Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

processo_digitaleDal 1° gennaio 2017 la presentazione di ricorsi al Tar e Consiglio di Stato e la relativa acquisizione da parte delle cancellerie potrà essere effettuata esclusivamente per via telematica.

Il Processo Amministrativo Telematico (PAT) si applica ai nuovi ricorsi, in primo o in secondo grado, mentre ai ricorsi depositati anteriormente al 2017, continuano ad applicarsi, fino all’esaurimento del grado di giudizio nel quale sono pendenti alla data stessa, le precedenti norme.

Dopo molti rinvii entra in vigore il sistema digitale anche se bisognerà aspettare fino a gennaio del 2018 per l’abbandono definitivo della carta. Di qui a un anno infatti la copia online sarà affiancata da quella cartacea di cortesia. La modalità cartacea resta inoltre in vigore per le cause già in corso.

Per gestire il nuovo assetto è stata creata la Direzione generale di Informatica e Statistica, una struttura formata da 53 addetti (tre dirigenti e 50 funzionari) e un help desk dedicato per fornire assistenza agli avvocati. Inoltre, presso ogni Tar è prevista una postazione che consentirà di presentare il ricorso telematico in loco a coloro che decidono di non farsi assistere da avvocati durante i procedimenti e non sono dotati degli strumenti informatici per procedere autonomamente con la presentazione dei ricorsi, che devono essere obbligatoriamente inviati via Pec e firmati con firma digitale (procedura obbligatoria per la sottoscrizione dei nuovi atti).

Ulteriori informazioni sulla pagina delle FAQ del sito istituzionale dedicato all Giustizia Amministrativa.

Regolamento sulla conservazione, Regolamento IVASS e Regolamento eIDAS in materia di identificazione online e servizi fiduciari. In questo video, Giusella Finocchiaro illustra le ultime novità in materia di digitalizzazione.



Martedì 3 dicembre 2013 il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione Gianpiero D’Alia ha firmato due decreti in materia di protocollazione e conservazione dei documenti informatici.

I decreti, adottati in attuazione di alcune disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, aggiornano il quadro normativo per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni rendendo più ampio il quadro delle regole tecniche vigenti in materia.

Con riferimento alle regole tecniche per il protocollo informatico, il DPCM 31 ottobre 2000 è stato modificato per adeguarlo al nuovo contesto normativo, che prevede la trasmissione dei documenti non solo mediante l’utilizzo della posta elettronica, ma anche attraverso la PEC o in cooperazione applicativa basata sul Sistema Pubblico di Connettività e sul Sistema Pubblico di Cooperazione.

Con modifiche alla deliberazione CNIPA n. 11/2004 è stato inoltre introdotto il concetto di “sistema di conservazione”, che assicura la conservazione a norma dei documenti elettronici e la disponibilità dei fascicoli informatici, stabilendo le regole, le procedure, le tecnologie e i modelli organizzativi da adottare per la gestione di tali processi.

posted by admin on marzo 18, 2013

Miscellanee

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La Struttura Didattica Territoriale del Distretto della Corte di Appello di Bologna invita a partecipare all’incontro sul tema “I servizi telemetci dell’area civile” che si terrà lunedì 8 aprile 2013 dalle 14,45 alle 18,15 presso la Sala Traslazione del Convento San Domenico, Piazza San Domenico 13,  Bologna.

Nel corso del convegno la Prof. Giusella Finocchiaro interverrà sul tema  “Il CAD – identificazione informatica, documento informatico, firma elettronica e PEC”. L’intervento vedrà la partecipazione del Sig. Paolo Ori, Assistente informatico CISIA di Bologna. Il programma completo del convegno è disponibile QUI.

La partecipazione è gratuita ma essendo i post limitati è necessaria la prenotazione. L’evento in fase di accreditamento presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all’ufficio del referente (tel. 051- 201886 fax 051 – 201885; uff.magformazdec.ca.bologna@giustizia.it).

posted by Annarita Ricci on dicembre 20, 2012

PA telematica

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è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012, il d.p.c.m. 27 settembre 2012, denominato “Regole tecniche per l’identificazione, anche in via telematica, del titolare della casella di posta elettronica certificata, ai sensi dell’articolo 65, comma 1, lettera c-bis), del Codice dell’amministrazione digitale, di cui al d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni”.

Come precisato dall’art. 2, il d.p.c.m. definisce le regole tecniche relative alle modalità di identificazione del titolare della casella di posta elettronica certificata, di cui all’art. 65, co. 1°, lett. c-bis) del Codice dell’amministrazione digitale, valide per la presentazione, in via telematica, di istanze e dichiarazioni alle pubbliche amministrazioni.

Si ricorda che l’articolo 65, co. 1°, lett. c-bis) del Codice dell’amministrazione digitale afferma che le istanze e le dichiarazioni presentate alla pubblica amministrazione sono valide (fra le altre modalità) se trasmesse dall’autore mediante la propria casella di posta elettronica certificata, a condizione che le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare.

Il decreto citato, dunque, definisce all’art. 5 le regole cui attenersi in sede di identificazione del titolare, nonché gli ulteriori obblighi in capo al gestore del servizio di posta elettronica, quale ad esempio, quello di conservare la documentazione inerente all’operazione di identificazione per un periodo di ventiquattro mesi successivi alla cessazione del servizio di posta elettronica certificata.

È riconosciuto, infine, in capo all’Agenzia per l’Italia digitale un potere di controllo e di vigilanza sull’attività esercitata dai gestori del servizio.

posted by Giusella Finocchiaro on novembre 2, 2012

Miscellanee

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Il decreto crescita 2.0 (d.l. n. 179 del 18 ottobre 2012), recentemente entrato in vigore, ha introdotto alcune norme sulla digitalizzazione della Giustizia in materia di comunicazioni e notificazioni per via telematica in linea con l’Agenda Digitale Europea.

In particolare, l’art. 16 dispone che nei procedimenti civili le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria dovranno essere effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni.

Coerentemente con i principi generali in materia di protezione dei dati personali, si prevede che la comunicazione o la notificazione di atti che contengano dati sensibili sia effettuata per estratto, con successiva possibilità per il destinatario di accedere, tramite idonee modalità di identificazione, all’atto integrale pubblicato online.

Il ricorso alla posta elettronica certificata nei procedimenti civili viene dunque valorizzato e, più in generale, anche attraverso specifici finanziamenti, viene promosso lo scopo di favorire l’informatizzazione dell’attività giudiziaria.

posted by Giusella Finocchiaro on ottobre 30, 2012

PA telematica

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Come è noto, il recente decreto crescita 2.0 (d.l. n. 179 del 18 ottobre 2012) ha introdotto alcune innovazioni che riguardano la svolta “al digitale” dei rapporti tra privati cittadini, aziende e pubblica amministrazione.

L‘art. 4 del decreto dedicato al “domicilio digitale del cittadino”, prevede che ogni cittadino possa indicare alla pubblica amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), quale suo domicilio digitale. L’articolo dispone che a decorrere dal 1° gennaio 2013, salvo i casi in cui sia prevista una diversa modalità di comunicazione o di pubblicazione in via telematica, le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi comunicano con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale dichiarato.

Ricordiamo che la modalità dell’utilizzo della posta elettronica certificata nelle comunicazioni con la pubblica amministrazione era già prevista dalla precedente normativa. Questa nuova disposizione specifica che la casella di posta elettronica certificata è eletta a domicilio digitale e che il domicilio digitale sarà conservato presso l’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), che garantirà la disponibilità, in tempo reale, anche dei dati relativi alle generalità e all’indirizzo anagrafico delle persone fisiche.

L’istituzione del domicilio digitale comporta ovviamente l’obbligo per il cittadino di consultare la casella PEC.

La PEC è anche oggetto dell’art.5 del decreto, che dispone che l’obbligo di adozione della posta elettronica certificata sia esteso anche alle imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale, le quali devono depositare, presso l’ufficio del registro delle imprese competente, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro il 31 dicembre 2013.

L’obbligo, già previsto per società e professionisti, comporta anche la previsione dell’istituzione di un indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti (INI-PEC basato sugli elenchi di indirizzi PEC costituiti presso il registro delle imprese e gli ordini o collegi professionali.

L’accesso all’INI-PEC è consentito alle pubbliche amministrazioni, così come ai professionisti e alle imprese in esso presenti.

posted by admin on maggio 4, 2012

Eventi, PA telematica

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L’8 maggio 2012 presso la sede del CNR di Pisa si terrà il convegno nazionale PEC dal titolo “La Posta Elettronica Certificata: Opportunità e Sfide nell’Internet del Futuro”.

L’evento intende far incontrare i principali soggetti coinvolti a vario titolo nell’erogazione e nella fruizione del servizio, nel controllo della qualità del servizio, nella sua promozione e diffusione: governance, provider, fruitori, ricercatori, e comunità di utenti allo scopo di attivare un confronto sui molteplici aspetti quali innovazione, servizi a valore aggiunto, potenzialità che la Posta Elettronica Certificata introduce.

Per quanto riguarda l’aspetto giuridico, le principali caratteristiche della PEC  saranno illustrate della Prof. Giusella Finocchiaro nel suo intervento “PEC: la prospettiva del giurista”, programmato per le 12.30.

Il convegno si propone di avviare un forum discussione intersettoriale e multidisciplinare sullo stato dell’arte: storia, regole interoperabilità, mercato, benefici, prospettive in uno scenario internazionale, vigilanza nel mercato PEC, iniziative del governo, idee applicative migliori e sviluppi futuri della Posta Elettronica Certificata.

La partecipazione è gratuita. Le iscrizioni possono essere effettuate in loco la mattina stessa a partire dalle 8.30. Per maggiori informazioni visitare il sito www.convegnopec.it.


Il 29 di novembre 2011 è scaduto il termine per la comunicazione da parte delle aziende dell’ indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese.

Tuttavia, in considerazione della grande quantità di richieste arrivate ai gestori di sistema PEC nel corso delle ultime settimane il Ministero dello Sviluppo Economico (circolare 224402), ha invitato le Camere di Commercio a non applicare la sanzione prevista per il mancato rispetto del termine.

Sembra infatti che gestori del sistema di posta elettronica certificata abbiano lamentato l’impossibilità di far fronte alla mole di richieste “in tempi compatibili con il rispetto del termine stesso”.

Sebbene la scadenza sull’obbligo della PEC fosse fissata dal 2008, secondo dati forniti dal Sole 24 ORE, sono state oltre 500mila le comunicazioni di indirizzo PEC arrivate alle Camere di Commercio negli ultimi giorni utili all’adempimento dell’obbligo, fra il primo e il 21 novembre 2011.

La circolare del Ministero invita pertanto le Camere di Commercio a non applicare le sanzioni di inadempimento sulle comunicazioni tardive effettuate entro “l’inizio del nuovo anno”.

Sebbene la notizia non abbia destato una particolare eco mediatica, la bozza del decreto sviluppo che circola negli ultimi giorni andrebbe ad incidere anche sulla protezione dei dati personali.

L’art. 94 del decreto, tra le altre, prevede la modifica nientemeno che della nozione di dato personale, inserendo una consistente limitazione riguardante le persone giuridiche. Il dato personale, infatti, verrebbe ad indicare “qualunque informazione relativa a persona fisica nonché, limitatamente al settore delle comunicazioni elettroniche, qualunque informazione relativa a persona giuridica, ente od associazione abbonati ad un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico, sempre che si tratti di soggetti identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.

Ad essere modificata, di conseguenza, anche la nozione di interessato, che identificherebbe la persona fisica, nonché la persona giuridica, l’ente o l’associazione abbonati ad un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico, limitatamente al trattamento dei dati personali nel settore delle comunicazioni elettroniche.

Al di là della opinabile formulazione della norma, che solleva dubbi sulla sua interpretazione, viene radicalmente mutato l’impianto teorico e, conseguentemente, pratico del concetto di dato personale.

Le novità, seppure di minore impatto, non finiscono qui.

Vengono, infatti, dettate anche disposizioni in materia di ricette mediche digitali e fascicolo sanitario elettronico (artt. 129 e 130), e viene stabilito che dal 1° gennaio 2013 le pagelle ed i certificati scolastici siano rilasciati in formato elettronico e resi disponibili su web, tramite posta elettronica o altra modalità digitale (art. 132). Online anche i certificati di congedo dei lavoratori per la malattia dei figli (art. 131). Per quanto riguarda i trasporti, biglietti dei bus, tram o altri mezzi locali potranno essere emessi in formato elettronico (art. 137).

La bozza del decreto contiene, infine, il potenziamento dell’uso della PEC (art. 134), della quale sono tenute a dotarsi tutte le imprese, non solo quelle costituite in forma societaria. In relazione ai professionisti, già interessati da tale obbligo, è previsto che gli albi professionali rechino “in ogni caso” l’indirizzo di posta elettronica certificata dei propri iscritti.

Si tratta sì di previsioni non definitive, delle quali seguiremo l’iter e le relative implicazioni pratiche, che tuttavia suscitano un immediato interesse e non tarderanno ad essere oggetto di un vivace dibattito.