. Il suo intervento è riassunto nella presentazione scaricabile QUI.

Come ha ricordato Hong Xue, Professore ordinario di legge  alla Università Normale di Pechino, direttrice del BNU Institute for Internet Policy & Law (IIPL), l’identificazione digitale su scala globale dovrà tenere conto delle nuove necessità emerse dal web, come l’acquisto e la cessione di proprietà e diritti di natura completamente digitale, come caselle e-mail, siti web, oggetti virtuali, diritti d’autore, ecc. Il suo intervento ha approfondito questo aspetto con QUESTA presentazione.

Il responsabile della Public Policy e Government Relations di Google Italia, Andrea Stazi, ha sottolineato la necessità di prevedere la difficoltà di gestione dell’identità digitale in relazione alla tutela della privacy. Ala Musi, China Electronic Commerce Association Policy & Law Committee Deputy Director di AliBaba, ha invece rimarcato l’importanza di definire I limiti della responsabilità legale delle piattaforma di e-commerce che operano in tutto il mondo. QUI è possibile scaricare la sua presentazione.

Il Segretario del Gruppo di lavoro sul commercio elettronico dell’Uncitral, Luca Castellani ha chiuso la conferenza con le considerazioni conclusive.

L’incontro bolognese ha segnato l’inizio di una riflessione condivisa da esperti internazionali sul tema della regolamentazione dell’identità digitale su scala globale . Il compito di individuare le linee guida per un sistema unico è ora affidato al Gruppo di lavoro dell’Uncitral.

posted by admin on giugno 8, 2015

Miscellanee

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Come si accerta l’identità di una persona su Internet? Questa domanda è il vero interrogativo per la nuova fase della digitalizzazione che riguarda tutti i servizi che richiedono l’accertamento dell’identità: per esempio, aprire un conto corrente bancario, inviare un’istanza alla pubblica amministrazione, partecipare ad una gara d’appalto on line.

L’identificazione digitale è un tema di importanza cruciale per il Gruppo di lavoro dell’Uncitral, che opera per definire regole internazionali comuni sul Commercio Elettronico.

Il 10 giugno 2015 a Palazzo Malvezzi, sede della Scuola di giurisprudenza dell’Università di Bologna si terrà un incontro di esperti per definire le problematiche relative all’identità digitale nell’ambito del commercio elettronico. Tra i partecipanti all’incontro i rappresentanti di Google, di AliBaba (la più grande corporation di e-commerce cinese) e dell’ABA (American Bar Association,) l’associazione degli avvocati statunitensi.

Il convegno riunisce rappresentanti del mondo economico, istituzionale e accademico per individuare le questioni ancora aperte sull’identificazione online che dovranno essere affrontate dalle future sessioni di lavoro della Commissione delle Nazioni Unite.

L’incontro nasce su iniziativa della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, Presidente del Gruppo di lavoro sul commercio elettronico dell’UNCITRAL (United Nations Commission on International Trade Law) e rappresentante del Governo italiano in tale sede.

Il lavori saranno aperti con i saluti di Ivano Dionigi, Magnifico Rettore dell’Università di Bologna e da un’introduzione di Giusella Finocchiaro, Professore Ordinario di Diritto dell’Università di Bologna, Presidente del Commissione sul commercio elettronico dell’UNCITRAL e rappresentante del Governo italiano in tale sede.

Il convegno si articolerà in tre sezioni.

Nella prima sezione sarà trattato il tema dell’identità digitale secondo la prospettiva europea. Seguirà una riflessione sullo stesso tema dal punto di vista internazionale. Infine, dal punto di vista delle imprese saranno sviluppate riflessioni sulle questioni ancora aperte in materia di commercio elettronico. Il Segretario del Working Group IV (Electronic Commerce) dell’Uncitral, Luca Castellani chiuderà la conferenza con le considerazioni conclusive.

Il convegno, aperto al pubblico, occuperà la mattinata, mentre il pomeriggio sarà riservato ad una sessione operativa a porte chiuse, utile a definire i punti salienti dell’incontro.

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Programma e lista partecipanti

  • Registrazione
    8.30
  • Saluti
    9.00-9.30
    Ivano Dionigi - Rector of the University of Bologna
    Giovanni Berti Arnoaldi Veli – President of the Bologna Bar Association
    Nicoletta Sarti – President of the Bologna University Law School
    Giovanni Luchetti - Director of the Bologna University Department of Legal Studies
    Massimo Franzoni – Director of the Specialization School for Legal Professions of Bologna
  • Introduzione
    9.30-10.00
    Giusella Finocchiaro – Full Professor of Private Law and Internet Law at the University of Bologna, Chair of the UNCITRAL Working Group on Electronic Commerce
  • The Digital Identity: the European Prospective
    10.00-11.00
    Relatori:
    Eric A. Caprioli – Avocat à la Cour de Paris – Ph.D, Member of the French delegation at the UNCITRAL Working Group on Electronic Commerce
    Andrea Servida – Head of Task Force Legislation Team (eIDAS), European Commission
    Moderatore:
    Didier Gobert - Head of the Electronic commerce service, Public Federal Service Economy and trainer in ICT law – Belgium
  • The Digital Identity: the Global Prospectiveh
    11.00-12.00
    Relatori:
    Thomas J. Smedinghoff – Of Counsel in the Privacy & Cybersecurity Practice Group in the Chicago office of Locke Lord LLP; Chair of the Identity Management Legal Task Force of the American Bar Association
    Hong Xue – Full Professor of Law at Beijing Normal University (BNU), Director of BNU Institute for Internet Policy & Law (IIPL) and Co-Director of UNCITRAL-BNU Joint Certificate Program on International E-Commerce Law (JCP)
    Moderatore:
    Francesco Delfini – Full Professor of Private Law at the University of Milan
  • Open Issues on Electronic Commerce
    12.00 -13.00
    Relatori:
    Andrea Stazi – Public Policy and Government Relations Manager at Google
    Ala Musi – China Electronic Commerce Association Policy & Law Committee Deputy Director, Alibaba
    Moderatore:
    Alberto M. Gambino – President of the Italian Academy of the Internet Code (IAIC), Full Professor of Private Law at the European University of Rome
  • Conclusioni
    13.00 -13.30
    Luca Castellani – Secretary of the Working Group IV (Electronic Commerce) UNCITRAL

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INFORMAZIONI
Il convegno si terrà il 10 giugno 2015 presso la Sala delle Armi di Palazzo Malvezzi, Via Zamboni 22, dalle 9 alle 13.
I posti sono limitati, per ottenere i crediti formativi è necessario ricevere la conferma di registrazione presso il sito www.fondazioneforensebolognese.it.
La conferenza è riconosciuta dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna con 4 crediti in diritto civile.
La conferenza si inserisce nell’ambito del Progetto Scientifico PRIN 2011: “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di abbattimento delle barriere economiche, sociali e culturali”.

Il programma del convegno è disponibile QUI.

posted by admin on dicembre 10, 2014

PA telematica

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silhouettePubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2014 che definisce le caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché i tempi e le modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese.

Il sistema SPID (istituito ai sensi dell’art. 64 del CAD, modificato dall’art. 17-ter del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98) consente agli utenti di avvalersi di gestori dell’identità digitale e di gestori di attributi qualificati, per consentire ai fornitori di servizi l’immediata verifica della propria identità e di eventuali attributi qualificati che li riguardano.

Uno strumento fondamentale: il riconoscimento dell’identità digitale di cittadini e imprese è considerato il primo passo necessario per l’intero impianto di e-governance del Paese.

Il sistema è costituito come insieme aperto di soggetti pubblici e privati che, previo accreditamento da parte dell’Agenzia per l’Italia digitale, gestiscono i servizi di registrazione e di messa a disposizione delle credenziali e degli strumenti di accesso per conto delle pubbliche amministrazioni,

Con l’istituzione del sistema SPID, le pubbliche amministrazioni dovrebbero poter consentire agli utenti l’accesso in rete ai propri servizi mediante la carta d’identità elettronica, la carta nazionale dei servizi o mediante strumenti gestiti dal sistema stesso.

Il decreto stabilisce gli attributi, le modalità di rilascio e di gestione delle identità digitali, i livelli di sicurezza, le sanzioni per usi illeciti, gli accreditamenti e gli obblighi dei gestori di identità digitali e le adesioni e gli obblighi dei fornitori di servizi, sia pubblici che privati.

A questo punto, perché entri in funzione il sistema SPID è necessario che, dopo aver consultato l’Autorità Garante per la Protezione dei dati, l’Agenzia per l’Italia digitale definisca le regole tecniche e le modalità attuative e che pubblichi il regolamento relativo alle modalità di accreditamento dei soggetti SPID e quello relativo alle procedure necessarie a consentire ai gestori dell’identità digitale, tramite l’utilizzo di altri sistemi di identificazione informatica conformi ai requisiti dello SPID, il rilascio dell’identità digitale.

posted by admin on novembre 19, 2014

Eventi

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La Facoltà di Scienze Giuridiche e Sociali dell’Universidad Rey Juan Carlos (URJC) di Madrid ospiterà il 20 e il 21 novembre 2014 il congresso internazionale “Nuevas Orientaciones del Derecho Civil en Europa”.

L’evento è organizzato dalla Fundación Cultural del Notariado y el Centro de Estudios de Derecho de la Persona y del Patrimonio della Universidad Rey Juan Carlos ed è diretto da Palmira Delgado, decano del Colegio Notarial de Castilla La Mancha y Monserrat Pereña, professore ordinario di Diritto Civilel presso la URJC.

Le due giornate saranno suddivise in tre conferenze (due inaugurali ed una di chiusura) e cinque sessioni (parte generale, Diritto della persona, Deritto di beni e Contratti, Diritto di Famiglia e Diritto di successione). I 30 relatori dell’evento sono professori universitari, notai e giuristi sia spagnoli che internazionali. Le relazioni verteranno su temi di attualità differenti ma in relazione allo spazio giuridico comune dell’Unione Europea, come il tema della giurisdizione volontaria, l’identità digitale, le clausole dei contratti, ecc.

La Prof. Avv. Giusella Finocchiaro sarà tra i relatori della prima giornata, nella sessione “diritti della persona”, con un intervento dedicato all’identità digitale.

Per un approfondimento sul nuovo Regolamento UE sull’identità digitale rimandiamo all’articolo di Giusella Finocchiaro apparso su Agenda Digitale il 5 giugno 2014.

Per maggiori informazioni il programma dell’evento è disponibile QUI.