Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

posted by Giusella Finocchiaro on aprile 27, 2012

PA telematica

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L’art. 47-quinquies, inserito dalla legge di conversione del d.l. semplificazioni, ribadendo un principio già più volte affermato dal legislatore italiano, modifica l’art. 63 del Codice dell’amministrazione digitale e dispone che a partire dal 1° gennaio 2014 le amministrazioni pubbliche (individuate dall’ articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) devono utilizzare esclusivamente i canali telematici per la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze e atti e garanzie fideiussorie, per l’esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e certificazioni.

A partire dalla stessa data le pubbliche amministrazioni utilizzano esclusivamente i servizi telematici o la posta elettronica certificata anche per gli atti, le comunicazioni o i servizi dalle stesse resi.

posted by admin on aprile 26, 2012

Eventi

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logo-seminario-2La Facoltà di Giurisprudenza dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna ed il Reale Collegio di Spagna sono gli organizzatori del seminario italo-spagnolo di studi costituzionali “Nuevas exigencias de tutela de los derechos de la persona”.

Il seminario si articolerà in tre sessioni introdotte da relazioni di professori provenienti da università spagnole ed italiane, volte ad analizzare alcuni dei principali casi di attualità che meglio descrivono le nuove richieste di riconoscimento e tutela dei diritti fondamentali della persona, comparando problematiche giuridiche spesso comuni ai due ordinamenti. Le giornate di studio si concluderanno con una sessione plenaria alla quale parteciperanno esperti internazionali sulle tematiche introdotte nel corso del seminario, tra i quali la Prof. Avv. Giusella Finocchiaro.

I gruppi di lavoro delle diverse sessioni vedranno la partecipazione di giovani ricercatori delle università italiane e spagnole, che presenteranno i risultati dei loro studi sotto la supervisione di un comitato scientifico di caratura internazionale. La sessione mattutina del 2 Maggio ospiterà anche l’intervento dell’Avv. Annarita Ricci dello Studio Legale Finocchiaro.

Il seminario si svolgerà a Bologna, presso la sede del Reale Collegio di Spagna, nei giorni 3 e 4 Maggio 2012. Per maggiori informazioni si rimanda alla pagina web dedicata all’evento.

posted by Giusella Finocchiaro on aprile 24, 2012

Dati sanitari

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In sede di conversione del decreto semplificazioni è stato inserito l’art. 47-bis il quale dispone che si privilegi la gestione elettronica delle pratiche cliniche, attraverso l’utilizzo della cartella clinica elettronica, così come i sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture da parte dei cittadini con la finalità di ottenere vantaggi in termini di accessibilità e contenimento dei costi.

Oggi sono numerose le iniziative di digitalizzazione in corso in ambito sanitario, coordinate a livello regionale o promosse da singoli enti.

Fascicolo sanitario elettronico, dossier sanitario e cartella clinica elettronica costituiscono oggetti diversi. Il primo è un insieme di eventi sanitari, passati e attuali, relativi ad un medesimo soggetto e riportati in più documenti elettronici tra loro collegati, condivisibili da soggetti sanitari diversi, pubblici e privati; il secondo è lo stesso insieme di dati, ma detenuti presso un unico soggetto; la cartella clinica elettronica costituisce, invece, una modalità di tenuta della cartella clinica con mezzi informatici.

posted by Giusella Finocchiaro on aprile 23, 2012

PA telematica

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Ancora una volta il legislatore italiano ritiene che dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione possa venire un significativo risparmio di spesa e soprattutto che l’informatizzazione della p.a. possa costituire un volano per l’informatizzazione del Paese: gli artt. 47 – 47 quater del d.l. 9 febbraio 2012, n. 5 (decreto semplificazioni), come modificati dalla legge di conversione 4 aprile 2012, n. 35, sono così dedicati all’informatizzazione della pubblica amministrazione.

Viene istituita una cabina di regia per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana che ha il compito di coordinare gli interventi pubblici volti alle medesime finalità di regioni, province autonome ed enti locali. La cabina di regia è istituita con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, il Ministro per la coesione territoriale, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministro dell’economia e delle finanze.

Fra gli obiettivi che la Cabina di regia previsti dal decreto semplificazioni segnaliamo quelli più vicini ai temi trattati da questo blog e più innovativi.

a)  Realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali al servizio delle «comunità intelligenti» (smart communities).

b)  Promozione degli open data quale modello di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, al fine di creare strumenti e servizi innovativi.

c)  Potenziamento delle applicazioni di amministrazione digitale (e-government).

d)  Cloud computing per le attività e i servizi delle pubbliche amministrazioni.

È di recente pubblicazione il nuovo volume della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro “Privacy e protezione dei dati personali. Disciplina e strumenti operativi” edito da Zanichelli.

Il volume affronta i temi giuridici legati alla protezione dei dati personali in una duplice ottica. Da un lato illustra l’attuale panorama normativo, affrontandone le principali questioni teoriche, e dall’altro analizza alcuni casi pratici che riflettono situazioni reali non di facile inquadramento.

L’impostazione dell’opera è volta così a fornire al lettore uno strumento utile sia all’approfondimento teorico sia alla correzione di prassi non conformi alla normativa, una sorta di “guida operativa” per orientarsi nel complesso e mutevole panorama della legge sulla protezione dei dati personali in Italia.

La digitazizzazione dei dati sanitari e la loro protezione sono il tema del convegno che si svolgerà il 19 aprile presso l’ospedale Luigi Sacco di Milano.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Università Carlo Cattaneo, con il Centro di ricerca in economia e management in sanità e nel sociale e con la Regione Lombardia, vedrà la partecipazione della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro, con un intervento su il flusso elettronico delle informazioni e la tutela della riservatezza del paziente.

Per ulteriori informazioni è possibile scaricare la brochure del convegno cliccando QUI.


La decisione Cass. 5525 del 5 aprile 2012 rappresenta un vero leading case in cui si afferma il diritto alla contestualizzazione dell’informazione e alla verità attuale.

Non è, come superficialmente commentato, una sentenza sul diritto all’oblio. Anzi. È, invece, una decisione in cui si afferma il diritto all’attualizzazione della notizia.

La verità è tale solo se attuale. Se è la verità di 20 anni prima, è una verità parziale, e quindi non è verità.

I fatti: un politico è imputato per corruzione nel 1993. La notizia è correttamente riportata nei giornali dell’epoca. Successivamente il politico viene assolto. A distanza di molti anni digitando il nome del politico nei motori di ricerca si trova la notizia dell’imputazione, ma non anche quella dell’assoluzione.

Certo, la prima notizia è vera. Ma oggi rappresenta una verità parziale, una rappresentazione falsa della realtà, che lede profondamente il diritto all’identità personale.

Si impone, dunque, di contestualizzare la notizia.

Il tema è ampiamente illustrato, nelle sue linee generali, nell’articolo che riporto QUI e che è ripreso nella decisione.

L’Avv. Manuela Gallo, direttore degli affari legali CUP 2000 SpA, ha sollevato nel suo intervento al convegno alcuni punti critici dell’attuale situazione del fascicolo sanitario elettronico a Bologna. C’è infatti un diffuso timore nei confronti della dematerializzazione, perché manca ancora un chiaro quadro normativo. Dal punto di vista della privacy, in particolare, si pensa che il consenso informato sia sufficiente ad evitare tutti i pericoli derivati dalla digitalizzazione del dato, ma in realtà il metodo dell’informativa non risulta sufficiente per il consenso su uno strumento complesso come il fascicolo sanitario elettronico.

L’attuale situazione normativa del fascicolo sanitario elettronico è stata delineata nell’intervento del Dott. Claudio Filippi dell’Autorità Garante della protezione dei dati. Nel 2007 un gruppo di lavoro di tutti i Garanti europei, riuniti a Bruxelles, ha prodotto le prime linee guida per il fascicolo sanitario elettronico in Europa. Da allora il lavoro sul FSE in Italia è stato portato avanti dalle singole Regioni, che, affidando il lavoro a tecnici specializzati, hanno elaborato soluzioni all’avanguardia ma senza una conformità tecnologica e giuridica. Nel 2009 il Garante privacy ha quindi pubblicato le linee guida per il FSE per armonizzarne le regole in materia di protezione dei dati personali, seguite, nel novembre 2010, dalle linee guida nazionali del Ministero della Salute, che contengono indicazioni sul contenuto che deve avere il FSE. Ad oggi c’è un disegno di legge (approvato dalla Camera dei Deputati il 28 settembre 2011) che definisce cos’è il FSE e che prescrive che deve essere istituito dalle Regioni, senza ulteriori indicazioni a riguardo. Vengono invece precisate le finalità, che devono essere di prevenzione, diagnosi e cura, di studio e ricerca scientifica in ambito medico, nonché di programmazione sanitaria e verifica della qualità delle cure. In relazione a queste finalità, il Garante privacy individua i tipi di consenso che sono necessari da parte del cittadino. Il consenso è infatti fondamentale per il medico che deve accertarsi che, per quanto riguarda la cura della salute, il paziente acconsenta al trattamento dei suoi dati personali. Non è quindi un mero adempimento burocratico, ma una direttiva di comportamento per i medici. Le altre finalità richiedono invece ulteriori consensi. Naturalmente il problema dell’informativa rimane, soprattutto nella formula attuale, simile ad una clausola vessatoria. Una volta che il DDL sarà legge le linee guida del Ministero e le singole regioni potranno finalmente omologarsi, e il lavoro sarà semplificato.

I saluti finali del Dott. Antonio Brambilla,  responsabile del servizio assistenza distrettuale, medicina generale, pianificazione e sviluppo dei servizi sanitari della direzione generale sanità e politiche sociali, e della Prof. Avv. Giusella Finocchiaro sono stati l’occasione per evidenziare una necessità comune, emersa nel corso del convegno: quella di razionalizzare i processi. Dal momento che le norme sono in fase conclusiva, è necessario orientarsi ora verso una razionalizzazione organizzativa che possa garantire la tutela dell’identità personale da un lato e l’efficienza dall’altro.

[LINK:  prima parte del convegno, la seconda parte del convegno]

Il controllo dei dati contenuti nel fascicolo sanitario elettronico è stato al centro dell’intervento al convegno del Dott. Giancarlo Pizza, presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna e fondatore insieme al Prof. Moruzzi del CUP. Il presidente ha ricordato che i doveri del medico in materia di privacy sono stringenti. Il segreto professionale, com’è noto, è uno dei cardini della deontologia medica, ed è quindi ovvio che un professionista del campo guardi con sospetto l’introduzione di uno strumento che mette i dati nella condizione di essere scambiati e controllati con facilità. Secondo il Dott.Pizza la dematerializzazione è un passo fondamentale che non può tuttavia essere fatto senza garanzie, anche in considerazione del peso economico non indifferente a carico del sistema paese.

L’aspetto economico del processo di digitalizzazione è stato anche al centro dell’intervento del Prof. Marco Roccetti, Ordinario di informatica dell’Università di Bologna. I dati raccolti dai servizi di pubblica utilità sono una risorsa che al momento non è sfruttata. La pubblica amministrazione si concentra troppo sullo sviluppo di nuovi software specifici piuttosto che sulla vera ricchezza rappresentata dai dati degli utenti. Il web attualmente offre già le piattaforme per effettuare pagamenti, creare comunità, condividere informazioni. Se la PA si appoggiasse a questi servizi, potrebbe concentrare le sue risorse sulla gestione e lo scambio dei dati. Il Prof. Roccetti ha anche ricordato che prima di introdurre l’ICT nella pubblica amministrazione sarebbe importante ripensare la struttura dei servizi in termini di trasparenza, efficienza e responsabilità. È fuorviante infatti pensare all’ICT come a una rivoluzione di un sistema pre-esistente, in quanto si tratta solo di un’evoluzione tecnologica. Per prima cosa sarebbe dunque preferibile agire sul contesto legislativo, culturale e sociale.

Il Dott. Giorgio De Rita, direttore generale di DIGIT.Pa ha accolto le proposte del Prof. Roccetti puntualizzando la situazione attuale dei lavori dell’Agenda Digitale. È vero che il contesto sociale conta di più dell’introduzione di nuovi sistemi informatici, ed è indubbio che la PA fatica ancora molto a coordinare la raccolta dei dati, per la mancanza di regole di base condivise. In particolare, i punti di interconnessione fra le reti sono cruciali e di difficile regolarizzazione. Contemporaneamente, il mondo tecnologico è in continua evoluzione, e non appena esce un tentativo di regolamentazione, diventa subito obsoleto. Non si può quindi aspettare di avere un quadro chiaro per iniziare a lavorare sui servizi per i cittadini. Occorre avere una visione di sistema ma è soprattutto necessario agire subito , lavorando sugli elementi di base, fra cui la privacy.

[LINK: prima parte del convegno, terza parte del convegno]

Slide-BolognaSi è svolto questa mattina a Bologna il convegno “Dematerializzazione del rapporto medico-paziente: il fascicolo sanitario elettronico e tutela della privacy”, organizzato da CUP 2000 in collaborazione con SP.I.S.A. – Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica.

L’evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, grazie anche al fatto che proprio a Bologna sta per partire una diffusione ufficiale del fascicolo sanitario elettronico rivolta a tutti i cittadini.

Come sottolineato del direttore del master in diritto sanitario, Prof. Luciano Vandelli, che ha dato l’avvio al convegno, in Italia comunque si nota un generale accresciuto interesse per la privacy da parte dei cittadini, che coincide con la fase di avvio dell’Agenda Digitale per l’Italia.

Tra i relatori erano presenti esponenti delle aree che ruotano intorno ai diversi aspetti della sanità elettronica: quello istituzionale, quello giuridico, quello scientifico e e quello tecnologico. L’obiettivo dell’incontro, indicato dal Dott. Fosco Foglietta, presidente di CUP 2000, era esaminare l’ambito dai diversi punti di vista per meglio comprendere i molti aspetti coinvolti nella regolazione della materia, che è ancora in fase di assestamento. In quest’ottica si vorrebbe trarre lo spunto per organizzare un osservatorio regionale sul lavoro delle ASL in ambito di dematerializzazione dei dati clinici per monitorare il lavoro svolto nelle varie regioni italiane. L’obiettivo è quello di confrontare ciò che è stato fatto, scegliendo le pratiche giudicate migliori, per produrre una sintesi che detti un coordinamento.

L’aspetto organizzativo è tuttavia solo una delle problematiche sollevate dal fascicolo sanitario elettronico. Il diritto è naturalmente chiamato in causa dalla dematerializzazione del rapporto medico paziente, e non solo per quanto riguarda la privacy. Nel suo intervento, la Prof. Avv. Giusella Finocchiaro ha ricordato che il diritto in Italia, lungi da essere un ostacolo per i processi di dematerializzazione, ha anzi spesso contribuito ad accelerarli, come dimostrano gli interventi del legislatore sulla conservazione dei dati, sul documento digitale e sulla firma elettronica avanzata. Il versante della privacy rimane comunque uno degli aspetti più delicati del processo. Dal punto di vista giuridico, infatti, gli individui sono rappresentati nel FSE attraverso le informazioni presenti su di loro. Ma l’identità di una persona è simile ad un prisma attraverso le cui sfaccettature si possono intravedere i diritti della personalità: il diritto alla privacy, il diritto di rettifica, il diritto all’immagine sociale, il diritto all’oblio ecc. Tra questi è stato recentemente evidenziato dalla sentenza n.5525 della Cassazione anche il diritto alla contestualizzazione dell’informazione. Il tempo passato dalla pubblicazione di determinate informazioni, infatti, può rendere tali informazioni parzialmente vere, perché non aggiornate. Anche il FSE deve tenere conto di questo aspetto della qualità dei dati per cui chiede il consenso al trattamento.

Il fascicolo sanitario elettronico richiede, più specificatamente, l’espressione di diversi consensi. Il Prof. Mauro Moruzzi, direttore generale di CUP 2000 SpA, ha tratteggiato nel suo intervento la complessità del sistema di rete dell’alta comunicazione nella sanità. Un sistema che coinvolge fin dalla sua nascita le singole aziende sanitarie locali con il sistema sanitario nazionale, e che ha poi collegato le ASL con i vari professionisti medici, e ora, grazie agli ultimi sviluppi della tecnologia, anche con i singoli cittadini attraverso una pagina dedicata ad ogni paziente. Proprio su questa pagina il paziente è chiamato a esprimere diversi consensi su i vari circuiti di circolazione dei suoi dati, su cui deve poter avere un controllo totale.

[LINK: seconda parte del convegno, terza parte del convegno]