Diritto & Internet

Il blocco di Wikipedia in Turchia

Sabato 29 aprile 2017 le autorità turche hanno bloccato l’accesso a Wikipedia dalle utenze del paese. Ciò ha comportato la perdita di accesso per la popolazione a una imponente quantità di informazioni storiche, culturali e scientifiche.

In seguito alle accuse di censura da parte della comunità internazionale, il Garante alle telecomunicazioni turco ha giustificato il blocco citando una legge del Paese (legge Nr. 5651 relativa alla regolamentazione di Internet nel paese) che permette di inibire l’accesso ai siti ritenuti osceni o che costituiscono minaccia per la sicurezza nazionale. In particolare, alcuni media turchi hanno fatto sapere che il blocco è stato attuato in risposta a delle voci di Wikipedia che accusavano la Turchia di collegamenti con gruppi islamici militanti.

Il primo Maggio 2017 il Tribunale di Ankara ha legittimato il blocco imposto dall’Authority per l’informazione e le tecnologie della comunicazione turca (BTK). Il capo dell’agenzia Turca delle comunicazioni, Omer Fatih Sayan, il 10 maggio ha dichiarato che l’inibizione all’accesso continuerà fino a quando Wikipedia non adempierà all’ordine del Tribunale di Ankara che impine di rimuovere i contenuti anti-governativi pubblicati sull’enciclopedia.

L’undici maggio 2017 Ahmet Arslan il ministro dei trasporti turco, in una dichiarazione all’emittente NTV, riferendosi a Wikipedia ha detto: “Ci sono molte questioni che ci disturbano ma soprattutto siamo molto irritati dal fatto che la Turchia è menzionata insieme a organizzazioni terroristiche e dal fatto che le loro pubblicazioni includono contenuti parziali che danno la percezione che la Turchia supporti queste organizzazioni”. Dopo aver sottolineato che Wikipedia ha rifiutato di correggere le “informazioni sbagliate” con le “informazioni precise” inviatele dal governo, il ministro ha aggiunto dichiarazioni di scontento riguardo alla situazione fiscale di Wikipedia in Turchia: “Vogliamo avere un interlocutore locale e vogliamo che Wikipedia paghi le giuste tasse alla Turchia secondo la nostra legislazione fiscale aprendo un ufficio fisico. Loro hanno dei ricavi dalle loro pubblicazioni in Turchia quindi noi vogliamo che siano soggetti al pagamento di tasse grazie all’apertura di un ufficio nel paese.”

Il ministro non ha citato il fatto che Wikipedia è un’organizzazione no-profit e non ha aggiunto particolari a supporto della sua dichiarazione su un supposto guadagno da parte di Wikipedia.

Contro il blocco all’accesso il 9 maggio Wikipedia ha presentato ricorso presso la Corte Costituzionale turca dopo il rifiuto da parte di un tribunale ordinario del Paese. Il giudice che ha rigettato l’appello contro il blocco ha dichiarato che sebbene la libertà di espressione è un diritto fondamentale  può essere limitato in casi di “necessità di regolazione”.

Aggiungi commento

Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi