Diritto & Internet

Il contenuto delle nostre email è davvero privato?

La maggioranza degli utenti sopravvaluta il livello di protezione della segretezza delle proprie email. La consapevolezza della vulnerabilità delle nostre comunicazioni è il primo passo verso la creazione di una rete più sicura.

In questo intervento, Andy Yen, scienziato del CERN, racconta che, dal punto di vista della priacy, se dovessimo paragonare le nostre email ad una comunicazione di tipo analogico non dovremmo pensare alle lettere, ma alle cartoline postali. Come le cartoline, infatti, le nostre email possono essere lette da chiunque intercetti il loro viaggio dal mittente al destinatario.

Nonostante il contenuto delle email venga sempre criptato, la vulnerabilità del sistema riguarda il fatto che la chiave di crittografia risiede negli stessi server che recapitano ai mittenti le nostre comunicazioni. Quindi le nostre parole sono di fatto accessibili alle compagnie che gestiscono il servizio di email, alle autorità governative che richiedono alle aziende l’accesso ai messaggi e a chiunque sia in grado accedere, legalmente o meno, ai server.

La soluzione per alzare il livello di segretezza è quella di affidare il compito di avviare il processo crittografico agli utenti, in modo che gli intermediari non abbiano possibilità di decodificare. È quanto offre il servizio Protonmail, avviato dal team di ricerca di Andy Yen.

Per saperne di più, vi proponiamo la presentazione del progetto ai TED talks:

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Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi