Direttore Scientifico: Prof.ssa Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale: Dott. Giulia Giapponesi

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva – senza ulteriori modifiche – la proposta di legge A.C. 3139-B, che detta disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

Il provvedimento introduce misure di carattere educativo e formativo, allo scopo di favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che, generando spesso isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in situazione di particolare fragilità.

In particolare la disposizione prevede che i minorenni vittime di cyber-bullismo (e chi esercita la responsabilità genitoriale nei loro riguardi) possano rivolgersi al gestore del sito Internet o del social media o, comunque, al titolare del trattamento per ottenere provvedimenti inibitori e prescrittivi a loro tutela (oscuramento, rimozione, blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet, con conservazione dei dati originali). Dal canto suo, il titolare del trattamento o il gestore del sito o del social media deve comunicare, entro 24 ore dall’istanza, di avere assunto l’incarico e deve provvedere sulla richiesta nelle successive 48 ore. In caso contrario l’interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali che deve provvedere, in base alla normativa vigente, entro le successive 48 ore;

Il provvedimento istituisce inoltre un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo e prevede l’adozione, da parte del MIUR, sentito il Ministero della giustizia, di apposite linee di orientamento – da aggiornare ogni due anni – che dovranno indicare una specifica formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti;

È prevista la designazione, in ogni istituto scolastico, di un docente referente per le iniziative contro il cyberbullismo che dovrà collaborare con le Forze di polizia, e con le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

In caso di episodi di cyberbullismo in ambito scolastico, si prevede inoltre l’obbligo da parte del dirigente responsabile dell’istituto di informare tempestivamente i genitori (o i tutori) dei minori coinvolti e di attivare adeguate azioni educative.

Come già avviene per il reato di stalking, anche sul cyberbullismo il provvedimento applica la disciplina sull’ammonimento del questore: fino a quando non sia stata proposta querela o presentata denuncia per i reati di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali commessi online da minorenni ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, il questore – assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti – potrà convocare il minore responsabile ammonendolo oralmente ed invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.

La proposta di legge contiene inoltre di disposizioni per il finanziamento di progetti e la promozione dell’uso consapevole di internet.

Il provvedimento era stato già  approvato dal Senato, in prima lettura, il 20 maggio 2015, poi modificato dalla Camera il 20 settembre 2016 e, quindi, nuovamente approvato dal Senato, con modificazioni, il 31 gennaio 2017.

Le modifiche apportate nell’ultimo passaggio al Senato hanno dato una nuova impostazione  all’intervento normativo basata esclusivamente su strumenti preventivi di carattere educativo, nei confronti dei minori (vittime e autori del bullismo sul web) da attuare in ambito scolastico. Ciò in contrasto rispetto all’impostazione dell’ultimo testo-Camera che agli interventi educativi affiancava anche strumenti di natura penale. Inoltre, il testo trasmesso dal Senato si riferisce a prevenzione e contrasto del solo cyberbullismo, risultando soppresso ogni riferimento al bullismo.



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