Diritto & Internet

Google si difende dall'accusa di concorrenza sleale davanti alla UE

Google respinge le obiezioni della Commissione europea sull’abuso di posizione dominante nel mercato delle ricerche di shopping online.

Nell’aprile 2015 con una “comunicazione di obiezioni” la Commissione europea aveva ufficializzato l’avvio di una procedura antitrust nei confronti di Google. La procedura era stata richiesta da alcuni portali specializzati nella comparazione dei prezzi online, che lamentavano una concorrenza sleale da parte della funzionalità Google Shopping, che suggerisce  fra i primi risultati delle ricerche un servizio di confronto sui prezzi di beni in vendita online.

Google ha respinto con fermezza le accuse sostenendo invece che, lungi dall’essere anticompetitivo, il servizio offre ai consumatori europei una più ampia varietà di scelta e sostiene la concorrenza dei venditori, permettendo alle piccole e medie imprese di comparire accanto ai grandi seller internazionali. La sua difesa si basa su tre tesi fondamentali.

La prima riguarda alcuni dati. Google ha fatto sapere che la quantità di traffico che il motore di ricerca ha diretto ai maggiori siti di comparazione di prezzi non è affatto diminuita, ma è aumentata del 227% negli ultimi dieci anni. A questo Fatto Mountain View aggiunge che le dozzine di nuovi operatori nel settore del confronto prezzi che sono recentemente entrate nel mercato sono indice di una competitività in salute.

La seconda motivazione si basa su un’osservazione giuridica. Il colosso californiano nega di avere per legge la responsabilità di dirigere il traffico verso i suoi competitor: la similitudine con le politiche di unbundling, obbligatorie per operatori come i fornitori di elettricità o di gas, non è appropriata per il suo ruolo dal momento che gli utenti possono scegliere il motore di ricerca che preferiscono e ci sono tanti modi differenti di accedere ai contenuti del web.

La terza argomentazione è relativa ad un aspetto economico. Google ritiene che la Commissione Europea non abbia tenuto in giusta considerazione il dinamismo del mercato della compravendita online in particolare nei ruguardi di grandi motori di ricerca di beni da comprare, come Amazon o eBay, o delle nuove funzionalità di acquisto legate ai social network.

La difesa di Google è stata pubblicata sul blog europeo del motore di ricerca.

I commissari europei coinvolti nella comunicazione di obiezioni a Google hanno fatto sapere di aver ricevuto la risposta di Mountain View e di stare valutando le motivazioni.

FairSearch Europe, una lobby che rappresenta alcuni competitor di Google, tra cui Microsoft ed Expedia, e che aveva presentato l’accusa sulla concorrenza sleale alla Commissione, ha reso noto che le motivazioni di Google non cambiano in alcun modo la loro posizione.

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Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi