Diritto & Internet

Accordo Facebook e Datalogix per collegare i dati sugli acquisti offline agli account Facebook

originalÈ in corso un nuovo allarme privacy sulla policy di raccolta e condivisione dei dati degli utenti operata da Facebook.

A poche ore dal falso allarme sul bug che mostrava i messaggi privati in bacheca, Facebook è oggetto di una nuova ondata di contestazioni a causa dell’accordo commerciale stipulato con Datalogix, un’azienda che analizza i dati d’acquisto degli utenti in relazione alle inserzioni pubblicitarie online.

Attraverso la nuova partnership, Datalogix sarà in grado di collegare i dati che gli acquirenti rilasciano sulle tessere fedeltà dei negozi con i loro account di Facebook. Il collegamento tra account Facebook e tessera fedeltà avviene grazie all’indirizzo e-mail. Le informazioni sugli acquisti registrati attraverso la tessera fedeltà vengono poi confrontate con gli annunci pubblicitari visualizzati nel tempo sull’account del consumatore, in modo da stabilirne il grado di efficacia.

A quanto risulta dalla stampa, Facebook ha assunto Datalogix per l’analisi dei dati, per quantificare il valore degli annunci che offre agli inserzionisti. Nonostante sia il più affollato social network del mondo, Facebook ha sempre incontrato delle difficoltà a provare il suo “valore monetario”, come il deludente approdo in borsa ha confermato. La partnership con Datalogix potrebbe quindi costituire un punto di svolta nell’attenzione degli investitori. Il social network ha fatto sapere che ad oggi le due aziende hanno analizzato 45 campagne pubblicitarie giungendo alla conclusione che nel 70 per cento dei casi l’inserzionista guadagna 3  dollari in più per ogni dollaro speso su Facebook.

La reazione delle principali associazioni per la protezione della privacy non si è fatta attendere a lungo, Marc Rotenberg, presidente dell’Electronic Privacy Information Center, ha annunciato che  presenterà una richiesta alla Federal Trade Commission per aprire un’inchiesta sulla partnership tra Facebook e Datalogix.

Nel frattempo, molti commentatori dei diritti digitali hanno pubblicato in rete le istruzioni per effettuare l’opt-out, da effettuarsi direttamente sul sito di Datalogix. Tuttavia la procedura non è del tutto trasparente e rimangono perplessità sull’uso da parte dell’azienda dei dati di cui è già in possesso.


Giulia Giapponesi

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Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi