Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

Presentiamo qui un estratto dell’articolo di Giusella Finocchiaro pubblicato sul magazine online Forum PA il 21 settembre 2016.

Come cambia la disciplina delle firme elettroniche nel nuovo CAD? Come si sa, si tratta di un percorso lungo e complesso, cominciato nel ’97, che ha visto tante modifiche e aggiustamenti e oggi le riformulazioni che in parte sono riconducibili al Regolamento eIDAS. Nel nuovo CAD sono state soppresse le definizioni di firma elettronica, firma elettronica avanzata e firma qualificata che sono invece contenute nel Regolamento eIDAS cui si rinvia all’art. 1, comma 1- bis. Resta, invece, la definizione di firma digitale, benché corretta, tutta italiana.

Il cambiamento più significativo interessa l’art. 21 dedicato al documento informatico sottoscritto con firma elettronica. Il nuovo 1° comma dispone che “il documento informatico, cui è apposta una firma elettronica, soddisfa il requisito della forma scritta e sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità”.

Per l’articolo completo si rimanda al sito di Forum PA.

firma-140724181837_mediumVi proponiamo qui l’articolo di Giusella Finocchiaro apparso su Agenda Digitale il 7 agosto 2014.

Emerge quadro normativo senza dubbio innovativo, che presenta diversi aspetti di rilievo. Ma che sotto il profilo generale del tema delle firme elettroniche non comporta modifiche sostanziali rispetto al panorama italiano. Vediamo il dettaglio.

Il settore in questi giorni si sta interrogando su quali impatti verranno dalla proposta di Regolamento UE in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari, approvata dal Parlamento Europeo il 3 aprile 2014. Proviamo a rispondere, con un’analisi.

Notiamo per prima cosa che non ci sono modifiche significative rispetto all’impianto del Codice dell’amministrazione digitale. Certo, tuttavia, che il Regolamento è un tassello fondamentale per l’instaurazione di una disciplina unitaria, precondizione per garantire l’interoperabilità in settori particolarmente rilevanti in ambito economico, contenente norme o anche mere precisazioni di principi impliciti nel nostro sistema che assumono un evidente peso giuridico.

Ma procediamo con ordine e si confrontino le definizioni di cui all’art. 3 del Regolamento con quelle di cui all’art. 1 del Codice dell’amministrazione digitale.

La firma elettronica è definita dall’art. 3, n. 10 del Regolamento quale insieme di dati elettronici utilizzati “per firmare”. Si tratta, pertanto, di una definizione maggiormente restrittiva rispetto alla definizione offerta dal Codice dell’amministrazione digitale, secondo cui la firma elettronica è l’insieme di dati elettronici utilizzati come metodo di identificazione informatica.

Non presentano connotati innovativi rispetto al dato normativo italiano, invece, le definizioni di firma elettronica avanzata e di firma elettronica qualificata.

In relazione alla definizione di firma elettronica avanzata è confermato il principio di neutralità tecnologica: la norma elenca una serie di condizioni, senza tuttavia imporre le modalità attraverso cui garantire il soddisfacimento di dette condizioni. Sempre con riguardo alla firma elettronica avanzata risulta, inoltre, confermata la necessità di garantire quattro requisiti e segnatamente che la firma sia connessa unicamente al firmatario, che sia idonea a identificare il firmatario, che sia creata con dati che il firmatario può con un elevato livello di sicurezza utilizzare sotto il proprio esclusivo controllo e che sia collegata ai dati sottoscritti in modo da rilevare ogni successiva modifica dei medesimi dati.

In via generale trova espresso riconoscimento il principio, formulato nel Codice dell’amministrazione digitale all’art. 20, co. 1°, dell’irrilevanza della materia di cui è formato il documento. Si legge, infatti, nel considerando n. 63 e nell’art. 44 che ad un documento elettronico non devono essere negati gli effetti giuridici per il solo motivo della sua forma elettronica. Il principio della irrilevanza della materia risulta finalizzato ad “assicurare che una transazione elettronica non possa essere respinta per il solo motivo che il documento è in forma elettronica”. Allo stesso modo è affermato il principio secondo cui non può essere negata dignità e rilevanza giuridica ad una firma elettronica, solo in ragione della sua forma appunto elettronica. Secondo, infatti, l’art. 25, co. 1°: “alla firma elettronica non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova (…) per il solo motivo della sua forma elettronica”.

Sotto il profilo dell’efficacia probatoria, l’art. 25, co. 2° prevede un’automatica equiparazione, sotto gli effetti giuridici, della firma elettronica qualificata alla firma autografa. In relazione alla firma elettronica avanzata restano ferme le disposizione dei co. 2° e 2° bis dell’art. 21 del Codice dell’amministrazione digitale che, come è noto, attribuisce al documento sottoscritto con firma elettronica avanzata l’efficacia probatoria della scrittura privata ai sensi dell’art. 2702 del codice civile, nonché, salvo l’eccezione degli atti e contratti aventi ad oggetto beni immobili, l’idoneità a soddisfare il requisito della forma scritta se richiesto a pena di nullità.

Ai fini dell’interoperabilità, particolare rilievo assume la disposizione di cui al successivo co. 3°, secondo cui una firma elettronica qualificata basata su un certificato qualificato rilasciato da uno Stato membro è riconosciuta quale firma elettronica qualificata in tutti gli altri Stati membri.

Viene, infine, introdotto il sigillo elettronico che è la firma della persona giuridica. Anche in relazione al sigillo è affermato il principio di irrilevanza della materia, con la conseguente impossibilità di negare ad un sigillo effetti giuridici e probatori per il solo motivo della sua forma elettronica (art. 34, co. 1°). Se qualificato, il sigillo gode della presunzione di integrità dei dati e di correttezza dell’origine dei dati a cui il sigillo è associato. I requisiti che devono soddisfare i certificati qualificati di sigillo elettronico sono oggetto di specifica elencazione nell’all. III del Regolamento.

Un quadro normativo, senza dubbio innovativo, che presenta diversi aspetti di rilievo ma che sotto il profilo generale del tema delle firme elettroniche non comporta modifiche sostanziali rispetto al panorama italiano.


firma_digitaleIl 25 luglio 2014 è scaduto il termine di validità per le autocertificazioni sulla sicurezza dei dispositivi automatici di firma digitale.

Come stabilito dal decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 19 luglio 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre dello stesso anno,i fornitori di firme digitali potevano attestare, mediante autocertificazione, la corrispondenza dei dispositivi automatici agli standard europei di sicurezza europei solo fino al 25 luglio 2014, data a partire dalla quale, per continuare a operare, devono disporre di un “bollino di garanzia” ottenibile presso l’Organismo di Certificazione della Sicurezza Informatica (OCSI).

I produttori della soluzione di firma remota sono tenuti a dimostrare che il loro prodotto è stato sottoposto alle prove e alle revisioni richieste per beneficiare della certificazione di conformità allo standard internazionale di sicurezza Common Criteria Eal4 +.

La firma digitale remota apposta utilizzando un dispositivo non certificato espone il documento così sottoscritto al rischio di invalidazione della firma per inadempienza alle nuove norme.

Il 3 aprile 2014 la sessione plenaria del Parlamento Europeo ha approvato la proposta di regolamento in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno.

Il regolamento mira a realizzare l’interoperabilità giuridica e tecnica fra i Paesi dell’Unione Europea degli strumenti elettronici di identificazione, autenticazione e firma.

Il testo con emendamenti è disponibile QUI.

La proposta di regolamento era stata adottata dalla Commissione Europea il 4 giugno 2012.

Il regolamento rappresenta il primo passo per l’attuazione degli obiettivi della Task Force Legislation Team (eIDAS) istituita dalla Commissione al fine di fornire un contesto normativo comune per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno. L’obbiettivo è quello di aumentare la comodità d’uso, l’affidabilità e la fiducia nel mondo digitale.

La Prof. Giusella Finocchiaro ha dedicato un approfondimento sul regolamento in un post disponibile QUI.

Si terrà a Roma il prossimo 7 e 8 novembre presso il Regina Hotel Baglioni l’edizione romana del convegno su La dematerializzazione dei contratti.

L’edizione milanese, programmata lo scorso 26 e 27 settembre ha raccolto la partecipazione in aula di oltre quaranta aziende proveniente dal settore bancario, assicurativo e industriale. Tra gli aspetti più apprezzati, le relazioni presentate dai principali gruppi finanziari sulle prime applicazioni della nuova disciplina sulle firme grafometriche.

Il convegno approfondirà le novità delle nuove regole in materia di firme elettroniche, del valore probatorio dei contratti sottoscritti in forma elettronica, della loro conservazione, della disciplina delle copie e dei duplicati. Completerà l’analisi la presentazione delle opportunità connesse alla dematerializzazione dei contratti in ambito bancario, assicurativo e nei servizi alla clientela.

I docenti coinvolti, provenienti dall´ambito istituzionale (Agenzia per l’Italia Digitale) e operativo, sono le risorse che hanno contribuito allo studio e alla predisposizione dei testi normativi che saranno analizzati nel corso della giornata e rappresentano i maggiori esperti nelle materia trattate. Numerose saranno le testimoniante presentate dai principali operatori del settore.

L’evento formativo è rivolto ai Responsabili della Compliance e del Servizio Legale, ai Responsabili dei Sistemi Informativi di banche, assicurazioni, imprese e pubbliche amministrazioni, avvocati e consulenti.

Obiettivo dell’incontro è presentare un quadro dettagliato e completo delle principali novità introdotte, mettendo a disposizione dei partecipanti strumenti operativi e indicazioni pratiche per adeguarsi alle nuove disposizioni e cogliere le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo.

Giusella Finocchiaro illustra nel seguente video i temi che ha approfondito nel convegno milanese e che riproporrà all’appuntamento romano.

Immagine anteprima YouTube

Ulteriori informazioni sul sito optime.it.

La brochure dell’evento è disponibile QUI.

Una decisione del Tribunale di Catanzaro (ordinanza 30 aprile 2012) ha riacceso l’interesse dei commentatori sul tema delle clausole vessatorie, originando vivaci commenti a caldo che tuttavia non sembrano tenere conto del dato normativo.

La motivazione dell’ordinanza, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di una sospensione dal gestore eBay di un account professionale assegnato ad un rivenditore, conduce alcune riflessioni sulla condizione di validità delle clausole vessatorie presenti nei contratti per adesione conclusi online tra professionisti.

L’ordinanza afferma che “con riguardo alle clausole vessatorie online, l’opinione dottrinale prevalente – alla quale il Tribunale aderisce – ritiene che non sia sufficiente la sottoscrizione del testo contrattuale – ma sia necessaria la specifica sottoscrizione delle singole clausole, che deve essere assolta con la firma digitale. Dunque, nei contratti telematici a forma libera il contratto si perfeziona mediante il tasto negoziale virtuale, ma le clausole vessatorie saranno efficaci e vincolanti solo se specificamente approvate con la firma digitale”.

Quanto affermato dal Tribunale di Catanzaro – nonostante non abbia valore decisivo ai fini delle conclusioni raggiunte, dal momento che la decisione si fonda, fra l’altro, sul fatto che alla sottoscrizione del contratto tramite il “tasto negoziale virtuale” non era stata affiancata una autonoma visualizzazione delle clausole vessatorie che richiamasse l’attenzione del contraente aderente e permettesse la conseguente richiesta di specifica approvazione- induce ad alcune riflessioni.

L’analisi testuale della norma di riferimento dovrebbe, infatti, condurre a diverse conclusioni o quantomeno giustificare un orientamento meno assertivo.

L’art. 1341, comma 2° del codice civile richiede ai fini della validità delle clausole vessatorie la “specifica approvazione per iscritto” e non la “specifica sottoscrizione per iscritto”. La diversità ontologica delle due condizioni ben potrebbe ritenere sufficiente la firma elettronica, anche considerata la norma del Codice dell’Amministrazione digitale che rimette alla libera valutazione del giudice la decisione sull’idoneità del documento informatico sottoscritto con firma elettronica a soddisfare il requisito della forma scritta. Ed ancora, contestualizzando l’analisi della decisione alla luce delle vigenti disposizioni, va evidenziato che la dicotomia firma elettronica/firma digitale non descrive compiutamente il quadro normativo in materia di firme elettroniche ben più complesso di quello che potrebbe apparire basandosi esclusivamente su quanto affermato dal Tribunale di Catanzaro.

In conclusione, il tema delle clausole vessatorie presenti in contratti per adesione da stipularsi online richiede un approccio interpretativo d’ordine sistematico che partendo dal dato normativo dell’art. 1341 del codice civile contestualizzi il requisito della approvazione per iscritto alla luce delle diverse tipologie di firme elettroniche e delle caratteristiche del sistema concretamente posto in essere dagli operatori economici.

L’Associazione Europea per il Diritto Bancario e Finanziario ha organizzato il convegno “La digitalizzazione dei contratti bancari“, che si terrà a Roma giovedì, 13 giugno 2013 presso le Scuderie di Palazzo Altieri, Piazza del Gesù, 49.

Il Convegno vedrà la partecipazione di alcuni fra i maggiori esperti di diritto bancario e finanziario e di dematerializzazione, fra cui Giusella Finocchiaro che interverrà con una relazione dal titolo “Gli aspetti giuridici della digitalizzazione dei contratti bancari: documento informatico e firme elettroniche”.

La partecipazione al convegno è gratuita. Si consiglia tuttavia di comunicare l’adesione alla segreteria di AEDBF, tel. 02.86852322.

Il programma del convegno è disponibile QUI.

almaL’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano organizza il workshop “La digitalizzazione dei processi: nuovi modelli di relazione per imprese e pubbliche amministrazioni” che si terrà a Bologna, l’11 Giugno 2013.

Il workshop, organizzato e promosso con la collaborazione di Alma Graduate School, si pone l’obiettivo di diffondere sul territorio le competenze e il know-how sviluppato dall’Osservatorio in sette anni di Ricerca e di approfondire tematiche verso cui le imprese sembrano essere sempre più attente e sensibili.

In particolare, l’incontro intende offrire a imprese e pubbliche amministrazioni l’opportunità di:

- conoscere il “valore” della digitalizzazione dei processi, grazie alle metodologie, messe a punto dall’Osservatorio, che permettono di determinare l’ordine di grandezza dei benefici economici e del tempo di ritorno dell’investimento dei progetti di integrazione cliente-fornitore, conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica;

- usufruire di un momento di interazione, apprendimento e confronto sui principali aspetti legati al quadro normativo su fatturazione elettronica e conservazione sostitutiva, grazie ai contenuti e agli strumenti sviluppati, in anni di Ricerca, dall’Osservatorio;

- interagire con il team degli esperti dell’Osservatorio in merito agli aspetti legali, fiscali, normativi e tecnici attinenti ai temi della fatturazione elettronica e della dematerializzazione più in generale;

- confrontarsi con attori qualificati del mondo dell’offerta e con le principali associazioni e iniziative di filiera operanti in Italia e impegnate da anni sul tema della fatturazione elettronica.

Nel corso del workshop Giusella Finocchiaro, membro dell’Osseratorio, interverrà con una relazione dal titolo “Dematerializzare la firma autografa: le nuove opportunita? del quadro giuridico”.

L’evento è rivolto a tutte quelle imprese e amministrazioni pubbliche interessate al tema della digitalizzazione e dematerializzazione dei processi e si terrà a Bologna (presso la sede di Alma Graduate School, Villa Guastavillani Via degli Scalini, 18), martedì 11 Giugno 2013 con inizio a partire dalle ore 16.00 fino alle ore 18.45.

La partecipazione al Workshop e? gratuita. Si prega di dare conferma registrandosi sul sito www.osservatori.net.

Il programma dell’incontro, con la lista dei relatori, è disponibile QUI.

Vi proponiamo qui l’articolo apparso oggi sul Sole 24Ore a firma di Giusella Finocchiaro.

L’innovazione digitale per le imprese può aumentare dell’1,5% l’anno la produttività del lavoro per 10 anni, mentre per la PA può produrre benefici complessivi per 40 miliardi di euro all’anno.

Dall’obbligo della Fatturazione Elettronica verso la PA 1,6 miliardi di euro di risparmio per lo Stato e i fornitori, ma ulteriori benefici possibili per 3 miliardi di euro per il Sistema Paese. La digitalizzazione completa del ciclo del pagamento varrebbe 60 miliardi di euro. Con la riduzione dei tempi di pagamento della PA un risparmio tra 4,4 e i 6,7 miliardi di euro sugli interessi di mora.

Sono alcuni risultati della Ricerca 2013 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net*), presentata oggi al convegno “Digitalizzare per Competere”.

A rendere più realizzabili questi risultati hanno contribuito la scorsa settimana due decreti molto attesi: il d.p.c.m. 22 febbraio 2013 sulle firme elettroniche e il d.m. 3 aprile 2013 sulla fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione. Il primo provvedimento rende pienamente operativa la firma elettronica avanzata e il secondo rende obbligatoria la fattura elettronica verso la p.a. Questi provvedimenti sono stati sollecitati anche da questo giornale che ha pubblicato il Manifesto per l’Italia digitale promosso da molti esperti del settore. Si attendono invece le norme sulla conservazione.

Sul fronte della Digitalizzazione, un certo fermento è già evidente su diversi fronti, come spiega Alessandro Perego, Responsabile scientifico dell’Osservatorio “emergono strumenti specifici finalizzati a coinvolgere le PMI in relazioni digitali strutturate; la Fatturazione Elettronica verso la PA porterà all’apertura di hub locali in grado di integrarsi con il Sistema di Interscambio di Sogei e particolare attenzione è dedicata alle soluzioni per la ‘Digitalizzazione dell’ultimo miglio’, con modelli Mobile che adottano la firma grafometrica su tablet introdotta normativamente dal nuovo CAD. Le opportunità, quindi, non mancano. Devono però essere colte, sia dal mondo imprenditoriale sia dal sistema Paese, che in queste direzioni deve scegliere di investire”.

Grazie all’introduzione della Fatturazione Elettronica verso la PA si possono ottenere risparmi diretti di oltre 1 miliardo di euro l’anno, se consideriamo solo gli impatti interni alle PA, e circa 1,6 miliardi di euro l’anno, considerando anche i potenziali effetti positivi sui fornitori della PA stessa. Ma nell’ipotesi che, a partire da questo obbligo, la Fatturazione Elettronica si diffonda anche solo nel 20% dei rapporti tra imprese si potrebbero conseguire recuperi di efficienza parti ad ulteriori 3 miliardi di euro per il Sistema Paese. Un valore che può crescere anche di circa quattro volte se la Digitalizzazione investisse non solo la Fattura, ma tutti gli scambi informativi del ciclo dell’ordine. E che arriverebbe addirittura a 60 miliardi di euro di risparmi complessivi nel caso in cui l’adozione fosse estesa a tutte le relazioni tra gli attori economici del Paese, ovvero sia tra le imprese, che tra queste e la PA.

Un significativo numero è già oggi “culturalmente vicino” alla Fatturazione Elettronica e circa 60mila imprese gestiscono almeno un documento del Ciclo dell’Ordine in formato elettronico. Tuttavia, le relazioni “mature” che consentono di ridurre in modo concreto il costo del ciclo sono ancora decisamente limitate e coinvolgono meno dello 0,5% delle imprese italiane (il 5% se misurato sulla totalità delle imprese con più di 10 addetti, PMI e Grandi imprese).

posted by admin on maggio 27, 2013

Eventi

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Il regolamento in materia di firme elettroniche, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 22 maggio 2013, sarà il tema centrale di un Web Seminar tenuto da Giusella Finocchiaro e organizzato da Optime per il prossimo 5 giugno alle ore 15.30.

Nel corso dell’incontro saranno presentate le recenti novità normative e regolamentari in materia di firme elettroniche e documento informatico. Verranno analizzate le caratteristiche del documento informatico, il suo valore giuridico, la sua efficacia probatoria e sarà esaminata la disciplina delle diverse tipologie di firme elettroniche, con particolare riguardo alla firma elettronica avanzata e alla firma grafometrica. Alcuni cenni saranno infine dedicati al valore giuridico della email e della PEC, nonché all’impatto del nuovo Regolamento Europeo in tema di eIAS.

Al termine della relazione è prevista una sessione durante la quale Giusella Finocchiaro risponderà a tutte le domande che saranno pervenute per iscritto durante la lezione.

Il web seminar, della durata di 50 minuti circa, è aperto a tutti e visionabile, previa iscrizione, su qualsiasi personal computer connesso a Internet.

Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione si rimanda alla pagina dell’evento disponibile sul sito di Optime.