Diritto & Internet

Indagine Euroconsumer sui prodotti acquistati online: due su tre non sono sicuri

Euroconsumers, il gruppo europeo che riunisce 5 società di ricerca sui diritti dei consumatori, ha reso nota un’indagine sulla sicurezza del commercio online dai risultati allarmanti. In sintesi, su 250 prodotti acquistati dai portali online come Amazon, Wish, eBay, Aliexpress e LightInTheBox, il 66% non rispetta le normative comunitarie in materia di salute e sicurezza.

Giocattoli fatti di materiali insalubri, caricabatterie che fanno scintille, cosmetici dalla composizione non chiara. Stando ai risultati del campione di 250 oggetti, appartenenti a 18 categorie diverse, sarebbero dunque la maggioranza i prodotti disponibili in rete non conformi e quindi potenzialmente pericolosi.  Se i dati dovessero essere confermati su larga scala, e il condizionale risulta d’obbligo, visto l’esiguo campione, si tratterebbe di un enorme mole di prodotti non sicuri, se si pensa che nell’ultimo anno la spesa online degli acquirenti italiani ammonta a 36,5 miliardi di euro, il 30% in più rispetto al 2018.

Com’era prevedibile, la ricerca ha evidenziato che i prodotti non conformi sono soprattutto quelli realizzati fuori dall’Unione Europea presenti nelle piattaforme di e-commerce utilizzate dagli europei.  Durante l’indagine, mano a mano che venivano individuati prodotti non sicuri,  i ricercatori di Euroconsumers si sono attivati per chiederne la rimozione dagli store online. «Segnalare è difficile», spiega Silvia Bollani, coordinatrice dell’area test di Altroconsumo. «Anche quando le piattaforme hanno eliminato le pagine di acquisto dei prodotti fuori norma da noi segnalati, lo stesso prodotto potrebbe tornare in vendita più avanti, magari con un altro nome».

“Non è solo questione di impedire che questi prodotti entrino sul mercato – spiega Marco Pierani, direttore di Euroconsumers – ma anche di rimuoverli una volta che sono stati messi in vendita. Serve un approccio più proattivo da parte dei marketplace”.

Alcune categorie di prodotti hanno poi rilevato criticità che è bene segnalare nel dettaglio.

I giocattoli fabbricati fuori dall’UE sono una categoria particolarmente a rischio. Sono state trovate sostanze cangerogene nei palloncini, quantità illegali di ftalati (interferenti endocrini che possono danneggiare le funzioni cerebrali) nei giocattoli di gomma, piccole parti che si staccano (con rischio di ingestione e di soffocamento) e parti taglienti ben in vista nei giocattoli. Su 29 giocattoli, 9 presentano quantità di ftalati oltre il limite, in alcuni casi anche di 200 volte.

Sempre relativamente al mondo dell’infanzia, 4 capi di abbigliamento per bambini su 16 non rispettano gli standard europei e possono essere pericolosi perché, ad esempio, presentano delle corde o dei lacci sul collo.

I cosmetici risultano altrettanto problematici. Su 39 prodotti (come creme e trucchi ), 21 non avevano la lista ingredienti obbligatoria. Allarme, in particolare, per i kit per sbiancare i denti, su 7 prodotti 10 hanno quantità di perossido di idrogeno superiori ai limiti, addirittura dalle 14 alle 70 volte in più.

Per quanto riguarda i gioielli, il rischio è legato alle allergie: nel 70% del campione sono state rilevate concentrazioni di cadmio, metalli pesanti e nichel oltre la norma.

Bocciati su tutta la line i rilevatori di fumo e di monossido di carbonio, nessuno è risultato affidabile. Mentre dei tre caschi da moto acquistati, due non sono omologati e un altro non è conforme alla descrizione presentata sul sito.

Pericolo elevato sui 36 caricatori Usb, caricatori esterni e adattatori per rischi di scossa elettrica ed incendio: ben 26 sono risultati infiammabili. Ma attenzione anche alle luci di Natale, pericolose nel 46 per cento dei casi.

Nonostante siano ormai uno dei canali di acquisto preferito dai consumatori europei, i portali online come Amazon ed eBay ricoprono il ruolo di meri intermediari, pertanto, secondo l’attuale normativa, non sono tenuti a filtrare i prodotti che finiscono sulle loro pagine. Euroconsumers chiede dunque che le regole vigenti siano modificate per responsabilizzare le piattaforme sulla sicurezza dei prodotti offerti in vendita sui loro cataloghi. I portali dovrebbero inoltre garantire che, una volta segnalati, i prodotti non sicuri vengano rimossi entro 24 ore dalle pagine online. Si chiede inoltre che l’Unione Europea obblighi i siti di e-commerce a informare i consumatori di eventuali problemi di sicurezza riscontrati nei loro prodotti, a effettuare richiami efficaci in caso di merce pericolosa e a evitare che uno stesso prodotto già ritirato venga rimesso in vendita.

In attesa di ulteriori sviluppi legislativi, Altroconsumo ha messo a disposizione dei cittadini un sistema di segnalazione di prodotti pericolosi: www. altroconsumo.it/prodotti-pericolosi.

 

Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi