Diritto & Internet

Software: vendita o licenza? Il caso AutoCAD

AutoCAD_2009_splashHa avuto origine su eBay la vicenda che vede contrapposti il venditore Timothy Vernor e l’azienda Autodesk, produttrice del noto programma di progettazione grafica AutoCAD.

Nel 2008 la casa produttrice del software ha fatto causa a Vernor  per aver venduto su eBay copie autentiche di AutoCAD, regolarmente acquistate. Secondo Autodesk, Vernor non aveva il diritto di rivendere il software in quanto AutoCAD è concesso solamente “in licenza” e questa modalità di cessione non prevede l’applicazione della dottrina del First Sale, secondo cui un acquirente ha il diritto di rivendere un prodotto originale coperto da diritto d’autore purché non ne faccia copie.

Ma il tribunale di Seattle ha respinto la richiesta di Autodesk: il contratto di cessione della copia del software non prevede che questa debba un giorno essere restituita alla casa di produzione, pertanto è da considerarsi a pieno titolo “acquistata”, e l’acquirente ha diritto ad appellarsi alla dottrina del First Sale.

Autodesk non si è data per vinta ed ora sta ricorrendo in appello. Il caso nel frattempo ha iniziato ad avere un certo seguito mediatico per l’importanza della sentenza per il mercato di seconda mano. Le major discografiche e cinematografiche sono naturalmente dalla parte di Autodesk nella richiesta di abolizione del diritto di rivendita, mentre si sono pronunciate a favore di Vernor importanti associazioni come l’Electronic Frontier Foundation, l’Associazione dlle librerie amricane, la federazione dei consumatori americani, Public Knowledge e U.S. Pirg.

In un  periodo storico dove la pirateria digitale sta flagellando i mercati dell’industria culturale, l’attacco al mercato della seconda mano sembra quanto meno anacronistico. Tuttavia la rete segue con interesse l’esito di quest’ultima sentenza per l’impatto che potrebbe avere su un’eventuale modifica della First Sale Doctrine nell’era digitale.

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Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi