Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

posted by admin on maggio 30, 2011

PA telematica

(No comments)

obamasignIl 26 maggio 2011 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato “a distanza” un disegno di legge che prevedeva la proroga di tre disposizioni del cosiddetto Patriot Act. La notizia, ripresa dai giornali di tutto il mondo, è stata accolta con una certa perplessità. Pare che sia la prima volta che un presidente degli Stati Uniti firma un documento da convertire in legge non di proprio pugno.

Un portavoce della Casa Bianca ha spiegato che Obama, impegnato a Parigi nelle riunioni dell’ultima sessione del G8, avrebbe dato disposizioni telefoniche affinché la sua firma venisse apposta in calce al disegno di legge attraverso l’autopen, uno strumento meccanico in grado di riprodurre fedelmente una data firma autografa.

Lungi dall’essere l’ultimo ritrovato della tecnologia, l’autopen è stata brevettata nel 1803 e da oltre due secoli è usata da politici, manager e star dello spettacolo per apporre grandi quantità di firme automatizzate in calce a lettere, foto e materiale promozionale. Lo staff della Casa Bianca è solito utilizzare questo strumento per apporre la firma di Obama sull’oltre un milione di biglietti augurali natalizi inviati ogni anno.

L’utilizzo di un simile strumento per apporre la firma presidenziale su una legge del governo degli Stati Uniti ha quindi suscitato alcune polemiche. Un rappresentante repubblicano dello stato della Georgia ha scritto una lettera ad Obama chiedendo quali fossero le basi legali della sua iniziativa, dal momento che l’art. 1, sec. 7 della Costituzione americana prescrive che un disegno di legge debba “essere presentato al presidente degli Stati Uniti; se approva deve firmarlo.

Alcuni portavoci della Casa Bianca hanno ribadito che la decisione di usare l’autopen si è basata su un memorandum del 2005 dell’Ufficio di Consulenza Legale del Dipartimento di Giustizia secondo il quale “il presidente non ha bisogno di eseguire personalmente l’atto fisico di apporre la sua firma per firmare un disegno di legge”.

Molti commentatori critici si sono invece chiesti se autorizzare una simile procedura non equivalga ad autorizzare una delega della firma presidenziale a terze parti, siano esse macchine o esseri umani.

La maggiore perplessità riguarda tuttavia la possibilità che l’iniziativa di Obama segni l’inizio di una nuova consuetudine presidenziale, che potrebbe portare a vulnerabilità nella sicurezza nazionale.

Sono state pubblicate le “Linee guida in tema di trattamento di dati per lo svolgimento di indagini di customer satisfaction in ambito sanitario”.

Sempre più spesso, infatti, gli organismi sanitari pubblici e privati effettuano indagini sulla qualità dei servizi offerti e sul grado di soddisfazione degli utenti: tale attività implica il trattamento dei dati personali degli assistiti, che deve ispirarsi alle regole dettate dal Garante.

In sintesi, gli aspetti principali.

È previsto che l’utilizzo dei dati personali e, soprattutto, identificativi degli utenti sia ridotto al minimo e solo se necessario a realizzare l’obiettivo dell’indagine.

In ogni caso, è vietato l’utilizzo di informazioni idonee a rivelare la vita sessuale degli intervistati, ed è negata la possibilità di un impiego dei dati raccolti per fini diversi, ad esempio per la profilazione degli utenti.

Mentre le strutture pubbliche possono effettuare le indagini prescindendo dal consenso degli interessati, per le strutture private permane l’obbligo di acquisirlo. Gli organismi sanitari, tanto pubblici quanto privati, sono comunque tenuti a fornire un’idonea informativa agli interessati (il Garante ha reso pubblico un modello di informativa allegato alle linee guida), anche in forma verbale, impartendo opportune istruzioni al personale incaricato, soprattutto nel caso di indagini effettuate per via telefonica.

posted by admin on maggio 25, 2011

Eventi

(No comments)

Le diverse tipologie di contratto informatico sono ormai uno strumento quotidiano per quanti gestiscono la propria attività attraverso il web. Dal copyright alla tutela dei dati personali, dalle licenze hardware e software alla sottoscrizione di account per social network, i contratti che è possibile stipulare online presentano oggi differenti livelli di responsabilità e opportunità.

Il seminario sui contratti informatici organizzato dalla società ITA del gruppo Soi offre l’occasione di approfondire gli aspetti delle principali tipologie di contratti informatici attraverso una dettagliata analisi di tutte le componenti e delle diverse fasi, dalla stipula alla conservazione.

Il seminario si terrà il 26 e il 27 Maggio presso l’hotel Michelangelo di Milano. Nella giornata del 27 la Prof.Avv. Giusella Finocchiaro analizzerà da un punto di vista giuridico i contratti conclusi con strumenti informatici e la trasmissione e conservazione informatiche dei contratti.

All’evento parteciperanno i rappresentanti di alcune tra le più importanti imprese italiane: Arnoldo Mondadori editore, Banca d’Italia, Intesa San Paolo e Unicredit.

Per iscrizioni e informazioni, è possibile scaricare il programma cliccando QUI.

Il 25 e il 26 Maggio 2005 presso la Biblioteca Nazionale Spagnola di Madrid si terrà il terzo incontro degli esperti afferenti al progetto “Accountability III – The Madrid Project” terza fase del progetto “Accountability- Based Privacy Governance” sviluppato da The Centre for Information Policy Leadership.

Il progetto coinvolge 60 partecipanti internazionali, tra i quali la Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, che collaborano per individuare e stabilire quali debbano essere gli elementi essenziali richiesti alle aziende per dimostrare l’affidabilità del proprio processo di trattamento delle informazioni.

La sessione plenaria che si terrà a Madrid esplorerà, in particolare, i benefici derivati della convalida dell’accountability aziendale e l’articolazione dei punti principali che dovranno essere comprovati nel processo di convalida (validation), un passaggio fondamentale per dimostrare ai regolatori e al pubblico l’affidabilità di un sistema progettato per la protezione dei dati personali.

posted by admin on maggio 24, 2011

Web 2.0

(No comments)

imagesSta aumentando la portata delle proteste contro la decisione di Sky Italia di escludere dal suo pacchetto satellitare Current TV, il canale-sito web fondato da Al Gore nel 2005, noto per ospitare contenuti-video d’informazione alternativa creati dai telespettatori.

La campagna di reclamo è stata lanciata sul sito di Current attraverso una pagina che esorta tutti i sostenitori ad inviare una mail all’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge per chiedere la revoca della decisione di chiudere il canale. Nel giro di qualche giorno la protesta si è diffusa su Facebook, Twitter e su molti magazine online e cartacei, coinvolgendo un numero crescente di persone preoccupate per la motivazione ideologica che potrebbe sottendere alla decisione di Sky.

Secondo i vertici di Current TV, infatti, il mancato rinnovo del contratto è da imputare a motivazioni di carattere politico. La missione di Current sarebbe in opposizione all’agenda ideologica della News Corporation, la multinazionale proprietaria di Sky, che prevede la ricerca di potere politico in tutte le nazioni in cui opera. Questo quanto sostenuto da Al Gore in una recente intervista al The Guardian, nella quale l’ex candidato alle presidenziali USA ha acccusato Rupert Murdoch, proprietario della News Corp, di aver abusato del suo potere. Secondo Gore la motivazione dietro la decisione di chiudere Current TV va individuata nel recente ingaggio di Keith Olbermann, un giornalista americano che ha sempre aspramente criticato l’operato della News Corp, chiamato a condurre un nuovo programma del canale.

Più specificatamente sul caso italiano, Gore ha sostenuto che la posizione di Current TV spesso critica nei confronti del governo e del premier Berlusconi (Current ha trasmesso il discusso documentario “Citizen Berlusconi” sull’accentramento del potere mediatico in Italia) si scontrerebbe con i piani di Murdoch, determinato ad ingraziarsi i favori del governo nella trattativa sugli spazi del digitale terrestre.

Queste tesi sono state portate dall’ex candidato alle presidenziali USA anche sugli schermi italiani, in una puntata della trasmissione “Annozero“, condotta da Michele Santoro. Il noto conduttore l’anno scorso era stato a sua volta ospitato su Current TV in occasione di “Rai per una notte”, l’evento di protesta contro la sospensione dalla Rai di “Annozero”. Secondo i dirigenti di Current la collaborazione con Santoro, nemico del premier italiano, aggiunge un ulteriore tassello alla tesi della chiusura di Current come “omaggio” a Silvio Berlusconi.

In risposta alle accuse, Sky ha dichiarato che le uniche motivazioni dietro alla decisione sono di carattere economico. La piattaforma satellitare ha reso noto che il contratto stipulato con Current nel 2008, quando è stata inserita nel pacchetto Sky, prevedeva un rinnovo automatico qualora il canale avesse raggiunto l’obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, un obiettivo mai raggiunto. La decisione, dunque, sarebbe stata presa in considerazione del fatto che oltre al mancato raggiungimento della quota, nel primo trimestre del 2011 Current Tv ha avuto un calo di share del 20% rispetto al 2010.

Secondo Current tuttavia gli ascolti sono in aumento. Il dato del 2010 sarebbe infatti stato falsato proprio da “Rai per una notte”. La portata dell’evento mediatico avrebbe portato uno picco di ascolti anomalo per Current,  falsando così il dato aggregato degli ascolti del primo trimestre 2010, rispetto al quale si registra una diminuzione nel 2011. Se si esclude l’anomalia, però, i dati di share sarebbero in aumento.

Ad ogni modo, in seguito alle prime proteste pare che Sky abbia fatto una proposta di rinnovo a Current, ma che questa non sia stata accolta. La piattaforma satellitare avrebbe infatti proposto al canale un compenso del 70% in meno rispetto al contratto precedente. Sky tuttavia sostiene che Current avrebbe chiesto invece il doppio rispetto all’accordo stipulato tre anni prima.

La diatriba tra Current e Sky sembra per ora essersi trasformata in una guerra di dati – misurati con parametri diversi – e proposte economiche non del tutto trasparenti. I commentatori della rete si dividono fra quanti credono alle motivazioni ideologiche e quanti trovano fantasiosa la tesi di un alleanza fra i due rivali Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi. Il caso, sollevato da Current TV, ha nuovamente rivolto l’attenzione internazionale verso la situazione mediatica italiana.

posted by admin on maggio 23, 2011

Eventi

(No comments)

sangiovanniLa grande diffusione dei social network in tutto il mondo ha modificato il rapporto fra aziende e clienti. Quali sono le opportunità e i problemi che questi mutamenti comportano per il mercato? Quali strumenti informatici e manageriali servono alle nuove generazioni di imprenditori ?

Queste alcune delle domande che animeranno il seminario multidisciplinare “Social Network – Università e Imprese” che si terrà a Bologna, nel complesso di San Giovanni in Monte, martedì 24 maggio alle 9.

Il seminario, organizzato dal corso di laurea di Informatica per il Management e dalla laurea magistrale Scienze di Internet, è volto ad analizzare le implicazioni tecnologiche, giuridiche e manageriali dello sviluppo sui social media da parte delle aziende.

In particolare l’aspetto giuridico sarà approfondito durante l’intervento delle 11.15 su “Diritto e social network”. L’intervento, presentato dalla Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, sarà tenuto dall’Avv. Annarita Ricci che analizzerà “La reputazione digitale quale nuovo bene giuridico”.

A seguito degli interventi della mattinata sarà istituita una tavola rotonda e una serie di incontri tra i rappresentanti delle imprese e i laureandi.

La partecipazione è gratuita. Per informazioni cliccare QUI.

home_facebookRisale alla scorsa settimana la notizia dell’ultimo colpo di Facebook contro uno dei suoi principali competitor di Silicon Valley, il colosso Google.

Pare che il più famoso social network abbia assoldato una nota agenzia di pubbliche relazioni, la Burson-Marsteller, per diffondere sulla stampa notizie su presunte violazioni della privacy di Google. Negli ultimi mesi infatti molte agenzie di stampa americane hanno ricevuto da parte della Burson-Marsteller pressioni per la pubblicazione di articoli anti-Google che denunciassero la gestione della privacy di Social Circle, una nuova funzione di Gmail che  includerebbe tra i risultati delle ricerche contenuti provenienti da Facebook e Twitter.

Il quotidano The Daily Beast ha quindi compiuto una piccola indagine ed ha scoperto che l’agenzia di pubbliche relazione era stata reclutata segretamente da Facebook per sensibilizzare la pubblica opinione su quello che il social network ritiene essere uno sfruttamento illecito delli propri contenuti.

Interpellato a riguardo, un portavoce di Facebook ha confermato il ruolo dell’azienda nella vicenda, precisando che l’intento della campagna non era solo quello di difendere gli interessi aziendali, ma anche portare alla luce le preoccupanti attività di Google dal punto di vista della privacy degli utenti.

A questo riguardo tuttavia c’è chi ha espresso perplessità, infatti, se la strategia anti-Google portasse ad un intervento più severo del legislatore in tema di privacy, anche Facebook potrebbe risentirne.

Il cosiddetto “Decreto Sviluppo”, d.l. n. 70/2011 recante “Prime disposizioni urgenti per l’economia”, analizzato nel post precedente, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 13 maggio 2011.

Il decreto legge recante “Prime disposizioni urgenti per l’economia”, c.d. “decreto sviluppo”, esaminato dal Consiglio dei ministri il 5 maggio scorso e ancora suscettibile di modificazioni, che molto ha fatto discutere per le disposizioni concernenti le concessioni sulle spiagge, contiene anche alcune rilevanti modifiche al Codice per la protezione dei dati personali.

Di seguito, una breve sintesi delle principali.


Dati di persone giuridiche, enti o associazioni

Nel nuovo art. 3-bis si prevederebbe (il condizionale è d’obbligo) che il trattamento dei dati personali di persone giuridiche, enti o associazioni nell’ambito di comunicazioni fra questi soggetti e per finalità amministrativo-contabili, non sia più soggetto all’applicazione del Codice. Non verrebbe, dunque, sottratto all’ambito di applicazione del Codice qualunque dato concernente persone giuridiche, pubbliche o private, ma solo i dati:

1) concernenti persone giuridiche, enti, pubblici o privati, associazioni

2) trattati per comunicazioni fra questi soggetti

3) per finalità amministrativo-contabili.

Quindi, per esempio, i dati relativi alla fatturazione comunicati fra imprese per finalità amministrative.

Si tenga presente che la direttiva europea 46/95/CE si applica solo ai dati relativi a persone fisiche, e che una scelta diversa era stata effettuata dal legislatore italiano nel 1996.


Curricula di chi cerca lavoro

I curricula spontaneamente inviati da chi cerca lavoro non richiederebbero l’informativa del titolare, se non al primo contatto successivo all’invio del curriculum, anche in forma orale. Non sarebbe più necessario, in questi casi, il consenso di chi ha inviato il cv, anche se questo contenesse dati sensibili.


Consenso nei rapporti fra imprese

Non sarebbe più necessario il consenso alla comunicazione di dati fra imprese (in ambiti specificati) per finalità amministrativo – contabili.


Misure di sicurezza

I titolari che trattano come unici dati sensibili o giudiziari quelli relativi ai propri dipendenti e collaboratori, nonché ai coniugi e ai parenti di questi ultimi, non sarebbero tenuti alla compilazione del documento programmatico per la sicurezza, ma potrebbero ricorrere ad un’autocertificazione.

Il d.p.s., se i dati trattati non sono sensibili, non è dovuto neanche oggi e quindi è pleonastica la menzione che ne fa il decreto in questo caso.

L’autocertificazione, si ricorda, comporta comunque rilevanti conseguenze sul piano della responsabilità, anche penale.

Il Garante potrebbe semplificare ulteriormente in materia di sicurezza.

Sono precisate le finalità amministrativo-contabili nel nuovo art. 34-comma 1 ter.


Comunicazioni commerciali indesiderate

Come già per le comunicazioni telefoniche, il consenso non sarebbe più necessario e si estenderebbe il sistema dell’opt-out, con relativo registro delle opposizioni, anche alle comunicazioni postali.

posted by admin on maggio 13, 2011

PA telematica

1 comment

È stata resa pubblica la versione preliminare delle nuove linee guida per la realizzazione dei siti web delle pubbliche amministrazioni.

Le Linee guida 2011 recepiscono le novità introdotte dal D.lgs. n. 235/2010 (”nuovo CAD”), dalla Delibera CIVIT n. 105/2010 e dalle Linee guida del Garante della privacy in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web (deliberate il 2 marzo 2011).

L’introduzione delle nuove linee guida ha l’obbiettivo di suggerire alle amministrazioni pubbliche criteri e strumenti per la razionalizzazione dei contenuti online, la riduzione dei siti web delle pubbliche amministrazioni obsoleti e il miglioramento di quelli attivi.

Tra le novità, l’introduzione di specifiche regole per la registrazione al “.gov.it” e integrazioni in tema di accessibilità e di gestione dei contenuti tramite Content Management System.

Le nuove linee guida saranno sottoposte a consultazione pubblica tramite il sito internet del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

I riscontri e le indicazioni raccolte durante la fase di condivisione e confronto saranno utilizzati per una revisione del documento, la cui pubblicazione in versione definitiva è prevista per la fine di luglio 2011.