Diritto & Internet

L'AD di Vivendi chiede l'estensione di Hadopi anche nel Regno Unito

Jean-Bernard Levy, original pic by MEDEF
Jean-Bernard Levy, original pic by MEDEF
Sono passati solo pochi giorni  dalla sua introduzione in Francia, ma già uno dei colossi del multimedia afferma: la Legge Hadopi va estesa anche al di fuori del territorio transalpino. Ad affermarlo con nettezza è Jean-Bernard Levy, amministratore delegato del più importante conglomerato di produzione editoriale del mondo, la francese Vivendi. Perché anche se l’efficacia operativa della norma è ancora da dimostrare, spiega, essa costituisce un primo e ineludibile passo in avanti per la protezione dei diritti degli editori.
Per esprimere il proprio pensiero Levy ha scelto la Conferenza Internazionale sulla Creatività ed il Business Network (C&abinet) organizzata dal governo inglese per promuovere la riflessione sulla transizione delle industrie multimediali ai formati di produzione e distribuzione digitali. E proprio dal REgno Unito dovrebbe partire, secondo lo stesso Levy, l’estensione del modello “tre errori e sei fuori” proposta oltralpe dal Gabinetto Sarkozy: “La Gran Bretagna dovrebbe fare di più per promuovere lo sviluppo del suo comparto media” ha dichiarato al Guardian “e anche se la legislazione francese è attualmente più avanzata, appare ovvio che anche in UK si dovrebbe creare una legge tipo Hadopi”.
Le parole di Levy possiedono un peso particolare anche in ragione delle dimensioni del gruppo Vivendi, nel “portafoglio” del quale figurano colossi come Universal Music, Canal Plus e Activision, oltre ad uno dei maggiori Internet Service Provider (ISP) di Francia, l’omonimo Vivendi. E a sentire il CEO del conglomerato francese anche gli stessi ISP dovrebbero pronunciarsi a favore dell’estensione di normative più restrittive in materia di file sharing: “i provider dovrebbero senz’altro appoggiare leggi di questo tipo, dal momento che molti degli investimenti che stanno affrontando oggi per allargare la banda disponibile sono resi necessari dalle attività di download illegale”.

Aggiungi commento

Direttore Scientifico
Prof. Avv. Giusella Finocchiaro
Curatrice Editoriale
Dott. Giulia Giapponesi