Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

posted by admin on marzo 27, 2017

Miscellanee

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siae
Segnaliamo che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il d.lgs. 15 marzo 2017, n. 35 di attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno.

Il decreto stabilisce i requisiti necessari per garantire il buon funzionamento della gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi da parte degli organismi di gestione collettiva e delle entità di gestione indipendente, nonché i requisiti per la concessione di licenze multiterritoriali da parte di organismi di gestione collettiva dei diritti d’autore per l’uso online di opere musicali nel mercato interno.

Il provvedimento entrerà in vigore in data 11/04/2017. QUI il link alla Gazzetta Ufficiale.

siaeL’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato al Parlamento e al Governo un parere in cui segnala che l’attuale monopolio SIAE sulla gestione dei diritti d’autore limita la libertà d’iniziativa economica degli operatori e la libertà di scelta degli utilizzatori.

In un comunicato in merito all’attuazione della Direttiva 2014/26/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla gestione collettiva dei diritti d’autore nel mercato interno, l’Antitrust ha sottolineato che il nucleo della Direttiva è costituito dalla libertà di scelta, ed in particolare è riconosciuto ai titolari dei diritti la facoltà di individuare un organismo di gestione collettiva “(…) indipendentemente dallo Stato membro di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell’organismo di gestione collettiva o del titolare dei diritti (…)”.

L’Authority  ha osservato che in un contesto economico caratterizzato da profondi cambiamenti tecnologici, il mantenimento del monopolio legale appare in contrasto con l’obiettivo di rendere effettiva la libertà dei titolari del diritto di effettuare una scelta tra una pluralità di operatori. Secondo il Garante, “il valore e la ratio stessa dell’impianto normativo europeo risultano gravemente compromessi dalla presenza, all’interno dell’ordinamento nazionale, della disposizione contenuta nell’ art. 180 l. 22 aprile 194, n. 633 (Legge sul Diritto d’autore – LDA) , ormai isolata nel panorama degli ordinamenti degli Stati membri, che attribuisce ad un solo soggetto (SIAE) la riserva dell’attività di intermediazione dei diritti d’autore.”

L’Antitrust sottolinea che il recepimento della Direttiva rappresenta l’occasione per aprire alla concorrenza l’attività di intermediazione in questo campo. Tuttavia il disegno di legge che delega il Governo al recepimento delle direttive europee e all’attuazione di altri atti dell’Unione europea (legge di delegazione europea 2015), approvato alla Camera e attualmente in discussione al Senato, non prevede espressamente un intervento sul regime di monopolio legale della SIAE.

L’Autorità auspica quindi che l’intervento di liberalizzazione dovrebbe essere integrato da una riforma complessiva delle modalità di intermediazione dei diritti delineate dalla LDA, senza trascurare una rivisitazione del ruolo e della funzione della SIAE nel mutato contesto.

Il testo del parere è disponibile QUI.

Opere d’arti digitali e opere d’arti digitalizzate. Quali sono le differenze? C’ è una diversa tutela giuridica? Si può ritenere ancora adeguata la legge sul diritto d’autore?

Queste le domande al centro dell’intervento di Giusella Finocchiaro al  4° seminario franco-italiano al tema dell’arte. La riflessione giuridica parte dalla considerazione dell’opera d’arte digitale come informazione numerica e quindi come documento elettronico, disciplinato dal Regolamento UE in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno (eIDAS).

QUI è disponibile la presentazione della Professoressa, in francese. Il documento è condivisibile liberamente secondo licenza “Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs”.

posted by admin on ottobre 28, 2014

Diritto d'autore e copyright

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La Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tramite il Servizio III – Diritto d’Autore e Vigilanza SIAE e l’Università Europea di Roma, nell’ambito dell’attività del CREDA (Centro di Ricerca d’eccellenza per il Diritto d’Autore) hanno organizzato, in occasione del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea il Convegno “Le nuove frontiere dell’innovazione tra diritto d’autore e brevetto”.

L’evento si terrà il 29 ottobre 2014 presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, all’interno del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale “La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società inclusive, innovative e sicure“, di cui l’Università Europea è capofila.

Al convegno interverrà l’On. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. E’ prevista la partecipazione del Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM), Angelo Marcello Cardani, nonché di numerosi professori di prestigiose università italiane ed europee, tra cui Giusella Finocchiaro per l’Università di Bologna.

Al dibattito interverranno rappresentanti WIPO, EPO e della Commissione europea, oltre ad esponenti del mondo della politica e rappresentanti del settore dell’industria.

Obiettivo dell’iniziativa è l’approfondimento delle nuove frontiere dell’innovazione, con riguardo ai limiti e alle tutele poste dal diritto d’autore e dal brevetto. In particolare verranno analizzate per un verso, le sfide dell’economia digitale rispetto alle prerogative del diritto d’autore, e per altro, l’evoluzione del diritto dei brevetti nella prospettiva dell’innovazione biotecnologica.

La partecipazione al Convegno è gratuita e attribuisce 8 crediti per la formazione continua degli Avvocati. Per ulteriori info si rimanda a QUESTA pagina.

posted by admin on settembre 8, 2014

Diritto d'autore e copyright

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493197245Scontro sulla nuova funzionalità di Bing che permette ai gestori di siti di incorporare qualsiasi immagine del web attraverso un widget collegato al motore di ricerca.

A poche settimane dal lancio del “widget immagini” del motore di ricerca Bing, Getty Images ha depositato una una denuncia contro Microsoft per violazione di proprietà intellettuale.

Il nuovo Image Widget permette ai gestori di inserire sui propri siti un pannello che visualizza immagini singole o intere fotogallery attinte dalla rete senza limitazioni attraverso una selezione del motore di ricerca.

Secondo Getty Images, dal momento che la maggioranza delle foto pubblicate sul web è coperta da copyright il widget faciliterebbe una massiva violazione del diritto d’autore. Ovviamente, la preoccupazione principale dell’agenzia fotografica va alle 80 milioni di foto del suo catalogo, quotidianamente vendute a siti web e prodotti editoriali di tutto il mondo.

Nella denuncia, Getty Images ha chiarito che l’accusa non si rivolge alle funzionalità di ricerca immagini di Bing, ma solamente alla diffusione del widget, pubblicizzato da Microsoft come uno strumento progettato per rendere i siti web visivamente più attraenti e, di conseguenza, di più alto valore economico.

Ma, secondo Getty Images, lo sfruttamento economico delle immagini non si esaurirebbe in questo passaggio. Infatti, quando gli utenti “cliccano” sul widget vengono reindirizzati alla pagina della ricerca immagini di Bing permettendo alla Microsoft di raccogliere informazioni sugli utenti. Inoltre, aumentando il traffico sul motore di ricerca, il widget rende più redditizia la pubblicità su Bing.

In sostanza, l’agenzia di foto accusa Microsoft di lucrare indirettamente sulle immagini pubblicate dagli utenti del widget in violazione dal diritto d’autore.

Tuttavia, potrebbe esserci un’altra motivazione dietro al tentativo di bloccare la diffusione dell’applicativo di Microsoft. Nel marzo 2014 Getty Images ha lanciato un proprio widget di inserimento foto, dal funzionamento molto simile a quello di Bing, che permette ai siti non commerciali e agli utenti dei social network di inserire liberamente foto coperte dal diritto d’autore tratte dal catalogo dell’agenzia. “Però a differenza di Microsoft”, ha specificato un portavoce al The Seattle Times,”noi abbiamo licenze e accordi contrattuali  che ci permettono di distribuire legalmente le immagini”.

Getty Images ha richiesto al giudice della Corte Distrettuale Sud di New York un’ingiunzione preliminare ed una permanente contro la diffusione dell’Image Widget, almeno fino a quando Microsoft non potrà provare che la funzionalità non viola il diritto d’autore degli scatti fotografici. L’agenzia chiede inoltre un risarcimento per danni economici, che saranno valutati nel corso del giudizio.

Microsoft, in un comunicato, ha fatto sapere di ritenere molto importante la legge sul diritto d’autore e di voler prendere in seria considerazione la richiesta di Getty Images.

Attualmente, sulla pagina di download di Bing dedicata al widget, non è più possibile scaricare l’applicativo.

downloadIl Copyright Office degli Stati Uniti ha recentemente chiarito i dubbi emersi nel dibattito sull’autoscatto della scimmia pubblicato su Wikimedia: negli USA le opere prodotte da animali non sono coperte da copyright.

Sulla disputa fra il fotografo inglese David Slater e Wikimedia Commons relativa ai diritti d’autore sul “selfie” della scimmia indonesiana, si è recentemente pronunciato il Copyright Office della libreria del Congresso.

Nella bozza della terza edizione del suo Compendium l’agenzia governativa ha sancito che solo le opere create dagli esseri umani possono essere soggette a copyright e sono quindi escluse le fotografie scattate da animali o da sistemi automatizzati.

Sarebbe dunque supportata dalla legge americana l’affermazione di Wikimedia secondo cui l’autoscatto dell scimmia sarebbe appartenente al pubblico dominio.

“Dal momento che la legge sul copyright si riferisce a “la concezione intellettuale originale dell’autore” il Copyright Office non può registrare richieste che implichino che un essere umano non ha creato l’opera” si legge nella bozza. Il testo cita poi specificatamente “una fotografia scattata da una scimmia” come esempio di un lavoro che non può essere coperto da diritto d’autore.

Nello stesso capitolo del compendium viene riportato anche l’orientamento normativo riguardante i casi di “intervento divino: “allo stesso modo, l’ufficio non può registrare un’opera che si presume essere creata da una divinità o un essere soprannaturale, mentre è possibile registrare lavori accompagnati dalla dichiarazione che l’opera è stata ispirata ad uno spirito divino”.

macacaWikipedia rifiuta di rimuovere un’immagine segnalata come in violazione di copyright: se la foto è scattata da un macaco, non è protetta da diritto d’autore.

In queste settimane ha fatto il giro del mondo la notizia del contenzioso scaturito tra Wikimedia Commons, la comunità no-profit che gestisce l’archivio di immagini utilizzate nelle pagine Wikipedia, ed un fotografo naturalistico inglese, David J Slater, in merito al copyright della foto che vedete in questo post.

Si tratta di un autoritratto fotografico, o di un “selfie”  - come pare piaccia definirlo ora –  ad opera di un esemplare femmina di macaco indonesiano (macaca nigra).

L’incredibile foto è stata scattata nel 2011 in una foresta indonesiana. Un gruppo di scimmie si impossessarono della macchina fotografica di Slater abbandonata per qualche minuto su un cavalletto nella foresta. Tra le oltre 100 immagini scattate dai primati, gran parte delle quali fuori fuoco, alcuni autoritratti risultarono sorprendentemente ben fatti.

Comprensibilmente, in seguito alla sua pubblicazione sul web, le immagini si sono diffuse in poco tempo. Una di esse è stata inserita nell’archivio di immagini “libere da copyright” di Wikimedia per poter essere collegata alla pagina di Wikipedia dedicata al macaca nigra.

L’idea non è piaciuta a Slater, che ha inviato ripetute richieste alla comunità di Wikimedia reclamando il diritto d’autore sull’immagine e chiedendone la rimozione.

I membri dell’enciclopedia libera non hanno però accettato le rimostranze, sostenendo che essendo un autoritratto, l’autorialità dell’opera non poteva essere ricondotta al fotografo. Facendo riferimento al Copyright Compendium § 202.02(b) del Copyright Office degli Stati Uniti, Wikimedia ha sottolineato che “il termine “autorialità” implica, per un’opera, che sia stata originata da un essere umano. Materiali prodotti dalla natura, dalle piante o dagli animali non possono essere soggetti a copyright.”

Slater ha replicato sostenendo che sebbene la scimmia avesse premuto il bottone, tutta la preparazione allo scatto era stata messa in atto da lui. Secondo il fotografo la proprietà dell’immagine deve essergli attribuita anche per l’investimento economico che ha portato alla realizzazione della foto: oltre 2000 sterline di spese di viaggio.

Alcuni commentatori hanno obiettato che se si potesse reclamare il copyright per aver messo a punto un’apparecchiatura tutte le aziende produttrici di materiale fotografico potrebbero concorrere nel diritto d’autore.

In un’intervista riportata sul Washington Post, la responsabile dell’ufficio comunicazione di Wikimedia Foundation Katherine Maher ha dichiarato che Wikimedia conta sul fatto che la base giuridica per negare la richiesta di rimozione di Slater è solida, in quanto la persona che scatta la foto dovrebbe essere quella che gode dei diritti d’autore, ma in questo caso nessuna persona ha scattato e quindi l’immagine è lecitamente parte del pubblico dominio.  Secondo Maher, il fotografo avrebbe dovuto operare modifiche sostanziali all’immagine per poter reclamare dei diritti intellettuali, e non solo limitarsi a ridimensionare o ritoccare leggermente il colore.

Slater ha dichiarato di voler ricorrere alle vie legali sia in Inghilterra, dove risiede, sia negli Stati Uniti, dove ha base la Wikimedia Fundation.

posted by admin on marzo 28, 2014

Diritto d'autore e copyright

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agcom_logoIl 31 Marzo 2014 entra in vigore regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, approvato il 12 dicembre 2013 dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. Il regolamento è al centro di proteste e polemiche da parte di associazioni di categoria e commentatori della rete.

A quanto si apprende da fonti di stampa, il regolamento è attualmente oggetto di tre distinti ricorsi.

Presso il TAR del Lazio è aperto un ricorso impugnato da tre associazioni di stampa: Anso (Associazione nazionale stampa online), Femi (Federazione Media digitali indipendenti) e Open Media Coalition. Le associazioni chiedono al tribunale che il regolamento venga sospeso in quanto illegittimo. Nell’annunciare il ricorso spiegano infatti che “non spettava ad AGCOM scrivere nuove regole per il diritto d’autore online, sostituendosi al Parlamento ed ai Giudici Ordinari ai quali la legge sul Diritto d’autore attribuisce la giurisdizione esclusiva in materia di proprietà intellettuale, prevedendo, peraltro, anche la possibilità per i titolari dei diritti di chiedere ed ottenere provvedimenti d’urgenza assolutamente analoghi a quelli che l’Authority si è ora attribuita il potere di emanare al posto dei giudici”. “L’applicazione delle disposizioni contenute nel provvedimento varato dall’Authority” aggiungono le associazioni “pone sulle spalle di tutti gli imprenditori che maneggiano contenuti digitali online macroscopici oneri e responsabilità attraverso i quali, di fatto, si trasferisce integralmente in capo a questi ultimi – che non sono né ladri né pirati – il costo dell’antipirateria”.

Questa la motivazione che ha spinto anche Assoprovider-Confcommercio, insieme a diverse associazioni di consumatori, a intraprendere ricorso contro il regolamento. In un recente comunicato l’associazione dei provider indipendenti dichiara di sentirsi costretta “ad un appello alle istituzioni affinchè i diritti economici degli imprenditori italiani dell’ICT siano tutelati almeno tanto quanto quelli degli operatori economici di un settore in gran parte dominato da soggetti internazionali.”

Parimenti, anche il colosso delle tlc Wind, avrebbe impugnato il regolamento ma non avrebbe ancora deciso se confermare il ricorso già notificato ad AGCOM depositandolo presso il Tar del Lazio.

Anche i sindacati Cigl, Cisl e Uil si sono mobilitati contro il regolamento, chiedendo, in una lettera aperta all’authority, chiarimenti sul personale che si occuperà delle procedure antipirateria.

Il regolamento è stato inoltre anche al centro di uno scontro in Parlamento dove sono state depositate due proposte di legge sul diritto d’autore, una a firma dell’on. Mirella Liuzzi del M5s e una del senatore del Pd Felice Casson.

posted by admin on marzo 17, 2014

Miscellanee

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È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2014, il d.lgs. 21 febbraio 2014, n. 22 di attuazione della Direttiva 2011/77/UE che modifica a sua volta la Direttiva 2006/116/CE, riguardante la durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi.

La novità più significativa del decreto legislativo, su cui avevamo già avuto modo di soffermarci, è la modifica all’art. 75 delle legge 22 aprile 1941, n. 633 e la conseguente estensione della durata dei diritti del produttore di fonogrammi da cinquanta a settanata anni.

In particolare, secondo l’attuale formulazione dell’art. 75: “La durata dei diritti previsti nel presente capo è di cinquanta anni dalla fissazione. Tuttavia se durante tale periodo il fonogramma è lecitamente pubblicato, i diritti scadono settanta anni dopo la data della prima pubblicazione lecita. Se nel periodo di tempo indicato nel primo comma non sono effettuate pubblicazioni lecite e se il fonogramma è lecitamente comunicato al pubblico durante detto periodo, i diritti scadono settanta anni dopo la data di tale prima comunicazione al pubblico”.

Il testo integrale del decreto è disponibile QUI.

posted by admin on marzo 5, 2014

Diritto d'autore e copyright

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La Guardia di Finanza ha sequestrato 46 tra portali e domini internet che permettevano il download e lo streaming di contenuti protetti da diritto d’autore in cambio di donazioni e della disponibilità alla condivisione dei file da parte degli utenti.

Il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha disposto il sequestro con l’ipotesi di reato in violazione dell’art. 171 ter, comma 2bis, della legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore, contestandone il fine di lucro, conseguito attraverso l’inserimento di banner pubblicitari e la richiesta di libere donazioni.

L’operazione effettuata dal nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria di Roma della Guarda di Finanza, in collaborazione con il nucleo speciale frodi tecnologiche delle fiamme gialle, è una delle più importanti mai portate a termine in materia di pirateria sul territorio italiano.

Per quanto riguarda la procedura di sequestro, sono stati oscurati i siti incriminati con IP italiano, che risultano già inaccessibili, mentre è in corso la procedura di blocco per quelli con hosting provider estero: la procura ha infatti chiesto agli ISP nazionali di inibire l’accesso per gli utenti del nostro Paese tramite blocco dei Domain Name Server.

Tra i 46 siti sottoposti a sequestro i più noti sarebbero mondotorrent, dopinatorrent, truepirates, filmxtutti, casacinema, italiafilms, guardafilm, piratestreaming, filmsenzalimiti, eurostreaming.