Diritto & Internet

Il Garante privacy scrive alla Cassazione: "occultare i nomi nelle sentenze pubblicate sul web"

eraseL’iniziativa della pubblicazione integrale sul web delle sentenze pronunciate dalla Corte di Cassazione è da tempo oggetto sia di lodi per la trasparenza sia di critiche riguardo alla violazione della privacy degli imputati.

Da qualche tempo, il sito web istituzionale della Corte di Cassazione ha reso accessibili al pubblico le sentenze pronunciate dalla Corte, negli ultimi cinque anni, in materia civile.

Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, ha pubblicato una lettera aperta a Giorgio Santacroce, Primo Presidente della Corte suprema di Cassazione, in cui esprime preoccupazione per la violazione dei dati personali dei cittadini coinvolti in cause processuali approdate in Cassazione.

Pur riconoscendo all’iniziativa un indubbio rilievo, Soro esprime perplessità sulla legittimità della pubblicazione dei nominativi, per esteso, delle parti e dei terzi coinvolti a qualunque titolo nel ricorso in Cassazione.

Il Presidente del Garante privacy sottolinea, in particolare, i rischi di indicizzazione, decontestualizzazione, e alterazione dei dati resi indiscriminatamente accessibili online, anche alla luce dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 13 maggio scorso, in re C-131/12 (a cui, su questo blog, abbiamo dedicato un post e un approfondimento di Giusella Finocchiaro).

Soro chiede dunque che venga valutato se “le apprezzabili finalità di promozione della conoscenza, da parte dei cittadini, degli orientamenti giurisprudenziali espressi dalla Corte di cassazione non siano egualmente realizzabili con modalità maggiormente idonee a tutelare il diritto alla riservatezza degli interessati. In tal senso, potrebbe essere utile riflettere sull’opportunità di espungere dai provvedimenti i dati identificativi, che pur nulla togliendo alla comprensione del contenuto giuridico della pronuncia, consentirebbe tuttavia di minimizzare l’impatto, in termini di riservatezza, della più ampia accessibilità dell’atto in rete.”

Il testo completo della lettera è disponibile sul sito del Garante privacy.

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Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi