Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

posted by admin on settembre 28, 2015

Eventi, PA telematica, identità digitale

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Schermata 2015-09-30 alle 10.35.49Il Coordinamento Agenda Digitale Emilia-Romagna (ADER) dà l’avvio ad una fase costituente che possa anche essere stimolo e motivo di riflessione in altri contesti regionali e a livello nazionale.

Da tempo in Emilia-Romagna si parla di “diritti di cittadinanza digitale”, diritti sono stati identificati da tempo ma ad oggi non sono ancora garantiti a cittadini e imprese. Per questo motivo l’ADER ha deciso di costruire l’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna aprendo una fase costituente, un momento di riflessione sulla forza e l’impatto che oggi il digitale può avere nel trasformare sorti economiche, condizioni sociali e qualità della vita delle persone.

L’obiettivo dell’ADER è ben definito: “Il “digitale”, con il relativo incremento di domanda e offerta e la costruzione di nuovi spazi di sviluppo economico e sociale, che sono al centro delle strategie europee, è la chiave (una delle principali) per mantenere agganciata l’Italia a quell’Europa dei “migliori” a cui l’Emilia-Romagna ha sempre voluto aspirare. Tale obiettivo è però fortemente dipendente dalla capacità di attivare efficaci forme di collaborazione tra tutti i livelli istituzionali (EU, Governo, Regioni, Città Metropolitane, Comuni) e le altre componenti della società (cittadini, imprese e terzo settore).”

Il lancio di questa fase costituente si terrà a Bologna il 1° Ottobre 2015. L’appuntamento si terrà a Bologna presso la Sala 20 Maggio 2012 (viale della Fiera 8). L’iscrizione all’evento è gratuita. Per la registrazione, compilare il form QUI. L’evento sarà seguito e commentato su Twitter. L’hashtag di riferimento è #AgendaDigitaleER. Il programma è disponibile QUI.

Fra gli interessanti panel si segnala quello delle ore 11.00 “Dichiarazione dei diritti in Internet: arrivo o partenza?” coordinato da Luca De Biase, giornalista dell’innovazione ed editorialista Nòva24, Il Sole 24 Ore. Saranno presenti: Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, Giusella Finocchiaro, Professore di Diritto di Internet – Università di Bologna, Giovanna Cosenza, Presidente CoreCom Emilia-Romagna, Gabriele Falciasecca, Presidente Comitato Scientifico Agenda Digitale Emilia-Romagna, Rita Cucchiara, Professore di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni – Università di Modena e Reggio Emilia.

L’innovazione digitale è stata accompagnata in modo sempre più convinto da provvedimenti normativi che ne stimolano l’adozione. Un percorso di cambiamento attivato in modo forte dalla nostra PA. Le novità in arrivo sono analizzate nell’articolo di Giusella Finocchiaro e UmbertoZanini, commercialista, apparso su Agenda Digitale il 24 marzo 2015.

Negli ultimi anni il Paese ha raggiunto traguardi importanti in relazione all’innovazione digitale. Tra le tappe di più incisivo impatto si è assistito al crescente incremento dell’utilizzo della posta elettronica certificata (divenuta obbligatoria per professionisti, imprese ed enti pubblici), all’introduzione dell’atto pubblico informatico, all’avvio del processo civile telematico e all’avvento della fatturazione elettronica per la Pubblica Amministrazione: svolte importanti che conducono il Paese e le imprese che vi operano verso una nuova concezione di firma e di documento attraverso innovative modalità di conservazione di quest’ultimo.

Come è noto la breccia nel mondo della digitalizzazione è stata aperta dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), integrato dalle regole tecniche approvate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 22 febbraio 2013, in forza dei quali può dirsi raggiunta l’equiparazione tra documento cartaceo e documento informatico, tra firma olografa su documento cartaceo e, a seconda dei casi, firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.

E la digitalizzazione rappresenta oggi una delle linee di azione più significative per la riduzione della spesa pubblica e privata, con positive ricadute in tema di efficienza, semplificazione e salvaguardia dell’ambiente.

[Continua su Agenda Digitale.]

posted by admin on settembre 15, 2014

Eventi, Miscellanee

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logo_regione_web12900720642La cittadinanza digitale sarà l’argomento del convegno nazionale organizzato dalla Regione Emilia-Romagna sulle tematiche dell’agenda digitale il 22 settembre ore 9.30 a Bologna, presso la Sala A di viale delle Fiera, 8.

Saranno trattati i temi dell’agenda digitale regionale, nella quale hanno trovato punto di incontro i diritti di accesso (alle reti tecnologiche, all’informazione e alla conoscenza, ai servizi alla persona e alle imprese, ai dati aperti) e un focus sulle città ed i territori intelligenti, intese come luogo distribuito di integrazione tra infrastrutture e servizi per migliorare la qualità della vita.

L’evento si pone l’obiettivo di individuare un percorso che renda effettivi i “diritti di cittadinanza digitale”, attivando una riflessione su quali strumenti costituenti adottare. Nel far ciò si analizzerà il sistema tecnico attuale e si evidenzieranno gli aspetti che mancano per garantire veri e propri “diritti”.

Sul territorio regionale sono state attivate esperienze significative di Agende Digitali Locali con le quali sono state poste le basi di una cooperazione inter-istituzionale che garantisca ai cittadini livelli minimi di servizi e accesso a informazioni, competenze e conoscenze. A livello nazionale sono attive iniziative che vanno nella direzione della costruzione di piattaforme comuni al servizio delle amministrazioni locali e di conseguenza dei cittadini. L’evento sarà l’occasione per discutere di questi argomenti con rappresentanti del Governo, delle Regioni e degli EELL.

Parteciperanno tra gli altri: Graziano Delrio, Debora Serracchiani, Alfredo Peri, Stefano Quintarelli, Mario Calderini, Luca De Biase, Damien Lanfrey, Maurizio Napolitano, Giusella Finocchiaro, Rita Cucchiara, Gabriele Falciasecca, Gianluca Mazzini, Mauro Moruzzi, Paolo Bonaretti, Matteo Lepore, Ludovica Ferrari.

La partecipazione all’evento è libera, ma per esigenze organizzative si raccomanda l’iscrizione on line. Il programma della giornata è disponibile QUI.

L’hashtag di riferimento su Twitter sarà #DirittiDigitaliER.

posted by admin on novembre 11, 2013

Eventi

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OMAT_visual_2013Come ogni anno OMAT organizza un approfondimento dedicato alla gestione delle informazioni digitali e dei processi aziendali, punto di incontro per professionisti dell’information management e per chi desidera affrontare il mercato con un background di informazioni aggiornate. La prossima edizione di OMAT si terrà a Roma il 13 e il 14 novembre 2013.

Mercoledì 13 novembre si terrà la prima sessione plenaria dove verranno affrontate in modo approfondito le questioni chiave in tema di Italia Digitale e se ne offriranno diverse soluzioni innovative: dal cloud computing alla cittadinanza in rete, dalla fatturazione elettronica all’anagrafe unica, fino all’identità digitale.

Il contributo attivo di imprese innovative e pubbliche amministrazioni attente al cambiamento sono gli ingredienti principali di questo incontro di OMAT, nella convinzione che sia davvero giunto il momento di passare dal dire al fare.

Alle ore 10.00 Giusella Finocchiaro interverrà sul tema in un panel dedicato all’agenda digitale e il manifesto per l’Italia digitale.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito dedicato all’evento.

Il convegno Omat sarà anche il logo deputato al lancio del Manifesto Per l’Italia Digitale 2.0. Per maggiori informazioni e per sottoscrivere il manifesto si rimanda alla pagina di Omat dedicata all’iniziativa.

posted by admin on dicembre 19, 2012

PA telematica

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Linking-Open-Data-diagramIl decreto sviluppo bis, convertito in legge, con modificazioni, il 13 dicembre scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012 (Legge 17 dicembre 2012, n. 221), contiene rilevanti novità sul versante dell’amministrazione digitale, con particolare riferimento ai dati di tipo aperto, ovvero i dati e i documenti che le amministrazioni titolari pubblicano con qualsiasi modalità e senza l’espressa adozione di una licenza.

A questo rigurado la Commissione di Coordinamento del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) ha recentemente rilasciato le “Linee guida per l’interoperabilità semantica attraverso i Linked Open Data (PDF)” che recepiscono i commenti e i suggerimenti pervenuti nel periodo di consultazione pubblica.

Le linee guida si inquadrano nelle attività assegnate all’Agenzia per l’Italia Digitale nella definizione dei servizi di governance per l’interoperabilità semantica delle infrastrutture condivise del Sistema Pubblico di Connettività (SPC), come definite dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), e nella stesura di linee guida nazionali in materia di dati di tipo aperto, come sancito dal decreto sviluppo bis.

Attraverso le linee guida la Commissione di Coordinamento SPC vuole proporre un approccio originale all’interoperabilità semantica tra pubbliche amministrazioni a livello nazionale e transfrontaliero, identificando come strumenti abilitanti il modello dei Linked Open Data e le tecnologie del Web semantico. In tal senso, il documento introduce, tra gli altri argomenti, una metodologia completa e un’analisi dei principali standard e tecnologie che possono essere utilizzati per implementare la metodologia.

posted by admin on ottobre 12, 2012

Miscellanee

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Sono molte le novità introdotte dal decreto legge approvato il 4 ottobre 2012 dal Consiglio dei Ministri, denominato “decreto crescita 2.0″.

Tra le principali aree di intervento del decreto, che punta a promuovere l’innovazione come fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della competitività delle imprese, ampio spazio viene dato all’agenda digitale. Evidenziamo qui le maggiori novità introdotte in quest’ambito.

I documenti d’identità dei cittadini cambiano: la carta d’identità e la tessera sanitaria si fonderanno in un unico documento digitale. Cittadini e imprese saranno anche muniti di un domicilio digitale, un recapito attraverso cui inviare e ricevere tutte le comunicazioni con la pubblica amministrazione.

Verrà introdotto il concetto di Open Data nella pubblica amministrazione. D’ora in avanti i dati e le informazioni forniti dalla PA dovranno essere obbligatoriamente pubblicati con licenza d’uso aperta e saranno riutilizzabili senza restrizioni. Lo scopo è  favorire l’accesso a informazioni di pubblica utilità, consentenfone il riutilizzo per analisi, servizi, applicazioni e soluzioni.

Le procedure d’acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni si potranno compiere esclusivamente per via telematica, per garantire maggiore trasparenza e tempi più brevi. In un ottica di risparmio viene incentivato il riutilizzo dei programmi informatici in tutti gli uffici pubblici.

Nei trasporti, per ridurre i costi connessi all’erogazione di biglietti cartacei, verrà promossa presso le amministrazioni titolari di servizi di Trasporto Pubblico Locale l’adozione di sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili.

Importanti le novità anche nell’ambito dell’istruzione. I testi scolastici diventeranno digitali: è prevista una progressiva adozione a partire dall’anno scolastico 2013/2014. Già dall’anno 2012-2013, invece,  in ambiti territoriali particolarmente isolati dove il numero di alunni è insufficiente per la formazione di classi, sarà possibile istituire centri scolastici digitali per il collegamento da remoto degli studenti alle classi scolastiche. Per quanto riguarda l’università, dall’anno accademico 2013/2014 verrà introdotto il fasciscolo elettronico dello studente per una gestione piu efficiente dell’intera carriera universitaria e per semplificare la mobilità tra diversi atenei.

Sul versante della Sanità viene valorizzato il fascicolo sanitario elettronico (Fse) quale documento digitale unico dei dati socio sanitari del paziente. Si prospetta un ampliamento delle finalità del trattamento dei dati contenuti nel fascicolo sanitario elettronico. Alle finalità di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione sono affiancate, infatti, quelle di studio e di ricerca scientifica, nonché di programmazione sanitaria, verifica delle qualità delle cure e valutazione dell’assistenza sanitaria.

Parallelamente verrà data alle strutture sanitarie la possibilità di conservare la cartella clinica dei pazienti solo in formato digitale.

È prevista un’evoluzione anche nelle modalità di pagamento: l’obbligatorietà dell’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento sarà estesa a tutte le attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali e i pagamenti elettronici potranno essere eventualmente effettuati tramite smartphone.

Per la PA verrà introdotto l’obbligo di accettare pagamenti in formato elettronico e di pubblicare sui siti internet i codici IBAN.

Infine, l’agenda digitale cambierà anche il rapporto tra i cittadini e il sistema giudiziario: il decreto punta a snellire modi e tempi in materia di comunicazioni e notifiche, rafforazando il processo telematico. Nei procedimenti civili le comunicazioni delle cancellerie dovranno essere effettuate solamente via Internet. Nei procedimenti penali è prevista comunicazione online per tutte le notifiche alle persone diverse dall’imputato. È prevista inoltre una semplificazione delle notifiche per la legge fallimentare attraverso l’introduzione delle comunicazioni online nei momenti essenziali della procedura.

Molte, dunque, le novità che verrebbero introdotte dal decreto, una volta entrato in vigore, il cui impatto nei processi organizzativi delle strutture coinvolte ha già suscitato una forte eco mediatica. Apparentemente trascurata è l’armonizzazione con le disposizioni normative già vigenti sui diversi temi affrontati dalla bozza di decreto. È, pertanto, auspicabile un’opera di coordinamento per evitare una stratificazione di leggi che frustrerebbe l’intento di garantire servizi efficienti ai cittadini.



posted by admin on marzo 5, 2012

PA telematica, Web 2.0

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Si è recentemente tenuto il primo incontro del Comitato Scientifico Agenda Digitale di Bologna, un nuovo organo formato da professori universitari, imprenditori ed esperti di comunicazione web. Tra i membri del Comitato anche la Prof. Avv. Giusella Finocchiaro.

L’Agenda Digitale è volta a stabilire nuove strategie, obiettivi e azioni della Giunta comunale in tema di e-democracy e innovazione tecnologica per il mandato 2011-2016 allo scopo di sfruttare al meglio il potenziale delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.

L’obbiettivo dichiarato è quello di “un coinvolgimento maggiore della cittadinanza, della società civile e del tessuto produttivo attraverso l’uso della tecnologia, collegando stili di vita e consumo, bisogni e aspirazioni di residenti, city user e turisti”.

La Giunta comunale, attraverso questo progetto coordinato dall’assessore con delega alla Comunicazione, Matteo Lepore, ha dato il via ad un percorso partecipato, sia online sia offline, attraverso il quale i cittadini e gli stakeholders possono contribuire con proposte e idee per un miglioramento della vita cittadina attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie.  L’esito del percorso aperto contribuirà a definire le azioni dell’Amministrazione comunale ed arricchire la progettualità del Piano Strategico Metropolitano Bologna 2021, anche al fine di promuovere la qualità della vita della comunità bolognese nell’ottica di una “smart city” sostenibile e solidale.

Il 27 gennaio il Consiglio dei Ministri ha esaminato e approvato un decreto-legge in materia di semplificazione e sviluppo volto a modernizzare i rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese.

La principale novità è l’introduzione da parte delle pubbliche amministrazioni dell’erogazione via web di certificati e servizi quali il cambio di residenza, i certificati anagrafici, il rinnovo dei documenti, l’iscrizione alle liste elettorali e la partecipazione ai concorsi pubblici.

Il decreto introduce inoltre i quattro punti fondamentali della cosiddetta “agenda digitale”: la costituzione di una cabina di regia per lo sviluppo della banda larga e ultra-larga, la diffusione in rete dei dati in possesso delle amministrazioni, l’utilizzo del cloud per gli scambi di dati tra le pubbliche amministrazioni e gli incentivi alle smart communities, gli spazi virtuali in cui i cittadini possono scambiare opinioni e proporre soluzioni condivise.

Le disposizioni di semplificazione, tra le altre cose, eliminano dall’ordinamento un numero consistente di adempimenti burocratici. Tra questi spicca, sul versante privacy, l’eliminazione dell’obbligo per le piccole e medie imprese di predisporre e aggiornare il documento programmatico sulla sicurezza (DPS). Secondo quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei Ministri tale obbligo “oltre a non essere previsto tra le misure di sicurezza richieste dalla Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, rappresenta un adempimento meramente superfluo”.

Particolarmente importanti anche le misure riguardanti l’università. Con l’approvazione del decreto-legge viene infatti introdotto il Portale unico delle università: la verbalizzazione e la registrazione degli esiti degli esami di profitto e di laurea sostenuti dagli studenti universitari si effettuerà esclusivamente per via telematica.

Per una sintesi completa dei principali punti del provvedimento, suddivisi per tipologia, si rimanda al comunicato del Consiglio dei Ministri.