Diritto & Internet

Gup di Milano ottiene l'accesso ai server di Facebook per indagini su un caso di pedofilia

È stato reso noto che Facebook ha aperto l’accesso ai suoi server in California alla magistratura italiana per permettere di indagare su un caso di sospetta pedofilia.

La concessione ha fatto seguito a una rogatoria richiesta dal gup di Milano Andrea Salemme per risalire al contenuto di chat intercorse sul social network tra un uomo sospettato di pedofilia e decine di ragazzine italiane. Si tratterebbe della prima volta che l’azienda californiana concede ai magistrati del nostro Paese la possibilità di accedere ai contenuti dei propri server centrali.

La notizia è emersa dalle motivazioni della sentenza del giudice Salemme che lo scorso 20 marzo ha condannato un allenatore di pallavolo femminile di Milano a 11 anni e 4 mesi di carcere per reati a sfondo sessuale nei confronti di minori. A quanto si apprende dalla stampa, l’allenatore avrebbe indotto “un numero imprecisato di minori degli anni 18”, tra le quali quattro ragazze identificate, “a partecipare ad esibizioni pornografiche ed in particolare, fingendosi un ragazzo sedicenne e contattando ragazze sui social networks (Facebook e Netlog)” le avrebbe convinte a spogliarsi e compiere atti sessuali “davanti alla webcam”.

Nel corso del processo con rito abbreviato, il giudice, dopo aver disposto una perizia informatica, ha inoltrato una richiesta rogatoriale “all’Autorità giudiziaria statunitense, per il tramite del Ministero della Giustizia, con parallelo interessamento del magistrato di collegamento sedente presso l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma” per poter accedere ai server di Facebook per esaminare il contenuto delle chat. I magistrati milanesi hanno ottenuto copia delle conversazioni su CD tramite l’Fbi.

Il giudice ha anche riconosciuto l’imputato colpevole del reato di inosservanza delle pene accessorie delle sentenze penali. L’uomo infatti era già stato condannato definitivamente per reati a sfondo sessuale e gli era stata imposta l’interdizione perpetua da incarichi a contatto con minori, ma nonostante questo continuava ad allenare giovani, tra cui minori di 12 anni.

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Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi