Diritto & Internet

L’Antirust sanziona per oltre un milione sei piattaforme di Buy&Share

Charles Ponzi, inventore dello schema alla base del Buy & Share

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso sei nuove istruttorie nei confronti di alcune società di e-commerce che operavano secondo il sistema Buy&Share, sanzionandole per un totale di oltre un milione di euro.

Si tratta del secondo intervento in pochi mesi da parte dell’Authority che va a colpire società di vendita online che utilizzano il sistema Buy&Share, anche conosciuto come schema di Ponzi o vendita piramidale, una modalità di vendita che permette di comprare prodotti ad un prezzo particolarmente scontato se l’acquirente si impegna a vincolare altri consumatori con la stessa formula di acquisto

In sostanza, sulle piattaforme incriminate, per accedere ad un bene super scontato, agli aspiranti acquirenti veniva richiesto di convincere altre 2 o 3 persone ad inserirsi in una lista d’attesa, previo versamento del denaro per il bene desiderato.

Gli operatori, titolari dei nomi di dominio girada.com, zuami.it, bazaza.it, listapro.it, shopbuy.it, ibalo.it e 66×100.com, promuovevano, seppure con modalità differenziate, particolari offerte dove i consumatori venivano invitati ad “acquistare” prodotti a prezzi molto bassi, versando immediatamente la quota richiesta, salvo poi dover attendere, per poter ricevere il prodotto, che altri consumatori effettuassero un analogo acquisto.

L’AGCOM ha stabilito che il pagamento richiesto costituisce una mera prenotazione del bene e non un acquisto. Infatti, solo i versamenti effettuati da altri consumatori consentirebbero al primo consumatore di conseguire il bene prescelto, e  il fatto che non vengano resi noti i meccanismi di funzionamento della lista d’attesa rende estremamente aleatorio l’ottenimento e la consegna del bene.

Gli accertamenti istruttori hanno inoltre evidenziato che ai consumatori viene impedito l’esercizio di diritti contrattuali, ovvero di essere rimborsati di quanto originariamente versato, di acquisire il prodotto ad un prezzo di mercato e di esercitare il diritto di recesso.

Le violazioni del Codice del Consumo rilevate sono state ritenute gravi in considerazione delle condizioni particolari e aleatorie dell’offerta, in grado di attrarre un numero sempre crescente di prenotazioni e di ingannare un numero crescente di consumatori, nonché condizionare indebitamente coloro che vi hanno aderito.

 

Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi